I 10 selfie dell’Italia più bella, verde e vincente secondo Fondazione Symbola

Dieci selfie che fotografano i punti di forza di un Paese che è all’avanguardia nell’economia circolare e nelle energie rinnovabili. Dieci flash che ci ricordano quanto l’Italia sia già ricca, già ricolma di energie positive e verdi. Dieci quadri da incorniciare, pieni di ottimismo. Questo è il rapporto L’Italia in 10 selfie raccontato da Fondazione Symbola.

Fondazione Symbola racconta un’Italia verde che non ti aspetta

Viviamo nel BelPaese della green economy, secondo il rapporto L’Italia in 10 selfie 2016 – . Una nuova economia per affrontare la crisi, protagonisti della sfida del clima, un dossier che sembra scritto per darci nuove energie.

Energie rinnovabili, green economy, riciclo, efficienza energetica e integrazione tra tradizioni e innovazione. Un primato che parla di competitività delle imprese italiane nei più diversi settori: dal legno arredo alla nautica, dall’agroalimentare alla green economy, dalle rinnovabili alla cultura.

Le imprese italiane sono leader in Europa nell’innovazione ambientale: sono più efficienti e riducono i rifiuti anche più di quelle tedesche, sono campioni nell’economia circolare e avanguardia nelle rinnovabili e anche per questo siamo uno dei soli 5 paesi al mondo con surplus manifatturiero sopra i 100 miliardi di dollari (ci attestiamo a 134 miliardi). Il lavoro da ancora da fare è tanto, ma le basi da cui partire esistono già.

Molti sono i punti forti che già oggi ci mettono in linea con il percorso di sostenibilità richiesto dalla Cop 21.

“L’accordo sul clima di Parigi – spiega il presidente di Fondazione Symbola Ermete Realacci nella premessa di L’Italia in 10 selfie 2016 – è solo un primo passo, ma segna un cambio di rotta prima impensabile e propone grandi opportunità. L’Italia può coglierle se scommette sui suoi talenti migliori, sulla prima fonte di energia rinnovabile e non inquinante, di cui non è avara, che è l’intelligenza umana”.

Cosa racconta Fondazione Symbola in L’Italia in 10 selfie

La Fondazione Symbola ha anticipato in questi giorni i contenuti del suo dossier ‘L’Italia in 10 selfie. Una nuova economia per affrontare la crisi, protagonisti della sfida del clima’. Il documento dimostra numeri alla mano, quanti e quali sono i talenti verdi italiani.

“Per superare i suoi problemi e affrontare la crisi, l’Italia deve avere il coraggio di accettare le sfide di un mondo che cambia senza perdere la propria anima – afferma Realacci – questi dieci selfie fotografano dieci punti di forza di un Paese che ha nei cromosomi i principi dell’efficienza e dell’economia circolare, capace di sposare antichi saperi e innovazione, conoscenza con qualità, bellezza e green economy”.

Nel rapporto si dice che il nostro modello produttivo è tra i più innovativi ed efficienti in campo ambientale, tanto che siamo tra i primi in Europa per efficienza dei consumi e riduzione delle emissioni climalteranti. A parità di prodotto, le nostre imprese usano meno energia e producono meno emissioni facendo meglio anche di un grande paese manifatturiero come la Germania. Stesso discorso sull’utilizzo di materie prime e la produzione di rifiuti. Siamo primi in Europa anche nel riciclo industriale: recuperiamo 25 milioni di tonnellate di materia ogni anno sui 163 totali europei, la Germania che ha un’economia più grande 23, con un risparmio di energia primaria di oltre 15 milioni di Tep e 55 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 in meno. E siamo all’avanguardia anche nella rinnovabili: l’Italia è primo paese al mondo per contributo del fotovoltaico nel mix elettrico nazionale (7,9%, dati relativi al 2013), meglio di Grecia (7,6%) e Germania (7%), ma anche del Giappone (sotto il 3%) di Usa e Cina (meno dell’1%). Merito soprattutto delle molte imprese che hanno scommesso sul green. Quasi un’impresa italiana su quattro durante la crisi ha scommesso sulla green economy, che vale 102.497 milioni di euro di valore aggiunto, con vantaggi competitivi in termini di export e innovazione, tanto che nella manifattura le imprese eco-investitrici esportano ed innovano circa il doppio delle altre (rispettivamente il 43,4% contro il 25,5% e il 30,7% contro il16,7%). Ed è anche grazie a queste performance se con un surplus commerciale manifatturiero con l’estero di 134 miliardi di dollari nel 2014, l’Italia si conferma uno dei soli cinque paesi al mondo che possono vantare un surplus commerciale manifatturiero superiore a 100 miliardi di dollari. Gli altri sono Cina, Germania, Corea del Sud e Giappone, mentre Francia, Regno Unito e Stati Uniti ci guardano da lontano.

