Terremoto a Ischia, cosa sappiamo finora

Alle 20:57 del 21 agosto si è verificato un terremoto a Ischia di magnitudo 4.0, che ha colpito anche la zona Flegrea: ecco cosa sappiamo finora.

Aggiornamento ore 13.15, 22 agosto

Gli sfollati sarebbero al momento 26 mila, di cui solo duemila a Casamicciola e 600 a Lacco Ameno, mentre centinaia sono ancora i turisti agli scali portuali, in attesa di lasciare Ischia. Entrambi i bambini in pericolo sono stati salvati dai soccorritori. Federalberghi Ischia ha detto che metterà a disposizione camere gratuite nelle proprie strutture ricettive per aiutare le persone colpite dal sisma.

Ore 10.00 22 agosto

Quasi esattamente un anno dopo il terremoto che ha devastato parte del centro Italia, la terra nel nostro Paese torna a tremare, stavolta nell’isola di Ischia e sulla costa Flegrea, in Campania. Secondo le rilevazioni dell’Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sono le 20:57 quando una scossa di magnitudo 4.0 con epicentro in mare, a 5 km di profondità, terrorizza residenti e turisti (numerosi sull’isola in questo periodo) e provoca i primi crolli. Si sono poi susseguite durante la notte diverse scosse di assestamento.

Terremoto a Ischia
L’epicentro del terremoto è a 5 km di profondità. © Ingv

Terremoto a ischia: i maggiori danni in località Casamicciola

L’area ischitana che avrebbe subito maggiori danni sarebbe quella di Casamicciola (quella più vicina alla scossa), dove in piazza Maio una palazzina è crollata ed è andata distrutta anche la chiesa del Purgatorio. La prima vittima del terremoto a Ischia sarebbe un’anziana signora, uccisa dai calcinacci crollati dalla chiesa di Santa Maria del Suffragio. È morta anche un’altra donna, trovata sotto le macerie di un’abitazione. Al momento i feriti, secondo il Corriere della Sera e La Stampa, sarebbero invece 39, di cui uno molto grave. I soccorritori lavorano senza sosta: da un’abitazione in località La Rita sono stati estratti vivi dalle macerie un uomo, due donne e un bimbo di 7 mesi, mentre si lavora per estrarre altri due bambini di 7 e 11 anni. I soccorritori stanno ancora verificando che non vi sia nessuno sotto le macerie.

Anche l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, minacciato da diverse crepe, è stato quasi interamente evacuato (sono rimasti solo 5 degenti nella struttura) e si aspetta l’intervento della Protezione civile.

Sulla costa Flegrea, il terremoto è stato avvertito distintamente a Monte di Procida e nelle zone alte di Bacoli e Pozzuoli, ma per il momento non si registrano danni a persone e cose.

Le norme di sicurezza ignorate

Come riporta il Corriere, secondo il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Francesco Peduto sarebbe assurdo morire per un sisma di questa entità: ancora una volta si pone l’accento sull’inadeguatezza del nostro patrimonio immobiliare, sul fatto che le case non sono costruite secondo le norme di sicurezza in un territorio a forte rischio sismico. La stessa zona di Ischia fu colpita da un terremoto ancora più forte nel luglio del 1883, quando una scossa di magnitudo 5.8 provocò oltre 2000 morti proprio nell’area di Casamicciola.

Terremoto a Ischia: quanto conta l’abusivismo

Il problema riguarderebbe soprattutto l’abusivismo edilizio, un vizio tutto italiano su cui le amministrazioni chiudono gli occhi troppo spesso: sull’isola di Ischia sarebbero infatti oltre 600 le case da abbattere perché abusive, mentre negli ultimi 30 anni sarebbero state oltre 27 mila le pratiche di condono presentate in virtù delle diverse sanatorie. Tutto questo cemento fuori legge, che tra l’altro rappresenta uno “sfregio paesaggistico” per la costa ischitana, sarebbe dunque corresponsabile dei crolli avvenuti nella notte in località Casamicciola, dove negli anni passati si sono verificati scontri tra le forze dell’ordine e i comitati cittadini  per difendere le case abusive.

La Regione Campania ha inoltre approvato, lo scorso 20 luglio, proprio una legge per “trovare misure alternative all’abbattimento” delle case abusive, acquisendole al patrimonio pubblico e dandole in locazione a chi le abita, ma solo a patto che siano state costruite “per necessità”.

Foto di copertina tratta da © Il Fatto Quotidiano
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