L’Agenzia internazionale dell’energia spiega che nel 2025 le emissioni di metano sono state pari a 580 milioni di tonnellate.
Il quinto rapporto dell’ Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) dimostra che il cambiamento climatico è in corso e ha origine antropogenica, dovuta all’uomo. Nonostante l’introduzione delle tecnologie low carbon, la temperatura di tutto il mondo si è alzata di 0,7 gradi centigradi negli ultimi due secoli. Le conseguenze dell’aumento delle temperature possono essere
Il quinto rapporto dell’ Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) dimostra che il cambiamento climatico è in corso e ha origine antropogenica, dovuta all’uomo. Nonostante l’introduzione delle tecnologie low carbon, la temperatura di tutto il mondo si è alzata di 0,7 gradi centigradi negli ultimi due secoli.
Le conseguenze dell’aumento delle temperature possono essere gravissime, per questo la sfida è riuscire a contenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi. I ricercatori dell’Università di Oxford propongono di combattere i cambiamenti climatici attraverso la riforestazione e il miglioramento della qualità dei suoli, una “tecnologia verde” a basso costo che potrebbe risolvere i problemi del pianeta.
Nel rapporto Stranded carbon assets and negative emissions technologies, i ricercatori dell’università inglese affermano che la presenza di alberi e di territori sani costituisce una risorsa naturale contro il riscaldamento globale e una soluzione molto più efficiente, sicura e duratura delle innovazioni tecnologiche apportate dall’uomo.
La piantumazione di alberi nei luoghi privi di vegetazione e il biochar, ovvero il miglioramento delle proprietà chimico fisiche del suolo attraverso lo spargimento di carbone di legno ottenuto dalle biomasse, contribuiscono a purificare l’atmosfera senza danneggiare l’ambiente. Questi sistemi, la forestazione e il biochar, sono classificati come Net, tecnologie a emissioni negative, perché sono in grado di abbattere la concentrazione di CO2 attraverso la compensazione degli elementi presenti nell’atmosfera.
Successivamente al Protocollo di Kyoto, si sono accese varie forme di compensazione delle emissioni prodotte dagli Stati sviluppati. Sotto questo punto di vista, la riforestazione e il biochar sono un sguardo verso il futuro del pianeta.
Numerose organizzazioni sono già dedite all’attività di ripopolamento della vegetazione in Africa, in Australia e America del Sud. Uno di questi è il programma Face the future, che coinvolge le comunità locali nella sierra dell’Ecuador. In tutto il mondo, si sta combattendo il consumo di suolo, l’erosione, la desertificazione e tuti gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici nel modo più semplice, attraverso la natura.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
L’Agenzia internazionale dell’energia spiega che nel 2025 le emissioni di metano sono state pari a 580 milioni di tonnellate.
La Conferenza di Santa Marta ha quasi fatto il miracolo: un piano d’azione contro i combustibili fossili con obiettivi al 2050.
Il rapporto sullo Stato del clima in Europa mostra un quadro inquietante: nel Vecchio Continente la crisi è più grave che nel resto del mondo.
In numerose regioni del mondo la siccità sta provocando fughe di massa, rischio di incendi, allarmi per l’approvvigionamento idrico.
Al via il summit sul clima a Santa Marta, in Colombia: la risposta dei “volenterosi” ai negoziati delle Cop. Ma senza Usa e Cina è dura.
Dal 24 al 29 aprile, la Colombia ospita la prima Conferenza internazionale della società civile per l’abbandono dei combustibili fossili: l’Italia c’è.
Il super-tifone Sinlaku è considerato dagli esperti un evento rarissimo per questo periodo dell’anno. In questo momento lambisce le Marianne.
La temperatura media globale delle superfici degli oceani, il 31 marzo scorso, ha raggiunto un valore prossimo al record stabilito nel 2024.
Uno studio spiega che l’aumento della mortalità per le ondate di caldo, nel 2050, sarà nettamente più marcato nei paesi poveri della Terra.
© Rusty Jarrett/Getty Images for NASCAR
© Joe Raedle/Getty Images