Selfie n° 1: Dalla green economy il turbo per le imprese italiane

Sono 372.000 aziende italiane (il 24,5% dell’imprenditoria extra-agricola, nella manifattura addirittura il 32%) che durante la crisi hanno scommesso sulla green economy, che vale 102.497 mln di euro di valore aggiunto, il 10,3% dell’economia nazionale. Con vantaggi competitivi in termini di export (43,4% delle imprese manifatturiere eco-investitrici esporta stabilmente, contro il 25,5% delle altre) e di innovazione (il 30,7% ha sviluppato nuovi prodotti o nuovi servizi, contro il 16,7%). La green economy fa bene anche all’occupazione. Nel 2015, tra green job propriamente detti e posti di lavoro in cui sono richieste competenze green, il 59% delle assunzioni previste è legato alla green economy: un esercito di 294mila nuovi lavoratori green. Ti potrebbe interessare: Acqua buona e sostenibile: l’impegno è di tutti

Selfie n° 2: L’Italia è uno dei soli cinque paesi al mondo che vanta un surplus manifatturiero sopra i 100 mld di dollari

Nel 2014, con un surplus commerciale manifatturiero con l’estero di 134 miliardi di dollari (erano 113 nel 2012), si conferma il ruolo di punta del nostro Paese nell’industria mondiale. Non si può dire lo stesso di paesi come Francia (-35 mld), Regno Unito (-129 mld), Usa (-589 mld).

Selfie n° 3: Le imprese italiane sono tra le più competitive al mondo

Su un totale di 5.117 prodotti, il massimo livello di disaggregazione statistica del commercio mondiale, nel 2013 l’Italia si è piazzata prima, seconda o terza al mondo per attivo commerciale con l’estero in ben 928: circa uno su cinque.

Selfie n° 4: Il nostro paese è all’avanguardia nel mondo per le fonti di energia rinnovabile

L’Italia è primo paese al mondo per contributo del fotovoltaico nel mix elettrico nazionale (7,9%, dati relativi al 2013), meglio di Grecia (7,6%) e Germania (7%), ma anche del Giappone (sotto il 3%) di Usa e Cina (meno dell’1%). Nel 2012 l’Italia era prima (con il 39%) tra i grandi paesi Ue, a pari merito con la Spagna e davanti a Germania (24%), Francia (17%), Gran Bretagna (15%), anche per quota di energia rinnovabile nella produzione elettrica. Nel 2014 la quota di rinnovabili ha superato il 43%.

Selfie n° 5: l’industria italiana del legno arredo è seconda al mondo per surplus commerciale

Con 10 miliardi di dollari di surplus nel 2015 l’industria italiana del Legno Arredo è seconda nella graduatoria internazionale per saldo della bilancia commerciale, preceduta solamente dalla Cina (80 mld) ma davanti ai competitor polacchi (9 mld), messicani (6 mld), vietnamiti (5 mld) e tedeschi (-2,1 mld). Ed è leader in Europa, con 56,4 mln di euro, negli investimenti in R&S, che sempre più spesso alimentano l’innovazione green e l’efficienza nell’uso di materia ed energia: davanti alle imprese inglesi (44,6), tedesche (39,9) e francesi (17,5).

