Terremoto, cosa è successo in centro Italia

Un potente terremoto, la scossa più forte di magnitudo 6, ha causato danni e vittime in centro Italia. I comuni più colpiti sono Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto.

Aggiornamento ore 08.00, 28 agosto

Sono confermati 291 morti, bilancio ancora provvisorio della Protezione civile. Per commemorare le vittime marchigiane sono stai tenuti funerali a Ascoli Piceno, a cui erano presenti anche il Premier Matteo Renzi e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che prima ha visitato i comuni di Amatrice e Accumoli, tra i più colpiti.


ore 09.39, 26 agosto

Il bilancio delle vittime sale ancora, raggiungendo la soglia di 267, 207 ad Amatrice, 49 ad Arquata e 11 ad Accumoli. Sale anche il numero di persone estratte vive dalle macerie, 238. Le scosse continuano, l’ultima alle 06.28 di questa mattina di magnitudo 4,8 con epicentro vicino a Amatrice.


ore 17.44, 25 agosto

Le vittime sono 250, questo il dato diffuso dalla Protezione civile. Il numero di morti ad Amatrice, che conta il maggior numero di vittime, è salito a 204. Il numero di feriti ospedalizzati è di 365.

La procura di Rieti ha aperto un’indagine per disastro colposo (articolo 434 del codice penale), che s’interesserà anche di far luce sul crollo della scuola di Amatrice e il campanile di Accumoli, recentemente ristrutturati. Il procuratore capo Giuseppe Saieva coordina l’indagine che vede impegnati tutti i magistrati della provincia.

Enel smentisce la notizia secondo cui la diga di Scandarello, lago alle porte di Amatrice, sarebbe stata pericolante a causa del terremoto. “Non si rilevano danni alle dighe delle regioni interessate”, ha fatto sapere l’operatore elettrico.


ore 14.49

Una nuova scossa a Amatrice di magnitudo 4,5 si è verificata alle 14.36 ha causato dei crolli.


ore 14.14

Il bilancio delle vittime è di 241, 184 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 46 ad Arquata del Tronto. I vigili del fuoco comunicano che al momento hanno estratto 215 persone vive dalle macerie.


ore 08.27

Il numero delle vittime raggiunge la soglia di 247 e i feriti sono centinaia, mentre i soccorsi proseguono (sono circa 4.000 i soccorritori della Protezione civile). Dunque, probabilmente, la conta dei morti continuerà a salire. Nella notte tra il 24 e il 25 agosto sono stata avvertite altre 60 scosse, la più forte di magnitudo 4,5 avvenuta alle 05.17.

Tendopoli sono state erette nei tre comuni più colpiti, Amatrice e Accumoli, in provincia di Rieti, e Pescara del Tronto, frazione di Arquata in provincia di Ascoli Piceno. Tutti le strutture ospedaliere del Lazio, delle Marche e dell’Abruzzo sono mobilitate per soccorrere i feriti. Oggi il governo stanzierà la prima tranche dei fondi di emergenza, 50 milioni di euro.

Cosa è successo: il terremoto

Le scosse sono state almeno 600. La più forte, di magnitudo 6, si è avvertita da Rimini fino a Napoli ed è avvenuta alle 03.36 del 24 agosto, con epicentro a quattro chilometri di profondità e nei pressi di Accumoli.

Le scosse seguenti sono avvenute tra le 04.32 e 04.34, con epicentro vicino a Norcia, in provincia di Perugia, e Arquata del Tronto. Sono state sentite in tutto il centro Italia, e le persone sono scese in strada anche all’Aquila e in altre località abruzzesi.

terremoto pescara del tronto
Devastazione a Pescara del Tronto © Giuseppe Bellini/Getty Images

Nelle ore seguenti il sisma non si è fermato. Poco prima delle 14 del 24 agosto è stata sentita un’altra scossa di magnitudo 4,9 nei pressi di Arquata, mettendo in allarme gli sfollati raccolti nel campo di primo soccorso allestito in un campo sportivo. Inoltre, nelle prime ore del 25 agosto sono state avvertite altre 60 scosse, costringendo i soccorritori ad arrestare i propri sforzi per il timore che avvenissero altri crolli.

I soccorsi

Continuano gli scavi per cercare dispersi e sopravvissuti, mentre il numero degli sfollati cresce, raggiungendo le migliaia. La Protezione civile ha attivato i numeri di emergenza 840840 e 803555, e il numero per la raccolta di donazioni 45500. Chiamando questo numero o mandando un sms, 2 euro verranno devoluti alla Protezione civile che trasferirà i soldi alle regioni colpite. Inoltre, Facebook ha implementato la funzione Safety Check perché le persone possano segnalare ai propri contatti di essere in sicurezza.

I danni

È un dramma, metà paese non c’è più”, questa la dichiarazione del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi nella mattinata del 24 agosto. I feriti vengono soccorsi in strada, davanti all’ospedale reso inagibile dal forte sisma. Come descrive il sindaco, “le strade di accesso sono bloccate”. Il ponte “A tre occhi” alle porte di Amatrice è crollato, costringendo ad entrare nel paese a piedi e dunque rallentando i soccorsi, come conferma il responsabile della Croce Rossa locale, riporta la Repubblica.

Anche a Pescara del Tronto si è costretti a entrare a piedi. “La gente piange mentre cammina e si avvia verso il paese”, secondo l’inviata dell’Ansa. A Castelluccio di Norcia, in provincia di Perugia, è crollato il campanile e anche a Amandola, in provincia di Fermo, l’ospedale ha subito grossi danni. Inoltre, è stata riportata una frana sulla parete est del Corno Piccolo sul Gran Sasso.

Le dichiarazioni

“Prendiamo l’impegno che nessuno verrà lasciato da solo, nessuna famiglia”, queste le parole del premier Matteo Renzi che si è recato nelle zone colpite nel pomeriggio del 24 agosto. Ha inoltre ringraziato “il cuore grande e generoso di un volontariato che si è messo in moto fin dalle prime ore e la protezione civile”. Il Presidente della camera Laura Boldrini, arrivata a Arquata del Tronto ha detto che il numero di persone sotto le macerie è ancora incerto, e nell’esprimere solidarietà con le persone colpite afferma ”la mia vicinanza di marchigiana ai cittadini della mia regione”.

L’Avis fa appello per le donazioni di sangue: “Urge sangue, di tutti i gruppi sanguigni”. Chiede ai donatori di recarsi all’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti o in altri centri nella regione, soprattutto negli ospedali di Roma. È a San Benedetto del Tronto, invece, il punto predisposto nelle Marche.

Forte la dichiarazione del capo del Dipartimento protezione civile, Fabrizio Curcio, che ha definito il terremoto, “paragonabile, per intensità, a quello dell’Aquila, anche se lo scenario è diverso”. “Non possiamo escludere che finisca qui oppure che continui in altro modo”, secondo Andrea Tertulliani, sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, perché, “un terremoto di magnitudo 6 si porta dietro una coda di repliche che saranno sicuramente numerose”.

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