L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
Il presidente Emmanuel Macron ha individuato in Edouard Philippe il nuovo primo ministro della Francia. Le sue prime parole: “Sono un uomo di destra”.
Emmanuel Macron ha scelto il nome della persona che guiderà il governo di Parigi nel corso della sua presidenza. Si tratta di Edouard Philippe, sindaco di Le Havre (Normandia) dal 2010, che ricoprirà il ruolo di primo ministro della Francia.
https://www.youtube.com/watch?v=7PgvYnBRFoU
Il nuovo presidente transalpino aveva affermato che il nome del capo dell’esecutivo sarebbe stato reso noto nel corso della mattinata di oggi, lunedì 15 maggio. L’annuncio è invece stato rimandato ed è arrivato solamente alle 14:55.
Edouard Philippe sarà il primo ministro del quarantesimo governo della V repubblica francese. Prende il posto di Bernard Cazeneuve, ultimo ad aver governato nel corso della presidenza di François Hollande, che aveva scelto dapprima (nel 2012) Jean-Marc Ayrault, quindi Manuel Valls (dal 2014 al 2016).
Personalità della destra francese, Philippe è considerato un uomo legato a Alain Juppé, uomo di spicco del partito conservatore Les Républicains. Mentre tutta la campagna elettorale di Macron si è basata sul centrismo del proprio movimento (“Non siamo né di destra né di sinistra”, aveva ripetuto il leader di En Marche!), Philippe è stato al contrario molto esplicito: “Lei è un uomo di sinistra, io sono un uomo di destra”, ha dichiarato rivolgendosi a Cazeneuve in occasione del passaggio di consegne.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
Non solo petrolio: la guerra in Medio Oriente blocca anche il mercato dei fertilizzanti, con gravi rischi per agricoltura e alimentazione.
Dopo 16 anni di governo è arrivata una pesante sconfitta per Viktor Orbán alle elezioni legislative in Ungheria. Ora il paese tornerà a cooperare con l’Unione europea.
I raid israeliani sul Libano sono i più pesanti da diverse settimane e hanno colpito tanto la capitale Beirut quanto il sud del paese. L’Iran minaccia ripercussioni.
La risoluzione Onu non ha carattere vincolante ma può aprire la strada a scuse pubbliche e risarcimenti. Gli Usa hanno votato contro, l’Italia si è astenuta.
I bombardamenti israeliani sul Libano hanno già causato oltre 900 morti e un milione di sfollati. Israele vuole replicare quanto fatto nella Striscia di Gaza?
Impianti di desalinizzazione, vulnerabilità ambientale, intrecci finanziari: cosa c’entra l’acqua con la guerra in Medio Oriente.
Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno aumentato la pressione economica su Cuba. La situazione è una crisi umanitaria drammatica.
Il conflitto nel Golfo minaccia una delle infrastrutture energetiche più importanti, con effetti su mercati, commercio e sicurezza energetica globale. Qual è la storia, chi sono gli attori e le possibili conseguenze.