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Firenze, 24 maggio, ore 6:15, una voragine lunga 200 metri e larga 7 si apre sul lungarno Torrigiani, in pieno centro, a causa del cedimento di un tubo dell’acquedotto. Oltre venti auto in sosta vengono inghiottite. Divampano le polemiche sulle cause dell’accaduto, con Publiacqua, l’azienda che ha in appalto il servizio idrico, additata come possibile
Firenze, 24 maggio, ore 6:15, una voragine lunga 200 metri e larga 7 si apre sul lungarno Torrigiani, in pieno centro, a causa del cedimento di un tubo dell’acquedotto. Oltre venti auto in sosta vengono inghiottite. Divampano le polemiche sulle cause dell’accaduto, con Publiacqua, l’azienda che ha in appalto il servizio idrico, additata come possibile responsabile per la negligenza mostrata nel risolvere un precedente allagamento in zona. Intanto, molti automobilisti vedono letteralmente affondare le proprie vetture. Che fare in questi casi? A chi rivolgersi per vedere risarciti i danni?
I possessori delle auto coinvolte che abbiano stipulato una polizza contro gli eventi naturali sono avvantaggiati, a patto che la copertura assicurativa risponda per ogni evento atmosferico, frane e smottamenti inclusi. Per accedere alla procedura di risarcimento è innanzitutto necessario recarsi dalle Forze dell’ordine per farsi rilasciare un documento che attesti ufficialmente l’accaduto, quindi trasmettere l’incartamento alla propria compagnia assicuratrice, avendo contemporaneamente l’accortezza d’investire della questione un avvocato. Perché coinvolgere un legale? Perché la responsabilità relativa all’accaduto non appare lineare e lo scaricabarile tra Publiacqua e Comune di Firenze è già in atto, con il rischio che la calamità naturale passi in secondo piano ed emergano piuttosto gli estremi per una richiesta di risarcimento diretta, legata all’omissione di pubblico servizio, a negligenza o a responsabilità oggettiva.
Qualora non sussistano impedimenti alla presentazione della pratica per eventi naturali, il che implica, come accennato, che in polizza sia inserita la clausola che prevede la tutela per frane e smottamenti, il risarcimento dovrà corrispondere al valore commerciale dell’auto al momento della calamità. A tal proposito, la quotazione viene solitamente effettuata in base al listino Eurotax. A tale cifra è necessario sottrarre lo scoperto, se a contratto, e la franchigia, vale a dire rispettivamente la percentuale del danno e l’importo fisso in euro che resteranno sempre e comunque a carico dell’assicurato. Una volta deciso di far riparare la vettura – se tecnicamente fattibile ed economicamente ragionevole – è possibile rivolgersi al proprio carrozziere o meccanico di fiducia, anche se non convenzionato con la compagnia assicuratrice; la franchigia, per legge, non dovrà essere maggiorata.
Tutto cambia qualora venga assodata la responsabilità diretta o indiretta di Publiacqua nel favorire gli eventi che hanno portato all’apertura della voragine. In tal caso, la società che gestisce la rete idrica fiorentina dovrà rispondere legalmente ai danneggiati, dato che non sarà possibile parlare di danni da insidia, ossia causati dalla scarsa cura delle infrastrutture da parte della Pubblica Amministrazione. Eventualità, quest’ultima, che si rafforza di ora in ora, mentre il danno naturale sembra sempre meno probabile. Qualora l’ipotesi di calamità svanisca, e conseguentemente la specifica copertura assicurativa non risulti applicabile, l’unica strada percorribile per ottenere un risarcimento consiste – una volta ottenuta la dichiarazione delle Forze dell’ordine che certifica il coinvolgimento nella vicenda della propria vettura – nel rivolgersi a un legale per intentare causa nei confronti di Publiacqua. Qualora la magistratura accerti la sussistenza di difetti nella gestione della rete idrica, l’azienda sarà chiamata a rispondere dei danni.
Non esiste una soluzione indolore a quanto accaduto. Se, da un lato, l’assicurazione per evento naturale – di difficile applicazione al caso in oggetto – può rivelarsi economicamente insoddisfacente a causa dello scoperto e della franchigia, dall’altro la causa legale comporta tempi lunghi e non fornisce garanzie sul pieno risarcimento dei danni. Ancora una volta, la manutenzione delle reti idriche, la regimentazione delle acque e, in genere, la prevenzione dei dissesti geologici sono le uniche vere strade per tutelare i cittadini.
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