Un’ondata di caldo estremo sta colpendo numerose nazioni europee: è il portato della crisi climatica. E andrà sempre peggio.
Con raffiche che potrebbero raggiungere i 270 km/h, l’uragano Milton si abbatterà nelle stesse zone colpite due settimane fa da Helene.
Un uragano spaventoso, che potrebbe passare alla storia dolce “il peggiore dell’ultimo secolo” si sta rafforzando nel Golfo del Messico. Già in categoria 5 – la più alta nella scala di Saffir-Simpson – si appresta a toccare terra in Florida nella notte tra mercoledì e giovedì. E c’è già chi si chiede se, dopo il suo passaggio, occorrerà aggiornare la stessa scala di riferimento, introducendo una “categoria 6”, finora inesistente.
Milton, così è stato chiamato l’uragano, si trova attualmente al largo di Cuba. Porterà con sé raffiche che potrebbero arrivare fino a 270 chilometri orari, secondo quanto riferito dai meteorologi statunitensi. Uno dei quali, John Morales, di Miami, ha faticato a trattenere le lacrime mentre, in diretta, illustrava le caratteristiche del fenomeno: “È un incredibile, incredibile, incredibile uragano. Ha perso 50 millibar in dieci ore. Scusatemi, è qualcosa di orrendo”.
Il percorso del ciclone ha toccato la penisola dello Yucatan, in Messico, senza fortunatamente provocare vittime. Ma è proprio in Florida che ci si attende la situazione peggiore, anche perché la stessa area soltanto un paio di settimana fa ha patito il passaggio di un altro uragano, Helene, che ha provocato la morte di 234 persone. In numerose aree si stavano ancora raccogliendo detriti e macerie, che adesso potrebbero diventare come proiettili, vista la forza dei venti attesi, aumentando i rischi per la popolazione.
Per questo, le autorità degli Stati Uniti sono state categoriche: un ordine di evacuazione è stato diramato per circa un milione di persone. Il governatore della Florida Ron DeSantis ha precisato che “tutta la penisola è in stato di vigilanza o di allerta”. Il presidente Joe Biden si è rivolto agli abitanti delle aree a rischio spiegando: “Dovete fuggire, è una questione di vita o di morte”. Il capo di stato ha anche rinunciato a due viaggi in Germania e in Angola, previsti nel fine settimana, per seguire da vicino la situazione.
La vice-presidente Kamala Harris ha da parte sua chiesto alla popolazione della Florida di “prendere in seria considerazione le indicazioni delle autorità locali”. Mentre Jane Castor – sindaca di Tampa, una delle città più esposte – ha spiegato senza mezzi termini: “Chi rimarrà nelle zone oggetto di evacuazione morirà”.
Generatori di energia elettrica, cibo, acqua e coperte sono stati distribuiti in numerose località del terzo stato americano più popoloso. Numerosi aeroporti sono già stati chiusi. Secondo il meteorologo Michael Lowry, “se le peggiori previsioni dovessero concretizzarsi per la regione della baia di Tampa le inondazioni della costa provocate dall’uragano Milton potrebbero essere due volte più gravi di quelle osservate con Helene. Il ciclone si è rafforzato nei giorni scorsi ad un ritmo forsennato, il più rapido mai osservato nel bacino atlantico”.
Proprio osservando l’oceano, a colpire è la presenza contemporanea di tre uragani attivi: Milton, Leslie e Kirk, con quest’ultimo che ha colpito anche l’Europa. Il National Hurricane Center degli Stati Uniti ha confermato l’evento senza precedenti, sottolineando come sia inusuale registrare un’attività così intensa, soprattutto quando ci si trova ormai alla fine della stagione degli uragani.
Tutto ciò che finora abbiamo considerato “normalità”, d’altra parte, dovrà essere con ogni probabilità rivisto e ripensato: la crisi climatica porta con sé un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi. E meno saremo in grado di contrastare il riscaldamento globale, più i suoi impatti saranno difficili da gestire per l’umanità.
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