Raccolta differenziata

Raccolta differenziata, c’è una maratona in montagna che raggiunge vette di riciclo

La maratona in montagna 4K è tra le più dure al mondo, ma è anche la più sostenibile con tremila chilogrammi di rifiuti correttamente raccolti e differenziati.

Con l’83 per cento di raccolta differenziata e con oltre tremila chilogrammi di rifiuti raccolti in tutte le basi-vita, i rifugi, i punti ristoro e lungo l’intero tracciato, la corsa in montagna 4K Endurance Trail, svoltasi in Valle d’Aosta dal 2 al 10 settembre, può essere considerata una delle gare più sostenibili del panorama.

4K
Alla partenza si sono presentati più di 600 corridori

Un progetto ad hoc pensato per la maratona e che ha preso il nome di 4Keco, realizzato insieme a Aica, l’Associazione internazionale per la comunicazione ambientale e grazie al sostegno di diversi operatori di del settore tra cui i consorzi per il recupero degli imballaggi per l’alluminio (Cial) e per l’acciaio (Ricrea) e molti altri. Per questo, 4Keco ha ottenuto anche il patrocinio del ministero dell’Ambiente.

Solo il 17 per cento di indifferenziata

Il 34 per cento dei rifiuti è dipeso dall’organico, seguito dal misto (22 per cento), dalla carta (20 per cento), vetro (6 per cento) e pile (0,5 per cento). A fronte di un totale di 2.562 chilogrammi di materiali riciclabili, la frazione indifferenziata avviata allo smaltimento è stata pari a 542 chilogrammi (il 17 per cento del totale), inclusi i rifiuti sanitari prodotti dai numerosi presidi medici e infermieristici presenti lungo il tracciato di gara.

4K
Oltre 1500 volontari hanno preso parte alla manifestazione

Il progetto ha coinvolto oltre 70 volontari appositamente formati per seguire le attività in ambito ambientale, che sono stati impegnati complessivamente per circa 4.000 ore di monitoraggio attivo. Il presidio da parte dei volontari, infatti, ha riguardato tutte le basi-vita, gli oltre 30 rifugi, bivacchi e punti ristoro. Inoltre è stato attivato un servizio “scopa” su molti colli e nei principali punti di passaggio da parte degli spettatori. Tra le basi-vita, la più virtuosa è risultata quella di Valgrisenche, con oltre il 91 per cento di raccolta differenziata.

Eliminare ogni traccia di passaggio

“L’aspetto ecologico è stato centrale per il 4K fin dalla sua ideazione”, ha spiegato Gabriele Accornero, direttore organizzativo dell’Endurance Trail. “Ogni aspetto organizzativo, a partire dalle forniture, è stato valutato anche sulla base dell’impatto ambientale, così come il regolamento della corsa è stato studiato per essere particolarmente attento a eliminare ogni traccia del passaggio degli atleti dall’habitat alpino”.

Al 4K ha anche preso parte un team di tre atleti che correvano come testimonial ambientali: Oliviero Alotto, Roberto Cavallo e Roberto Menicucci, tutti e tre risultati finisher al traguardo posto al cospetto del Gran Paradiso, dopo 350 chilometri di corsa e 25mila metri di dislivello positivo.

“Abbiamo assistito a una manifestazione in cui l’aspetto ambientale è stato indissolubilmente legato all’evento sportivo, con la partecipazione attiva da parte di tutti i soggetti interessati: noi atleti e i nostri accompagnatori, tutta l’organizzazione con i numerosissimi volontari, fino agli spettatori”, ha commentato Cavallo, presidente di Aica ed esperto di rifiuti. Ecco perché “il trail più duro al mondo è risultato essere anche il più sostenibile”.

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