Un attacco aereo in Libia uccide 40 migranti in un centro di detenzione

Almeno 40 persone sono morte in un attacco aereo in Libia.

Aggiornamento delle ore 17 – i morti sono 44, i feriti oltre 130

Nella notte tra martedì e mercoledì, un attacco aereo in Libia ha ucciso almeno 40 persone e ne ha ferite 80 in un centro di detenzione per migranti alla periferia della capitale Tripoli. A confermarlo il governo di Al Serraj e la Bbc. Il centro, che si trovava accanto a un campo militare nel sobborgo orientale di Tajoura, ospitava al momento dell’attacco più di 600 persone. La parte del centro bombardata conteneva circa 150 rifugiati e migranti di sesso maschile provenienti da paesi africani come il Sudan, l’Eritrea e la Somalia.

Un bilancio destinato a crescere

Tra i primi soccorritori il dottor Khalid Bin Attia, funzionario del ministero della salute libico, che ha parlato di “carneficina”: “Il campo è stato completamente distrutto. C’è gente sparsa dappertutto. I sopravvissuti piangono traumatizzati”, ha raccontato Attia alla BBC World. “Quando è arrivata l’ambulanza, ciò a cui abbiamo assistito è stato orribile: c’erano sangue e resti umani ovunque”. L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha dichiarato di essere “estremamente preoccupata” per la notizia.

migranti libia
I primi soccorritori hanno parlato di una tragedia umana © John Moore/Getty Images

La maggior parte dei morti sono migranti africani, detenuti in attesa di poter raggiungere l’Europa clandestinamente attraversando il mar Mediterraneo. Secondo altre fonti di stampa, ad esempio AFP, il bilancio dei morti potrebbe crescere nelle prossime ore dal momento che la situazione è ancora confusa. Secondo l’agenzia le vittime potrebbero essere 120.

Chi è stato?

Il Governo di accordo nazionale (Gna), appoggiato dall’Onu e guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj, ha accusato il sedicente Esercito nazionale libico (Lna), guidato dal generale Khalifa Haftar, di aver effettuato questo “odioso attacco” con “precisione” e “premeditazione”.

Leggi anche “Nuova guerra civile in Libia, vecchi interessi: petrolio e migranti”

Lunedì Haftar aveva annunciato l’inizio di una serie di attacchi aerei pesanti su diversi obiettivi a Tripoli, dopo aver esaurito i “mezzi tradizionali”. Ma in risposta alle accuse di Al Serraj, il Lna ha risposto che i suoi aerei da guerra stavano sì bombardando il campo filo-governativo vicino al centro ma che sarebbero state le forze di Al Serraj, rispondendo con armi da fuoco, a colpire il centro dei migranti per sbaglio.

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