Omeopatia

Vero e falso sull’omeopatia

L’omeopatia in Italia presenta ancora alcune zone d’ombra in ambito di conoscenza. I falsi miti da sfatare sono numerosi, ecco i principali.

Quanti sono gli Italiani che usano l’omeopatia nel nostro Paese? Secondo una recente indagine commissionata da Boiron ad AstraRicerche, decide di curarsi così il 25,5 per cento della popolazione italiana. Sono quindi quasi 10 milioni le persone, tra i 18 e i 65 anni, che affermano di usare regolarmente o occasionalmente i medicinali omeopatici. Eppure la disinformazione e le false credenze sull’argomento sono ancora tante. Non a caso, dalla stessa indagine, emerge il desiderio da parte degli intervistati di saperne di più. E il 74,4 per cento di essi dichiara che “c’è ancora molta ignoranza in materia e spesso se ne parla a sproposito”.

Vediamo allora di ripercorrere quali sono i “vero e falso” più frequenti sull’omeopatia.

Non sono farmaci – Falso

Gli omeopatici sono medicinali a tutti gli effetti, come riconosciuto a livello legislativo dallo Stato italiano con il decreto 219/2006.

Contengono solo acqua e zucchero – Falso

Molti sostengono che i medicinali omeopatici sono acqua e zucchero per il fatto che, effettivamente, all’interno di soluzioni altamente diluite non si trovano le molecole del soluto. È vero che dalla 12 CH in poi siamo “oltre” il numero di Avogadro, ma è altrettanto vero che esistono degli studi che dimostrano come delle soluzioni molto diluite abbiano un’attività biologica o fisica rilevabile, misurabile, riproducibile e specifica della sostanza diluita, anche quando non ne sussiste più alcuna traccia molecolare. Perché allora fermarsi al numero di Avogadro e non considerare invece i risultati che vengono da queste ricerche?

Leggi anche: Disturbi della voce. I rimedi omeopatici contro raucedine, fonastenia e ipofonia

Sono medicinali sicuri e possono essere usati anche con altri farmaci – Vero

Omeopatia enciclopedia
È da notare che nel nostro Paese l’uso dell’omeopatia sembra ben lontano dall’essere di tipo “ideologico”: chi vi fa ricorso nel 94,8 per cento dei casi non smette di curarsi all’occorrenza anche con altre terapie. © Getty Images

Grazie alle elevate diluizioni, i medicinali omeopatici non presentano tossicità chimica, controindicazioni, interazioni farmacologiche ed effetti indesiderati legati alla quantità di prodotto assunto. Per questo motivo, possono essere somministrati anche in concomitanza con altre terapie farmacologiche. Tutte caratteristiche delle quali, sempre secondo l’indagine di AstraRicerche, è consapevole il 76,5 per cento degli Italiani.

L’omeopatia può essere utilizzata dai bambini – Vero

Ne è consapevole il 76,8 per cento degli Italiani, concordi nell’affermare che si tratta di medicinali che “possono essere somministrati a chiunque, anche ai bambini”. Lo conferma l’esperienza di molti pediatri che prescrivono queste terapie ai loro pazienti e che sottolineano come siano proprio i bambini i soggetti che rispondono meglio all’omeopatia. Questo dipende probabilmente dal fatto che, in genere, il loro sistema immunitario è particolarmente reattivo e meno debilitato rispetto a quello dei pazienti adulti.

I medici esperti in omeopatia non possono prescrivere farmaci allopatici – Falso

Tutti i medici abilitati alla professione e iscritti all’albo possono prescrivere tutti i tipi di medicinali, allopatici e omeopatici. Gli esperti in omeopatia sono medici che, dopo aver conseguito la laurea in medicina e chirurgia, hanno completato la propria formazione seguendo corsi di omeopatia. Per questo motivo, quando necessario, prescrivono anche medicinali “convenzionali”.

Leggi anche: Rughe, come eliminarle con omeopatia e rimedi naturali

Fra l’altro, a proposito del consiglio da parte del medico, è interessante ricordare come, sempre secondo AstraRicerche, ben il 47 per cento degli italiani vorrebbe che fosse il proprio medico a considerare l’omeopatia fra le possibilità di cura.

Articoli correlati
Effetto placebo, l’omeopatia applicata alle piante lo smentisce

Ricerche in laboratorio hanno dimostrato che i vegetali, immuni dall’effetto placebo, se trattati con medicinali omeopatici reagiscono diventando più resistenti e più ricchi di sostanze nutraceutiche. Ce ne parla Lucietta Betti, già ricercatore confermato e docente di patologia vegetale e micologia.