L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
L’uragano Irma ha raggiunto la categoria 5. Imminente l’arrivo sulle Antille francesi. Poi farà rotta verso Porto Rico, Cuba e Florida.
Le scuole sono state chiuse, i servizi amministrativi sospesi, le popolazioni residenti lungo le coste evacuate. Le Piccole Antille francesi attendono l’arrivo dell’uragano Irma in un contesto di mobilitazione d’emergenza.
Il fenomeno è stato classificato di categoria 5, la più elevata, e secondo il National Hurricane Center di Miami è “estremamente pericoloso”. Nella notte tra martedì e mercoledì i venti si sono rafforzati fortemente, con raffiche che ormai raggiungono picchi di 360 chilometri all’ora. Come riferito dal quotidiano Le Monde, per ritrovare valori simili occorre tornare al 1988, quando l’area fu colpita dall’uragano Gilbert. La potenza è maggiora anche rispetto a Harvey, che ha colpito di recente il Texas, provocando 42 morti e danni per oltre 100 miliardi di dollari.
Retweeted Dave Cocchiarella (@DaveCocchiarell):
HURRICANE IRMA https://t.co/BE7zf5Wu91 pic.twitter.com/eLMTPmaBhw https://t.co/Ss1ZiB7x6U
— Warren Young (@DJWarrenYoung) 6 settembre 2017
L’allerta meteorologica massima è stata lanciata per le isole Barbuda, Antigua, Saint-Barthélemy, Saint-Martin e Anguilla, dove l’arrivo dell’uragano è ormai imminente. In particolare, è la prima volta che un fenomeno meteorologico di questa portata si abbatte su Saint-Barthélemy e Saint-Martin. Nel frattempo, negli Stati Uniti Donald Trump ha concesso lo stato di emergenza alla Florida, a Porto Rico e alle Isole Vergini.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
Non solo petrolio: la guerra in Medio Oriente blocca anche il mercato dei fertilizzanti, con gravi rischi per agricoltura e alimentazione.
Dopo 16 anni di governo è arrivata una pesante sconfitta per Viktor Orbán alle elezioni legislative in Ungheria. Ora il paese tornerà a cooperare con l’Unione europea.
I raid israeliani sul Libano sono i più pesanti da diverse settimane e hanno colpito tanto la capitale Beirut quanto il sud del paese. L’Iran minaccia ripercussioni.
La risoluzione Onu non ha carattere vincolante ma può aprire la strada a scuse pubbliche e risarcimenti. Gli Usa hanno votato contro, l’Italia si è astenuta.
I bombardamenti israeliani sul Libano hanno già causato oltre 900 morti e un milione di sfollati. Israele vuole replicare quanto fatto nella Striscia di Gaza?
Impianti di desalinizzazione, vulnerabilità ambientale, intrecci finanziari: cosa c’entra l’acqua con la guerra in Medio Oriente.
Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno aumentato la pressione economica su Cuba. La situazione è una crisi umanitaria drammatica.
Il conflitto nel Golfo minaccia una delle infrastrutture energetiche più importanti, con effetti su mercati, commercio e sicurezza energetica globale. Qual è la storia, chi sono gli attori e le possibili conseguenze.