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La catena di fast food americana ha deciso di eliminare completamente gli alimenti Ogm dai propri menù.
Chipotle Mexican, la catena di ristoranti statunitense specializzata in burrito e taco, ha detto basta agli alimenti Ogm. Nei suoi circa 1.800 ristoranti diffusi negli States, ma anche in Canada, Francia e Germania, non saranno più serviti pasti con organismi geneticamente modificati.
Quella che sembrerebbe una scelta logica e naturale rappresenta in realtà una vera novità, Chipotle è infatti la prima grande catena di ristoranti degli Stati Uniti ad adottare questa politica.
“Solo perché il cibo viene servito velocemente non significa che debba essere fatto con materie prime a basso costo, modificate e ricche di conservanti e aromi artificiali”, ha dichiarato Steve Ells, co-amministratore delegato della società.
La scelta è senz’altro dettata da una maggior attenzione al cibo che piano piano sta prendendo piede anche in America, patria per antonomasia del cibo spazzatura. I sostenitori degli Ogm hanno messo in guardia Chipotle, avvertendolo che senza prodotti Ogm i costi di produzione aumenterebbero, ma la catena ha replicato che la spesa sarà di poco superiore.
“Anche se molti paesi hanno già ristretto o vietato l’utilizzo di colture Ogm, è ancora necessaria molta ricerca per comprendere tutte le implicazioni derivanti dal consumo di tali alimenti”, ha affermato Steve Ells.
Il fornitore principale di tortillas per Chipotle stava già utilizzando farina di mais non Ogm in piccole quantità e non dovrà fare altro che aumentare la produzione per soddisfare la domanda della catena di fast food. Per quanto riguarda l’olio di frittura l’azienda si orienterà su olio di girasole e olio di riso entrambi privi di Ogm.
Oltre a rinunciare agli Ogm Chipotle ha adottato altre iniziative per aumentare la propria sostenibilità ambientale, ha bandito l’olio di palma dal proprio menù e ha deciso di realizzare tortillas senza strutto, per aprirsi alla clientela vegetariana e vegana.
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