Selfie n° 6: per 89 prodotti il nostro paese è leader dell’agroalimentare nel mondo, e vanta l’agricoltura più sostenibile

Tra i prodotti dell’agroalimentare italiano, ben 27 non hanno rivali sui mercati internazionali. Dalla pasta ai pomodori e altri ortaggi, da aceto e olio ai fagioli, alle ciliegie: tutti campioni assoluti nelle quote di mercato mondiale. E ce ne sono altri 62 per i quali siamo secondi o terzi: siamo sul podio nel commercio mondiale, insomma, per ben 89 prodotti. Quest’anno l’export agroalimentare è cresciuto di 8 punti percentuali nei primi 9 mesi, a quota 27 mld di euro. Grazie anche al successo dell’Expo, ma soprattutto perché il nostro è il Paese più forte al mondo per prodotti distintivi: primi nel food, con 278 tra Dop/ Igp/Stg, e nel vino, con 523 Doc/Docg/Igt; primi in Europa nel biologico per numero di imprese, tra i primi al mondo per superficie. Con 814 tonnellate per ogni milione di euro prodotto dal settore, non solo l’agricoltura italiana emette il 35% di gas serra in meno della media Ue, ma fa decisamente meglio di Spagna (il 12% in meno), Francia (35%), Germania (39%) e Regno Unito (il 58% di gas serra in meno).

Selfie n° 7: Italia prima nella nautica con un quinto dell’export globale

Oltre un quinto della domanda internazionale di prodotti della nautica da diporto è assorbito dal made in Italy. Risultato che fa della nautica italiana la prima al mondo per quote di mercato, coi principali competitor che ci seguono a distanza: gli Usa con il 14,5% del mercato e la Germania con l’11,4%. Una leadership assoluta, legata anche alle performance ambientali (come l’efficienza nei consumi e nelle emissioni), che diventa ancor più netta nella produzione di imbarcazioni e yacht da diporto (con motore entrobordo): dove gli oltre 2,4 mld di dollari di export ci consegnano una quota di mercato del 32,2%, superiore a quella dei due principali concorrenti: USA, e Germania (in totale 26,2%).

Selfie n° 8: il sistema produttivo italiano leader in Europa in efficienza dei consumi e riduzione delle emissioni

Il modello produttivo italiano è tra i più innovativi ed efficienti in campo ambientale. A partire dai consumi energetici e dalle emissioni inquinanti: con 15 Tep per milione di euro prodotto, tra i big player europei solo il Regno Unito (12 t), dove finanza e servizi giocano però un ruolo molto importante, fa meglio dell’Italia, paese manifatturiero. Che si colloca davanti a Francia (16), Spagna e Germania (18). E con 113 tonnellate di anidride carbonica per milione di euro si piazza seconda dietro solo alla Francia (91 t), facendo meglio del Regno Unito (135), della Spagna (138) e della Germania (158).

Selfie n° 9: Le nostre imprese campioni nella riduzione dei rifiuti e nell’economia circolare

Il nostro Paese è campione europeo nella riduzione degli scarti nel sistema produttivo, leader nell’industria del riciclo e portabandiera dell’economia circolare. Con 40,1 tonnellate di rifiuti ogni mln di euro prodotto l’Italia è ben più efficiente di Regno Unito (49,8), Spagna (50,1), Germania (63,7), Francia (83,5). A fronte di un avvio a recupero industriale di oltre 163 mln di tonnellate di rifiuti su scala europea, nel nostro Paese ne sono stati recuperati 25 mln, il valore assoluto più elevato tra tutti i paesi del continente (in Germania sono 23). Il risparmio dell’Italia è di oltre 15 mln di tonnellate equivalenti di petrolio ed emissioni per circa 55 mln di tonnellate di CO2. Siamo secondi solo alla Germania in termini di percentuale di riciclo e di recupero di rifiuti di imballaggio, facendo meglio di Spagna, Francia e Regno Unito.

Selfie n° 10: cultura, bellezza e creatività per competere

Alla filiera della cultura appartengono 443mila aziende, il 7,3% del totale nazionale, che danno lavoro al 5,9% del totale degli occupati in Italia, 1,4 mln di persone, l’Italia deve 84 mld di euro, il 5,8% della ricchezza prodotta. Questi 84 mld ne mettono in moto altri 143 nel resto dell’economia: 1,7 euro per ogni euro prodotto dalla cultura. Si arriva così a 227 mld prodotti dall’intera filiera culturale, con il turismo come principale beneficiario di questo effetto volano. Le imprese che hanno investito in creatività sono più innovative: il 63,5% ha introdotto innovazioni di prodotto contro il 22,2% di chi non ha investito. E non è un caso, poi, che tra le prime il 48,1% sia presente sui mercati internazionali, a fronte del 21,6% delle altre.

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