A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Le luci della città minacciano il nostro ecosistema, ecco gli effetti dell’inquinamento luminoso sugli esseri viventi, umani compresi.
Dal momento in cui l’uomo ha scoperto il fuoco non è più riuscito a fare a meno della luce. La luce è fonte di energia, di calore e di vita. Ma, come per tutte le cose, l’eccesso di punti luminosi può avere effetti gravi sulla vita degli esseri viventi. L’inquinamento luminoso, quello che si diffonde nel cielo dalle nostre città altera i regimi biologici delle piante degli animali e persino dell’uomo.
L’inquinamento luminoso causato da un uso eccessivo della luce artificiale nelle metropoli ha delle conseguenze gravissime sui cicli biologici degli animali. Il bioritmo di mammiferi, rettili, anfibi e uccelli subisce gli effetti della mancanza di oscurità durante la notte. Le tartarughe e gli uccelli migratori confondono le luci della città per il bagliore lunare, sbagliando così la direzione verso il mare e la rotta migratoria. Continuamente distratti dalla luce artificiale gli animali non percepiscono il passaggio dal giorno alla notte alterando, come nel caso di alcuni anfibi, i loro cicli riproduttivi.
La luce artificiale è una minaccia per gli alberi che vivono in città. La diffusione luminosa nelle ore notturne altera la pigmentazione delle foglie, la sviluppo delle radici e nella ciclicità del riposo vegetativo delle piante. Nelle metropoli è comune trovare alberi che, piantati intorno a fonti luminose come lampioni, perdono le foglie solo nella zona d’ombra. Non solo, le foglie esposte alla luce sono più verdi e i fiori ha una forma differente. Questa mutazione porta a uno sfasamento nel metabolismo delle piante che influisce sulla vita degli organismi che subiscono queste trasformazioni non riuscendo a svolgere alcune attività biologiche, tra cui l’impollinazione.
L’inquinamento luminoso influisce negativamente anche sul metabolismo delle donne e degli uomini. I ricercatori dell’American medical association hanno riscontrato delle anomalie nella produzione di insulina e un abbassamento delle difese immunitarie nei soggetti esposti all’inquinamento luminoso. La luce che non lascia percepire l’oscurità notturna o disturba il sonno delle persone ha delle conseguenze sul nostro “orologio interno”. Gli individui risentono dell’esposizione continua alla luce riscontrando un’alterazione degli stati emozionali e psicologici, ma anche dei disturbi alimentari e digestivi.
Per monitorare gli effetti e trovare una soluzione, alcuni ricercatori della University of Exeter, capeggiati da Jonathan Bennie, direttore dell’Environment and Sustainability Institute, hanno condotto degli studi sui comportamenti animali e vegetali esposti alla luce artificiale. Gli scienziati hanno dimostrato che l’esposizione continua a fonti luminose porta a gravi conseguenze sulla vita di tutti gli esseri viventi.
Inoltre, da questi risultati, emerge che la luce ambrata è più dannosa di quella luce bianca, tipo a Led. Una risposta rassicurante per i comuni che hanno adottato la tecnologia Led per l’illuminazione urbana.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Il Pnr è stato posto in consultazione pubblica dai ministeri di Ambiente e Agricoltura e dall’Ispra. Si tratta di un documento atteso da decenni.
Energy2act è il progetto che crea un modello di transizione energetica, a partire dalle comunità di quartiere.
Dal 24 al 29 aprile, la Colombia ospita la prima Conferenza internazionale della società civile per l’abbandono dei combustibili fossili: l’Italia c’è.
Situazione in miglioramento, con criticità persistenti in pianura padana, Valle del Sacco, Campania. Ma le nuove direttive obbligano a fare ancora meglio.
Il fenomeno che ha coinvolto il Molise, con forti ripercussioni anche in Puglia, era noto da tempo. Secondo i geologi si sarebbe potuto intervenire.
L’esposizione alle microplastiche ridurrebbe la fertilità. Anche se, ora, un documentario e un’esperta dimostrano che è un processo reversibile.
Dal 28 marzo c’è allarme in Abruzzo, si rischia un nuovo caso Niscemi: gli esperti parlano di “paleofrana”. Sullo sfondo lacune non locali ma nazionali.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.



