Le 16 startup miliardarie in Europa. La classifica del Wall Street Journal

Sono 16 le startup europee miliardarie più grandi al mondo: molte tedesche, inglesi, alcune svedesi. Nessuna italiana. La classifica delle unicorn company è realizzata e tenuta aggiornata dal Wall Street Journal insieme a Dow Jones VentureSource. Spotify Delivery Hero Hellofresh Adyen Klarna CureVac Skyscanner Oxford Nanopore BlaBlaCar Auto1 Group Global Fashion Group Farfetch TransferWise Deliveroo Shazam

Sono 16 le startup europee miliardarie più grandi al mondo: molte tedesche, inglesi, alcune svedesi. Nessuna italiana. La classifica delle unicorn company è realizzata e tenuta aggiornata dal Wall Street Journal insieme a Dow Jones VentureSource.

  1. Spotify
  2. Delivery Hero
  3. Hellofresh
  4. Adyen
  5. Klarna
  6. CureVac
  7. Skyscanner
  8. Oxford Nanopore
  9. BlaBlaCar
  10. Auto1 Group
  11. Global Fashion Group
  12. Farfetch
  13. TransferWise
  14. Deliveroo
  15. Shazam
  16. Funding Circle
Startup miliardarie, 16 le unicorn company europee tra le oltre 150 censite © Wall Street Journal
Startup miliardarie, 16 le unicorn company europee tra le 149 censite © Wall Street Journal

Spotify

Stoccolma, Svezia
Valutazione: 8,53 miliardi di dollari
Investitori: Horizons Ventures, Norwest Venture Partners, Technology Crossover Ventures e molti altri
Le hanno dato: 1 miliardo $

Spotify è un servizio di musica in streaming che offre agli utenti l’accesso on-demand a milioni di brani. L’azienda mira a rendere tutta la musica del mondo disponibile immediatamente a tutti, dove e quando vogliono. Spotify rende facilissimo individuare, gestire e condividere la musica con gli amici, facendo in modo che gli artisti ottengano una remunerazione equa. Co-fondata nel 2006 dallo svedese Daniel Ek, la società che offre un servizio musicale di streaming on-demand valeva 4 miliardi di dollari a novembre 2013 e aveva rastrellato finanziamenti per 521 milioni di dollari. Le cifre sono raddoppiate. Un successo generato dal talento di un ragazzo scandinavo che a 23 anni diviene milionario vendendo una società di pubblicità online in Svezia e in seguito decide di creare un servizio musicale alternativo a quelli illegali. Oggi ha 125 milioni di tracce audio e 175 milioni di utenti attivi tra abbonati premium, che costa 10 euro al mese, e utenti free, con inserzioni pubblicitarie: è diventata così la più grande piattaforma mondiale di offerta musicale su abbonamento al mondo. Mentre Apple ed Amazon stanno percorrendo la sua strada, Spotify si appresta ora ad acquisire SoundCloud.

Delivery Hero

Berlino, Germania
Valutazione: 3,1 miliardi di dollari
Investitori: Anchorage Capital Group, Insight Venture Partners, Kite Ventures, Kreos Capital, Luxor Capital, Point Nine Management, Putnam Investments, ru-Net Ventures, Rocket Internet, Team Europe Ventures, Tengelmann Ventures, Vostok Nafta Investment
Le hanno dato: 1,3 miliardi $

Addirittura come seconda startup unicorn europea dal valore più alto si segnala la tedesca Delivery Hero, co-fondata nel 2011 dallo svedese Niklas Östberg (e che era valutata 1,9 miliardi di dollari a febbraio 2015). Dopo aver lanciato nel 2007 una piattaforma per ordinare online la pizza nella natia Svezia, Niklas Östberg decide di applicare quel modello di business al cibo in generale e di estendere l’offerta a tutta l’Europa. Con l’aiuto di amici e del venture capital tedesco ha fondato Delivery Hero, servizio online di prenotazione di cibo. Dopo l’Europa, la company si sta espandendo in America Latina, Asia e Australia e attualmente è presente in 23 Paesi.

