Yin e yang: cosa sono e significato in amore

Yin e yang, nero e bianco, notte e giorno. Il significato di questo dualismo è molto profondo: non per niente l’amore è anche la felicità dell’incontro-scontro.

Cosa sono yin e lo yang

Yin e yang sono le due forze che scorrono nell’essere umano e compongono l’energia che ci pervade. Questa energia nella cultura orientale scorre nell’essere umano attraverso due forze denominate nella medicina cinese yin e yang. L’energia che viene dalla terra e dà nutrimento e sostegno salendo verso l’alto, si chiama yin. L’energia che viene dal cielo, dall’aria, dal sole e che scalda scende verso il basso e si chiama Yang. Yin e yang, complementarietà e opposizione.

Yin e yang, l’amore universale

Yin Yang simboli amore
L’amore è anche la felicità “nell’incontro”: yin e yang, femminile e maschile, nero e bianco, notte e giorno, terra e cielo.

Amore, l’amore è universale. Dall’amore per la vita, per il pianeta, per un’idea, all’amore dell’amore, al piacere di amare, di essere amati, di lasciarsi amare. È il sentimento che dovrebbe e potrebbe accompagnare ogni nostra azione e pensiero, è la cosa più naturale ma è anche la più difficile. Perché l’amore è frutto di crescita interiore, del saper coltivare le qualità della mente e del cuore e del saperle offrirle agli altri.

Yin è la donna, yang è l’uomo, così diversi eppure complementari e amore è l’equilibrio di due anime destinate a incontrarsi. L’amore perfetto è fatto di complicità, desiderio, amicizia, condivisione e rispetto. Amare è seguire sempre il cuore e la passione, lasciarsi andare ai sentimenti al di là dei condizionamenti e della razionalità.

Se impariamo ad amare saremo più felici. L’amore è la religione universale perché nessuno mette in discussione il suo valore (Ghesce Ciampa Ghiatso, Lama tibetano).

Come capire cosa è yin e cosa è yang

L’ideogramma di yin e yang, è costituito da una collina, simbolo del prendere forma, dell’esistere come entità distinta. Un danza di luce e ombre. La vita si manifesta nella dualità. Dal momento in cui è concepito e pulsa nel ventre della madre, fino al momento in cui emette respiro per ritornare nel ventre della madre terra, ogni essere vivente è nella dualità. Sperimenta nel corso della sua vita gioia e dolore, desiderio e appagamento, azione e riposo, forza e debolezza, amore e odio.

Yin e yang dividono ed uniscono tutto il mondo. ©Pexel
Yin e yang dividono ed uniscono tutto il mondo. ©Pexel

Nell’ambito di questo dualismo, un elemento non può esistere senza il suo opposto; nessuno può dire di aver sperimentato una vita di sola gioia o di solo dolore, né di averla trascorsa in continua attività, senza mai riposarsi. L’ideogramma di yin e yang, è costituito da una collina, simbolo del prendere forma, dell’esistere come entità distinta.

Yin è la ricettività, l’aspetto oscuro, profondo e misterioso; è simboleggiato dall’acqua per la sua caratteristica di scendere verso il basso e di adattarsi a ogni forma e contenitore. Yang è l’attività, l’aspetto luminoso, superficiale e manifesto; è simboleggiato dal fuoco per la sua natura di incessante movimento e verso l’alto, di leggerezza e di instabilità.

Su questa base possiamo cogliere in tutti i fenomeni dell’universo un aspetto yin e uno yang, creando così un numero infinito di coppie di opposti complementari. Ad esempio il giorno (luminoso, periodo dell’attività, del movimento e dell’agire) è Yang rispetto alla notte (oscura, periodo del riposo e del raccoglimento) che sarà quindi yin. Queste classificazioni, però, non devono diventare una gabbia in cui rinchiudere forzatamente la vita stessa. Gli schemi e i modelli devono servire ad analizzare e interpretare la vita; non è la vita che deve forzosamente rientrare negli schemi.

Dove si trovano yin e yang nel nostro corpo

Nel corpo umano l’energia yin entra nella parte anteriore del corpo e sale verso l’alto. L’energia Yang entra nella parte posteriore del corpo e scende verso il basso. L’energia yin, energia femminile, è sottile, ma non debole, essa cresce all’interno del corpo ed è contenuta sempre all’interno. L’energia Yang, energia maschile, è più veloce, ma non necessariamente più forte, essa cresce verso l’esterno.

