Il trasporto aereo emette più CO2 della Germania

Un rapporto dell’Icct conferma il peso del settore aereo in termini di emissioni di CO2. Nel 2018 disperse nell’atmosfera 918 milioni di tonnellate.

L’insieme dei voli commerciali – passeggeri e merci – che ha attraversato i cieli di tutto il mondo nel 2018 ha emesso 918 milioni di tonnellate di CO2. Il che rappresenta il 2,4 per cento del totale delle emissioni di gas ad effetto serra disperse nello stesso periodo di tempo nel pianeta. Il che significa che se il settore aereo fosse una nazione, rappresenterebbe la sesta al mondo in termini di inquinamento prodotto, dopo Cina, Stati Uniti, India, Russia e Giappone. Subito prima della Germania, che contribuisce all’incirca per il 2,15 per cento.

Le emissioni del settore aereo aumentate del 32 per cento in 5 anni

A fornire le cifre, per la prima volta nel dettaglio, è un rapporto pubblicato il 19 settembre dall’International Council on Clean Transportation (Icct). Lo stesso organismo che rivelò lo scandalo “dieselgate”. Il documento, oltre a sottolineare il peso complessivo dell’aviazione civile, spiega che le emissioni complessive degli aerei risultano attualmente in forte aumento. In soli cinque anni sono cresciute del 32 per cento. E le previsioni indicano che il trend si accentuerà ulteriormente nel prossimo futuro.

È la stessa Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) a prevedere infatti un gigantesco aumento del traffico nei prossimi anni. Il numero complessivo di viaggiatori dovrebbe infatti passare dai 4,3 miliardi del 2018 a 8,2 miliardi nel 2032. E il numero di aerei in servizio in tutto il mondo, nello stesso periodo, dovrebbe raddoppiare: da 24mila a 48mila. Allo stesso modo, esploderà il numero di voli, già ad un totale di 38 milioni nel 2018.

traffico aereo icct
Un rapporto dell’Icct conferma l’enorme peso del settore aereo in termini di emissioni di CO2 © Icct

Tutto ciò significa che un impegno concreto ed immediato da parte del settore dell’aviazione civile è imprescindibile se si vorranno raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. A partire dalla nazione nella quale il problema dell’inquinamento aereo è più marcato: gli Stati Uniti. Il rapporto dell’Icct spiega infatti che un quarto delle emissioni è concentrato sul territorio americano: 182 milioni di tonnellate di CO2. Il cui 69 per cento è determinato da voli interni.

La maggior parte dei voli è concentrata negli Stati Uniti, nell’Unione europea e in Cina

Al secondo posto c’è l’Unione europea, con 142 milioni di tonnellate emesse, pari al 19 per cento del totale mondiale. Il terzo gradino del podio è quindi occupato dalla Cina, con 95 milioni di tonnellate.

Anche in termini di chilometri percorsi gli Stati Uniti risultano primi, con 1.975, contro i 1.678 miliardi dell’Unione europea e i 1.141 miliardi della Cina. Infine, il rapporto ha dimostrato che le emissioni di gas ad effetto serra sono ripartite in modo uniforme tra voli a corto raggio (meno di 1.500 chilometri), medio raggio (tra 1.500 e 4.000) e lungo raggio (oltre 4.000). Ma rispetto al numero di chilometri percorsi per passeggero, i voli di meno di 500 chilometri sono i più inquinanti: emettono un quantitativo di CO2 doppio rispetto ai tragitti più lunghi.

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