Hellofresh

Berlino, Germania
Valutazione: 2,9 miliardi di dollari
Investitori: Rocket Internet, Phenomen Ventures, Insight Venture Partners
Le hanno dato: 279 milioni $

Offre agli utenti un nuovo modo di cucinare. Ogni settimana, gli utenti possono scegliere le ricette da provare e la società invierà le ricette e tutti gli ingredienti necessari per prepararle.

Adyen

Amsterdam, Olanda
Valutazione: 2,3 miliardi di dollari
Investitori: Felicis Ventures, Index Ventures, Temasek Holdings
Le hanno dato: 266 milioni $

L’olandese Adyen è fornitrice internazionale di soluzioni di pagamento online, mobile e nei punti vendita. Ha sede ad Amsterdam, è stata co-fondata da Peter van der Does nel 2006. Si concentra sulla massimizzazione della conversione dei pagamenti e sull’eccellenza della reportistica. Adyen supporta i metodi di pagamento principali in tutta Europa, Stati Uniti, Asia e America Latina e continua ad espandersi.

Klarna

Stoccolma, Svezia
Valutazione: 2,25 miliardi di dollari
Investitori: Atomico, DST Global, General Atlantic, Harvest Growth, Institutional Venture Partners, Partners Group, Sequoia Capital
Le hanno dato: 299 milioni $

La visione di Klarna è di favorire la fiducia e di offrire un’esperienza di acquisto online senza attriti. Offre soluzioni di pagamento sicure e facili da usare per gli store online con l’ambizione di fare un e-commerce più sicuro, più semplice e divertente. Al centro dei servizi Klarna c’è il concetto quasi rivoluzionario di pagamento dopo la consegna, che consente agli acquirenti di ricevere i beni ordinati prima che sia dovuto ogni pagamento. Al contempo è Klarna ad assumersi tutti i rischi su crediti e frodi, in modo che i venditori possano essere certi che riceveranno sempre i loro soldi. La startup ha goduto di un quasi raddoppio del suo valore rispetto al 2014, quando era di 1,4 miliardi di dollari, probabilmente perché pare si stia attrezzando per sbarcare negli Usa che, come si sa, è un Paese di carte di credito.

CureVac

Tubinga, Germania
Valutazione: 1,7 miliardi di dollari
Investitori: Northview Ventures, dievini Hopp BioTech Holding & Co.m Baillie Gifford & Co.
Le hanno dato: 350 milioni $

È un’azienda tedesca fondata nel 2000, pioniera delle tecnologie mediche basate sull’Rna. Ha sviluppato terapie immunologiche contro il cancro e vaccini con il brand RNActive e ora sta studiando le terapie molecolari.

Skyscanner

Edinburgo, Scozia
Valutazione: 1,6 miliardi di dollari
Investitori: Sequoia Capital, Scottish Equity Partners, Yahoo

È un motore di ricerca dei voli che mira a consentire agli utenti di surfare attraverso prezzo e posizione. Ulteriori strumenti come grafici e tariffe applicate consentono agli utenti di confrontare i prezzi dei voli di un determinato percorso in un periodo di mesi, o il prezzo dei voli week-end da qualsiasi città. Il sito è multilingue, offrendo ricerche in 20 lingue tra cui cinese, russo, portoghese, polacco, spagnolo e giapponese. Skyscanner non vende voli direttamente; invece, il sito viene utilizzato per trovare l’offerta più conveniente. Oggi ha 800 dipendenti di 50 nazionalità. L’app mobile è stata downloadata 50 milioni di volte, in 30 linguaggi e 70 valute. Dall’anno della sua fondazione, nel 2003, cresce sempre esponenzialmente. Da sette anni registra aumenti di traffico e revenue a doppia cifra. Uno dei segreti del Ceo Gareth Williams è stato quello di abbinare al motore di ricerca un ricco apparato di contenuti narrativi e giornalistici, liste e fotografie, per essere ripreso costantemente dagli altri siti internet (le 20 città sul fiume più belle, i borghi più colorati, etc.).