Esistono dei percorsi energetici precisi nel corpo umano dove queste due energie si manifestano e sono denominati i “meridiani energetici”o “canali energetici” nella medicina cinese.
Esistono dei percorsi energetici precisi nel corpo umano dove queste due energie si manifestano e sono denominati i “meridiani energetici”o “canali energetici” nella medicina cinese. (© Universal History Archive/UIG via Getty Images)

Precisamente esistono 6 meridiani yin che influenzano l’attività femminile, 6 meridiani yang che influenzano l’attività maschile. Alla nascita, le attività maschili e femminili non sono distinte; la differenziazione energetica avviene più avanti coincidendo con la fase della pubertà, quando in modo più marcato all’interno del corpo maschile predomina l’energia Yang, e all’interno del corpo femminile predomina l’energia yin.

Yin e yang sono relativi

alpi orobie
il lato in ombra della montagna è Yin e quello al sole è Yang, ma il movimento del sole fa sì che ciò che al mattino era Yang, al pomeriggio divenga Yin.

È quanto viene splendidamente espresso dai due ideogrammi di yin e yang. Qualcosa non è yin o yang in senso assoluto, ma solo rispetto a qualcos’altro a cui viene comparato. Diciamo, ad esempio, che l’uomo è Yang rispetto alla donna, che sarà quindi yin; ma l’uomo anziano è yin rispetto a quello giovane, poiché quest’ultimo è pieno di forza e di energie vitali e l’anziano, al contrario, fatica a muoversi ed è più portato alla meditazione che all’azione.

Esistono due aspetti della relatività:

  • Ogni fenomeno è definito yin o yang solo in rapporto a un altro che vi si contrappone.
  • Ogni fenomeno che abbiamo definito yin o yang può, a sua volta, essere diviso in una componente yin e una yang.

Yin e yang si trasformano

©pexel
Yin e yang si compenetrano e si generano l’un l’altro continuamente, in un processo senza sosta di continua trasformazione. Lo Yang si muove verso lo Yin, proprio per il fatto che, al suo interno, contiene anche lo Yin. ©pexel

Uomo e donna si attraggono a vicenda poiché in ognuno è nascosto qualcosa dell’altro, una “qualità” femminile nell’uomo e una “maschile” nella donna: l’uomo è, ad esempio, attratto dalle qualità interiori tipicamente femminili, come grazia e dolcezza, così come la donna spesso ne idealizza il coraggio e il vigore.

Ma, se l’uomo è yang, o forte, vigoroso, nel corpo, cioè esternamente, la donna lo è interioremente, e via dicendo. E la donna è attratta da questa qualità dell’uomo, proprio perché vi riconosce qualcosa di suo, perché sente vibrare in lui un ‘quid’ che risuona, anche se in modo più nascosto, anche dentro di lei. E, desiderandola e incontrandola, si muove verso l’unione. Il compimento di questo singolare incontro porta a trascendere la propria individualità in vista di una superiore armonia e a recuperare quell’unità originaria – che non è né maschile né femminile – che abbiamo perso venendo al mondo e assumendo una forma, calandoci così nella separatezza e nella dualità.

Mantenersi in salute rispettando yin e yang

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Mantenersi in salute e saper affrontare la malattia vuol dire muoversi con leggerezza nello Yin-Yang e tenere attivo il proprio Qi.

La dualità nella terminologia cinese è espressa dallo yin e dallo yang, intesi come i due aspetti interconnessi e intermutevoli presenti in ogni espressione di vita. La forza che nell’esistenza induce al cambiamento è detta Qi, letteralmente “soffio”, poiché vivere significa respirare.

Mantenersi in salute e saper affrontare la malattia vuol dire muoversi con leggerezza nello yin-yang e tenere attivo il proprio Qi, la propria energia vitale, la cui natura intrinseca è il movimento e quindi il cambiamento. Tutto il corpo umano è visto come espressione di questo dualismo yin-yang e movimento della forza vitale Qi.

