Raccolta differenziata

Gianni Scotti, presidente di Coreve. I consigli migliori per differenziare il vetro

Crescono raccolta e riciclo del vetro, ma i cittadini continuano a compiere errori quando conferiscono i rifiuti: niente ceramica o cristallo col vetro. I consigli di Coreve.

Continua in Italia l’ascesa della raccolta differenziata del vetro. Nel 2018 ha segnato un aumento dell’8 per cento, mentre il riciclo è salito del 6 per cento. Il Nord continua a farla da padrone, ma negli ultimi anni il Sud sta segnando un’importante inversione di tendenza. Sono molteplici i benefici del riciclo del vetro, che nel nostro Paese è gestito dal Coreve, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero di questa tipologia di rifiuti di imballaggio. Economici innanzitutto, con oltre 80 milioni di euro di corrispettivo riconosciuto ai Comuni e 245 milioni risparmiati per il mancato smaltimento in discarica; e ovviamente ambientali, con 2 milioni di tonnellate di CO2 non emesse e 3,4 milioni di materie prime risparmiate.

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Resta però una nota dolente, relativa alla qualità del materiale conferito dai cittadini. Gettiamo insieme al vetro materiali impropri, il che comporta un aumento degli scarti nella fase di trattamento che precede il riciclo. Oltre il 13 per cento del totale raccolto, che potrebbe essere riciclato alimentando un perfetto esempio di economia circolare, è purtroppo perso e smaltito in discarica. Ne parliamo con Gianni Scotti, presidente di Coreve.

coreve vetro
Gianni Scotti, presidente di Coreve

Per il Consorzio il 2018 è stato un anno importante. Sono cresciuti l’immesso al consumo, la raccolta differenziata e il riciclo. A cosa si devono queste performance tutte in aumento?
Sicuramente è cresciuta la consapevolezza dei cittadini rispetto all’importanza del recupero e del riutilizzo del vetro. Lo dimostra il fatto che l’immesso al consumo è cresciuto, ma performance ancora migliori si sono registrate per quanto riguarda la raccolta differenziata e il riciclo. Una rilevante ventata di novità, peraltro, sta arrivando dalle regioni del Centrosud, dove da un paio di anni registriamo incrementi a due cifre; ma anche al Nord, dove la raccolta differenziata si è consolidata da tempo, continuano i miglioramenti.

Il Sud è in recupero, ma resta indietro. Cosa state facendo per incrementare la raccolta nel Mezzogiorno?
Se al Nord recuperiamo ogni anno 44,4 chilogrammi per abitante, al Centro siamo a 32,4 e al Sud scendiamo a 27,4. In alcune zone del Mezzogiorno siamo passati dalla raccolta nelle campane del vetro al porta a porta, che permette un incremento dei volumi recuperati. E al contempo stiamo incrementando l’attività di sensibilizzazione dei cittadini attraverso la comunicazione.

vetro riciclo coreve
La raccolta del vetro nel 2018 ha segnato un aumento dell’8 per cento, mentre il riciclo è salito del 6 per cento

Resta un problema relativo alla qualità della raccolta. Quali sono gli errori più comuni che i cittadini continuano a compiere quando conferiscono i rifiuti di vetro?
Un aspetto comune a molte tipologie di rifiuti è che aumentando la raccolta, scende leggermente la qualità della raccolta stessa. Mi metto nei panni dei cittadini, che se ben informati dimostrano sempre grande sensibilità ai temi della differenziata e del riciclo: è facile cadere nell’errore di gettare, insieme al vetro, un bicchiere di cristallo o un piatto di ceramica. Oppure di buttare le bottiglie di vetro dentro a un sacchetto di plastica.

Che tipo di conseguenze hanno questi errori?
Dentro un bicchiere di cristallo è contenuto del piombo che crea problemi in fase di riciclo, mentre la ceramica fonde a temperature più alte del vetro. Quando si gettano le bottiglie dentro buste di plastica, invece, spesso dei frammenti di vetro restano nelle buste, quindi si perdono dei quantitativi riciclabili. Ripeto, non rimprovero i cittadini: siamo noi addetti ai lavori che dobbiamo fare grandi sforzi per comunicare le buone pratiche.

Cosa comporta, in fase di riciclo, una raccolta di cattiva qualità?
Va in difficoltà tutta la filiera. Noi ci dobbiamo occupare di separare in purezza il vetro: peggiore è la raccolta, più alti sono i costi. L’inevitabile conseguenza è che diminuiscono gli introiti per i Comuni.

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In alcune regioni, a partire dalla Sardegna, si sta tentando di rilanciare il vuoto a rendere. Cosa ne pensa?
Grazie ai miglioramenti tecnologici, rispetto al vuoto a rendere risulta ormai più facile, economico ed ecologico riciclare una bottiglia di vetro. Con il vuoto a rendere bisogna capire cosa conteneva quella bottiglia e in quali condizioni viene restituita; vanno poi considerati i costi del lavaggio e le conseguenze, economiche e ambientali, della movimentazione dei rifiuti.

Nella crescita dell’immesso al consumo, può aver giocato un ruolo importante anche l’attenzione sempre crescente rispetto all’inquinamento che deriva dalla plastica?
In qualche modo credo di sì. Il fenomeno è complessivo, i cittadini si stanno rendendo conto della necessità di consumare meno materie prime e di quanto siano importanti anche i piccoli gesti quotidiani.

Il vetro è uno di quei pochi materiali riciclabili al 100 per cento e all’infinito. Con una bottiglia conferita da un cittadino, cosa si può creare?
Per il momento, bottiglie e vasetti. Ci sono problematiche legate al colore e alla qualità della materia prima. Faccio un esempio: con il vetro colorato del vino e della birra, ancora non si possono creare delle finestre o dei parapetti. Stiamo studiando delle tecnologie che consentiranno, nei prossimi anni, di separare al meglio il vetro chiaro da quello colorato.

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