Oxford Nanopore

Oxford, Gran Bretagna
Valutazione: 1,5 miliardi di dollari
Investitori: Illumina, Invesco Perpetual, Invesco Private Capital, IP Group, Lansdowne Capital, Odey Asset Management LLP, Redmile Group, Top Technology Ventures
Le hanno dato: 344 milioni $

Sono partiti con quella che poteva essere scambiata per una semplice chiavetta Usb, ma in realtà al suo interno contiene un piccolo laboratorio in miniatura, in grado di sequenziare in pochi secondi il Dna. Il suo nome è MinIon e l’azienda produttrice è la startup guidata da Clive Brown. Il principio scientifico su cui si basa il prodotto è lo stesso che dà il nome all’azienda, ovvero l’uso di nanopori (molecole organiche con una sorta di foro centrale di diametro di 1nm=10-9m). Prezzo: 900 dollari. Con la stessa tecnologia, si potrebbe sequenziare un intero genoma umano in 15 minuti (il primo sequenziamento del genoma umano operato dalla Celera Genomics di Craig Venter ebbe bisogno di più di un anno).
Subito dopo la presentazione della tecnologia nel 2012, le azioni di Life Technologies e Illumina, colossi del mercato del sequenziamento, subirono una flessione significativa, rispettivamente del 6 e del 3%. Roche ha tentato l’acquisizione ostile di Illumina e si diceva avesse mire anche qui.

BlaBlaCar

Parigi, Francia
Valutazione: 1,5 miliardi di dollari
Investitori: Accel Partners, Index Ventures, Insight Venture Partners
Le hanno dato: 299 milioni $

È una comunità online che connette gli automobilisti con posti vuoti con persone in cerca di un passaggio (o con i viaggiatori e pendolari che vanno nella stessa direzione). Ha creato un nuovo modo di viaggiare per i passeggeri ogni mese. Per garantire la qualità del matching tra conducenti e passeggeri, il sito mostra le preferenze: fumatori o no, animali accettati in macchina o meno.

Auto1 Group

Berlino, Germania
Valutazione: 1,25 miliardi di dollari
Investitori: DST Global, DN Capital, Piton Capital
Le hanno dato: 190 milioni $

Gli imprenditori Christian Bertermann e Hakan Koç nel 2012 hanno creato una piattaforma di scambio online di automobili usate per contribuire a collegare gli acquirenti con i venditori.

Global Fashion Group

Senningerberg, Lussemburgo
Valutazione: 1,1 miliardi di dollari
Investitori: Kinnevik, Rocket Internet, Access Industries, Summit Partners, Verlinvest, Ontario Teachers’ Pension Plan, Tengelmann Ventures
Le hanno dato: 1,5 miliardi $

Nel 2014 gli investitori Kinnevik e Rocket Internet si uniscono a cinque rivenditori di moda online focalizzati sui mercati emergenti, Dafiti, Lamoda, Zalora, Jabong e Namshi, ognuno con diversi obiettivi regionali. Si sono aggiunti poi gli e-store Kanui e Tricae sul Brasile. Oggi Global Fashion Group serve 27 Paesi con oltre 2,5 miliardi di abitanti, ha di fronte un mercato da 630 miliardi di euro ma sta faticando a diventare profittevole.

Farfetch

Londra, Gran Bretagna
Valutazione: 1,1 miliardi di dollari
Investitori: Advent Venture Partners, Conde Nast International, DST Global, e.ventures, Eurazeo, IDG Capital Partners, Index Ventures, Novel TMT, Temasek, Virtruvian Partners
Le hanno dato: 305 milioni $

Piattaforma online di vendita operativa nel lusso. La startup ha sede a Londra, tratta abbigliamento per boutique di moda indipendenti con clientela di fascia alta e ha effettuato di recente un nuovo round di investimenti che l’ha portata ad essere valutata oltre un miliardo di dollari.
Consente a centinaia di boutique di vendere le loro merci online senza le complicazioni di imparare e-commerce e web design per allestire un proprio sito ben funzionante. Jose Neves, il fondatore e Ceo, per di più afferma che i prodotti sul suo sito non si trovano online da nessun’altra parte.