Nell’essere umano si possono individuare varie linee e forme di espressione di questa vitalità, che nel tempo vengono anche classificate e codificate.  ©pexel
Nell’essere umano si possono individuare varie linee e forme di espressione di questa vitalità, che nel tempo vengono anche classificate e codificate. ©pexel

Si parla di organi (Zang), visceri (Fu), di canali di scorrimento dell’energia (Jing Mai), di diversi aspetti dell’energia (Jing, Qi e Shen) e altro ancora. Tutti questi elementi sono visti in correlazione reciproca e in uno stato di continuo cambiamento, proprio come l’aria che inspiriamo si trasforma per nutrire e alimentare il nostro corpo per uscirne infine durante l’espirazione.

Nella medicina cinese l’analisi della condizione energetica di queste diverse strutture viene effettuata attraverso vari metodi diagnostici (palpazione, osservazione, auscultazione e interrogazione), dopo di che si procede ad un intervento mirato, che potrà utilizzare a sua volta vari strumenti: la stimolazione manuale (massaggio), l’inserimento di aghi, il riscaldamento di punti e zone specifiche (moxa), la somministrazione di erbe e altro ancora. In questo ambito si attribuisce un valore fondamentale alla risposta della persona trattata; di fatto è solo lei che può accettare (e accettare più o meno) l’intervento del terapeuta. É in base a questa sua capacità, che si ottiene un cambiamento, una condizione nuova di maggior salute e benessere, ma che più esattamente è di maggior consapevolezza di sé e del proprio percorso.

L’armonia sessuale tra yin e yang

Secondo l’opinione taoista, i cinesi hanno sempre sostenuto, che le relazioni tra il maschio e la femmina sono la principale manifestazione terrena dei principi universali yin e yang; oltrepassando così le barriere tra sesso sacro e quello profano erette dalla cultura occidentale. L’unico elemento a cui i taoisti tengono molto è quello legato alle abitudini, sane e non sane, determinanti per la conservazione o meno della salute e a favore della longevità’.

Astuti conoscitori della sessualità umana da più di tremila anni, i taoisti ritengono che il vero elemento di distinzione tra la natura sessuale dell’uomo e della donna consista nelle differenti modalità dei ritmi e di orgasmo durante il rapporto sessuale.

Il maschio, elemento yang, esaurisce in fretta la sua energia e proietta il suo “seme-essenza” fuori del suo corpo con conseguente perdita di vitalità e un incremento di vulnerabilità. La donna si sazia invece lentamente e trattiene nel corpo le proprie secrezioni, senza disperdere a, anzi acquisendo dal rapporto sessuale ulteriore forza e resistenza.

Alla luce di questa osservazione, il Tao offre la chiave per correggere la diseguaglianza tra la potenza sessuale dell’uomo e della donna. Il maschio dovrà esercitarsi nella pratica costante delle tecniche volte alla ritenzione del seme. In questo modo, l’uomo (yang) recupera forza nei confronti della donna (yin) e trasforma gli incontri sessuali in una armonica e sincronica danza tra yin e yang. Grazie a questa pratica entrambi preservano la loro preziosa essenza vitale in proporzioni così perfette che nessuno supera l’altro.

Il concepimento secondo yin e yang

La nostra specie continua a sopravvivere perché il meccanismo attraverso il quale ci si riproduce è terrestre, non intellettuale, la riproduzione è inconsapevole. Per quanto riguarda il concepimento per la donna è importante il meridiano della milza, per l’uomo il meridiano dello stomaco.Il meridiano della milza attraversa l’energia dell’apparato riproduttivo, nutrendolo. La gravidanza è una condizione energetica yin.

Tutto nell’universo si presenta come contrapposizione di due metà che, al tempo stesso, tendono l’una verso l’altra, così come il polo positivo di una calamita è attratto dal polo negativo, o come l’uomo è attratto dalla donna: da un lato sono chiaramente contrapposti e dall’altro inevitabilmente attratti. Di solito è più facile, per la nostra mentalità, cogliere l’aspetto della contrapposizione che non quello della complementarietà, poiché siamo più abituati a dividere che non a unire: o è bianco o è nero, o è buono o è cattivo.

Dobbiamo invece provare a pensare in questo modo: proprio in quanto una cosa si manifesta come bianca, è perché già possiede in sé del nero (che pur non manifesta, ma conosce); dall’esterno, inoltre, è possibile coglierne la differenza, proprio perché entrambe le categorie, del bianco e del nero, sono in qualche modo già presenti in noi.

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