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A San Francisco la polizia ha deciso di fare controlli severi multando i ciclisti indisciplinati. Questa scelta ha scatenato le proteste di chi si sposta in bicicletta al punto da mostrare alla città cosa sarebbe accaduto se tutti avessero rispettato rigidamente le regole stabilite. Hanno così cominciato a fermarsi agli incroci in fila
A San Francisco la polizia ha deciso di fare controlli severi multando i ciclisti indisciplinati. Questa scelta ha scatenato le proteste di chi si sposta in bicicletta al punto da mostrare alla città cosa sarebbe accaduto se tutti avessero rispettato rigidamente le regole stabilite.
Hanno così cominciato a fermarsi agli incroci in fila indiana, ad attendere ognuno che la strada fosse libera per passare o girare finché il ciclista dietro non ripete la stessa operazione. Una dinamica che spesso fa perdere tempo agli automobilisti, tanto che è capitato che i ciclisti che “protestavano rispettando le regole”ricevessero lamentele e suonate di clacson.
Un modo per dimostrare che quella che può sembrare indisciplina vista con un’altra ottica diventa un diverso modo di muoversi. Avanzare lentamente all’incrocio in attesa di uno spazio per poter avanzare o girare non è detto peggiori la situazione come il test ha dimostrato.
La polemica è stata così portata avanti dalle associazioni come San Francisco Bike Coalition, chiedendo alle forze dell’ordine di concentrare gli sforzi a controllare quei comportamenti che non rispettano il Codice della Strada e che causano maggiori incidenti e feriti, facendo riferimento ovviamente alle auto.
Il problema sottinteso è quello di trattare le biciclette come fossero delle automobili. La richiesta dei ciclisti è di prendere esempio dalla regolamentazione dello Stato americano dell’Idaho, dove il rosso corrisponde a quello che per le auto è il segnale di stop (vedi video), mentre il segnale di stop per le biciclette si trasforma in un semplice dare la precedenza.
Legalizzare in questo modo un atteggiamento tipico del ciclista urbano (come accaduto in Francia) significa fluidificare il traffico sulle strade maggiormente utilizzate da chi si muove in bici, oltre che regolarizzare questo comportamento e quindi responsabilizzare i ciclisti.
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