La Costituzione dice che la scuola è gratuita, ma il prezzo di libri e corredo resta sulle spalle delle famiglie.
La Giornata mondiale contro la corruzione si celebra il 9 dicembre. L’obiettivo è evidenziare i danni causati e trovare soluzioni per sradicarla.
La corruzione fa sì che le risorse pubbliche vadano sprecate a discapito di ospedali, scuole e infrastrutture, fa sì che l’ambiente sia sempre più saccheggiato, attraverso lo scarico illegale di rifiuti nocivi e il commercio illegale di piante e animali, ma soprattutto, in ultima analisi, la corruzione è nemica della verità e della giustizia.
La corruzione è un complesso fenomeno sociale, politico ed economico che interessa tutti i paesi. La corruzione mina le istituzioni democratiche e contribuisce all’instabilità governativa. La democrazia stessa viene intaccata da questo malsano fenomeno in grado di distorcere processi elettorali e alterare lo stato di diritto. Le tangenti rallentano inoltre lo sviluppo economico scoraggiando investitori esteri e svantaggiando le piccole imprese. La corruzione, infatti, accresce i costi che le imprese devono sostenere e colpisce anche i consumatori.
Il fenomeno è maggiormente diffuso laddove ci sono conflitti in corso e forte incertezza politica, ma è una piaga che colpisce senza distinzione tutti i paesi. Il 9 dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale contro la corruzione istituita dalle Nazioni Unite. L’obiettivo di questa giornata è quello di mettere sotto la lente d’ingrandimento il grave problema globale della corruzione e di evidenziare l’importanza della Convenzione Onu contro la Corruzione, adottata nel 2003 ed entrata in vigore nel 2005, per debellarla e prevenirla. Lo slogan per l’edizione del 2017 è “Uniti contro la corruzione in favore dello sviluppo, della pace e della sicurezza”.
Il nostro Paese è da tempo afflitto dal morbo della corruzione, come ci viene costantemente ricordato dai casi di cronaca. L’Italia figura stabilmente al 69esimo posto nell’Indice di percezione della corruzione 2016 stilato dall’ong berlinese Transparency International, ultimo paese europeo della classifica insieme a Montenegro, Grecia e Albania.
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