La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
La conferenza di quattro giorni degli 11 premi Nobel in favore della sostenibilità ambientale, prevista a Hong Kong a partire da domani, non si farà, ma sarà solo rimandata. I disordini e le manifestazioni cittadine di quest’ultimo periodo hanno convinto gli organizzatori a stabilire una nuova data (ancora da definire) per il simposio intitolato
La conferenza di quattro giorni degli 11 premi Nobel in favore della sostenibilità ambientale, prevista a Hong Kong a partire da domani, non si farà, ma sarà solo rimandata.
I disordini e le manifestazioni cittadine di quest’ultimo periodo hanno convinto gli organizzatori a stabilire una nuova data (ancora da definire) per il simposio intitolato “Nobel Laureates’ Symposium on Global Sustainability”. Si è persa così l’occasione di realizzare l’evento in concomitanza con la premiazione 2014, che si sta svolgendo a Stoccolma da ieri e che durerà fino al 13 ottobre.
L’evento, troppo importante per essere annullato del tutto, sarà riprogrammato al più presto sempre a Hong Kong, tra l’Istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico (PIK) e l’ Asia Society Hong Kong Centre (Ashk).
I passati vincitori di uno dei premi più prestigiosi del pianeta sono stati chiamati per sensibilizzare opinione pubblica e governi sull’attuale spreco di risorse dovuto a uno stile di vita energivoro e proporre una riduzione dei consumi.
Secondo Peter Doherty, co-vincitore del premio Nobel per la medicina nel 1996, la situazione è catastrofica: alla luce degli innumerevoli problemi ambientali sempre crescenti, come la deforestazione e il degrado del suolo, l’acidificazione degli oceani, l’inquinamento chimico e le malattie, le persone, le aziende e gli Stati dovrebbero ripensare al proprio impatto e modificare le proprie scelte.
“Dobbiamo pensare alla sostenibilità”, ha detto Doherty. “che vuol dire sostenibilità alimentare, dell’acqua, del suolo, del clima”.
Mentre per l’astrofisico americano-australiano Brian Schmidt, co-titolare del Nobel per la fisica 2011, la minaccia deriva dalla “nostra crescita esponenziale del consumo di risorse, che nel 2050 dovranno soddisfare i bisogni di nove miliardi di persone che vorranno avere lo stesso tenore di vita di noi occidentali”.
“Siamo pronti a fare più danni alla Terra nei prossimi 35 anni di quanti ne abbiamo fatti negli ultimi 1.000.”, ha detto ancora il fisico.
Tra gli altri scienziati chiamati a parlare in difesa del clima figura anche il capo dell’Ipcc, Rajendra Pachauri, che vinse il Nobel per la pace nel 2007.
La conferenza, che avrebbe affrontato il tema delle le fonti energetiche del futuro, si sarebbe anche occupata della rapida urbanizzazione delle città asiatiche.
Non resta che attendere la definizione della prossima data dell’evento.
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