TransferWise

Londra, Gran Bretagna
Valutazione: 1,1 miliardi $
Investitori: Andreessen Horowitz, Baillie Gifford & Co., IA Ventures, Index Ventures, Kima Ventures, Seedcamp, SV Angel, The Accelerator Group, Valar Ventures
Le hanno dato: 117 milioni $

La startup di Taavet Hinrikus è nata come money transfer peer-to-peer. Il servizio consiste nel matchare transazioni di entità corrispondente tra utenti di diversi Paesi per evitare i costi dei trasferimenti internazionali di moneta. TransferWise si usa online o via app mobile, ha circa 1 milione di utenti che muovono 750 milioni di dollari globalmente al mese, su 600 rotte valutarie. Al momento le sue tariffe sono bassissime, ma opera in un mercato molto competitivo, contro giganti come Western Union, MoneyGram, Xoom di PayPal e, ovviamente, le banche e i bonifici bancari.

Deliveroo

Londra, Gran Bretagna
Valutazione: 1,1 miliardi $
Investitori: Accel Partners, Bridgepoint, Digital Sky Technologies, General Catalyst Partners, Greenoaks Capital Management, Hoxton Ventures, Hummingbird Ventures, Index Ventures, JamJar Investments
Le hanno dato: 473 milioni $

Fondata nel 2013 da William Shu, opera oggi attraverso 12 società in 84 città tra Australia, Hong Kong, Emirati Arabi Uniti e molti Paesi europei. I suoi 20.000 fattorini scarrozzano cibo proveniente da 16.000 ristoranti.

Shazam

Londra, Gran Bretagna
Valutazione: 1 miliardo $
Investitori: Access Industries, America Movil, DN Capital Limited, Institutional Venture Partners, Kleiner Perkins Caufield & Byers, Lynx New Media Ventures, Soft Park IDG Ventures China, Sony Music Communication, Universal Music Group
Le hanno dato: 170 milioni

Azienda londinese fondata nel 2002, creatrice di una fenomenale app capace di individuare titolo e autore di una canzone sentita alla radio o per strada. Chris Barton, fondatore, ha catalizzato una delle domande più ricorrenti della storia moderna, “che canzone è quella…”, creando una tecnologia di riconoscimento dell’istogramma del suono alquanto raffinata. Shazam Entertainment Ltd. ha anche creato una delle prime app del mondo per iPhone, pronta già al debutto dell’App Store nel 2008.
Prima degli smartphone, la gente poteva comporre un numero telefonando a Shazam, tenendo il telefono in linea e ricevere un messaggio di testo con titolo e autore del brano, al costo di 75 cent. Poi, Shazam ha cominciato a vendere suonerie per cellulari, e ora vive di commissioni sull’acquisto dei brani online. Attualmente, il Ceo Rich Riley afferma che Shazam influisce su 1 acquisto su 10 di brani online. Però lo spostamento verso la musica in streaming potrebbe daneggiarli. Si noti che il nome dell’azienda è entrato nel vocabolario: “shazammare” la canzone sentita in quel negozio e nello spot tv.

Funding Circle

Londra, Gran Bretagna
Valutazione: 1 miliardo $
Investitori: Accel Partners, Baillie Gifford & Co., Blackrock, Index Ventures, Ribbit Capital, Sands Capital Management, Temasek Holdings, Union Square Ventures
Le hanno dato: 273 milioni

Il sistema ideato da questa startup londinese si chiama peer-to-peer lending. La startup, con una presenza commerciale significativa negli Stati Uniti, gestisce un marketplace per consentire a singoli investitori di effettuare prestiti alle piccole imprese, bypassando le banche. Si vanta di offrire ai proprietari di piccole imprese condizioni più favorevoli e un servizio più rapido rispetto alle banche. Dalla nascita nel 2010, Funding Circle ha smistato circa 1 miliardo di prestiti a 8.000 attività in Inghilterra e in Usa. Opera solo in sterline e dollari. Per ridurre i rischi, i prestiti vengono concessi solo a imprese esistenti da oltre sette anni, in attivo, con liquidità di cassa e da 10 a 20 dipendenti. L’azienda si affida alle tecnologie di analisi dei dati per filtrare gli elevati volumi di richieste, individuare i mutuatari meritevoli di credito e concedere rapidamente i prestiti.

Avast Software

Praga, Repubblica Ceca
Valutazione: 1 miliardo $
Investitori: CVC Capital Partners, Summit Partners
Le hanno dato: 100 milioni $

È un po’ la fuori quota del gruppo perché non è certo una startup di primo pelo, essendo una delle più grandi e prime aziende nel campo degli antivirus. Fondata già nel 1988, ha registrato forti balzi in avanti nel 2010, quando Summit Partners ne ha acquisito una quota per 100 milioni, e nel 2014, quando una serie di attacchi informatici a grandi aziende hanno fatto schizzare gli utili a 217 milioni. L’azienda starebbe valutando se quotarsi in Borsa, adesso, o in Usa o in Europa.

Le unicorn company sono le startup e le aziende valutate oltre 1 miliardo di dollari dagli investitori, non quotate in Borsa.
Le unicorn company sono le startup e le aziende valutate oltre 1 miliardo di dollari dagli investitori, non quotate in Borsa. Molte lavorano nel settore della sharing economy, dei software, dell’economia circolare.

Le startup unicorn uscite dalla lista

La classifica del Wall Street Journal è dinamica, quindi, così come vi sono new entry, ci sono anche uscite, alcune delle quali rocambolesche. Startup non quotate che sono state unicorn, ovvero valutate oltre 1 miliardo di dollari, e che ora non possono più esserlo.

Home24, la tedesca rivale di Ikea, anch’essa finanziata da Rocket Internet, ha subìto nel settembre 2016 un drastico taglio del valore stimato, per cui è uscita dal club degli unicorni.

Peggio è andata a Powa. Un anno fa la startup britannica era la seconda europea rintracciabile nella lista del Wall Street Journal (al 26esimo posto mondiale). Fondata nel 2007 da Dan Wagner, a novembre 2014 era valutata 2,7 miliardi di dollari e aveva raccolto finanziamenti per un totale di 156 milioni di dollari per sviluppare pagamenti da mobile e gestione dei customer data. È andata in bancarotta nel 2016 quando non ha ridato al suo maggiore investitore, Wellington Management, 60 milioni dovuti. La rovinosa velocità della sua fine mostra quanto sia difficile entrare nel mercato dei pagamenti da mobile, già affollato da giganti come Google e Apple che premono per diventare anch’essi i portafogli mobili delle persone.

Tutt’altra storia per le tedesche Zalando e per Rocket Internet.

Zalando, multinazionale dell’e-commerce che vende scarpe, vestiti e altri prodotti di moda, ha debuttato in Borsa nel 2014. Negli giorni immediatamente precedenti aveva raggiunto una valutazione intorno ai 5,77 miliardi. L’azienda stava aumentando del 20-25% annuo i ricavi ed effettuando assunzioni su larga scala.

Anche l’altra tedesca Rocket Internet, tra le primissime startup miliardarie europee nella classifica creata dal Wall Street Journal, ne è uscita perché è sbarcata in Borsa nel settembre del 2014. Interessante modello: una startup che ha deciso di credere e scommettere su altre startup, e che prima di entrare in Borsa era già riuscita a raccogliere 1,5 miliardi di dollari dall’equity.

 

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