Le spiagge nordoccidentali dell’Australia sono sempre più invase da reti da pesca abbandonate. Le popolazioni aborigene locali si sono organizzate per fare pulizia.
Svolta in Algeria. Dopo le proteste, il presidente Bouteflika rinuncia a ricandidarsi. Ma vuole rimanere al potere fino alla fine del processo costituente.
“L’Algeria attraversa una tappa fondamentale della sua storia. L’8 marzo, per il terzo venerdì consecutivo, importanti manifestazioni popolari sono state organizzate in tutto il paese. Ho seguito questi eventi e, come già affermato, comprendo le motivazioni che hanno spinto numerosi compatrioti a scegliere questo mezzo d’espressione. Del quale tengo a sottolineare, ancora una volta, il carattere pacifico”.
Comincia con queste parole la lettera aperta inviata dal presidente dell’Algeria Abdelaziz Bouteflika al proprio popolo. Con la quale ha annunciato che le elezioni previste per il prossimo 18 aprile non si svolgeranno. Nonché la propria rinuncia a presentarsi per un quinto mandato alla guida della nazione nordafricana.
Era stata proprio la volontà di dell’uomo politico simbolo dell’Algeria di ricandidarsi a scatenare la protesta di parte della popolazione. Bouteflika ricopre infatti ruoli di potere dal 1962, prima come ministro, quindi come capo di stato. Dal 2013, inoltre, appare estremamente di rado in pubblico, dopo essere stato colpito da un ictus che lo ha costretto ad un lungo periodo di degenza all’estero. Tanto che in molti, in Algeria, sospettano che il presidente non sia già in grado di esercitare appieno le proprie funzioni.
Leggi anche: Chi è Abdelaziz Bouteflika, il presidente dell’Algeria al governo dal 1962
“Non ci sarà un quinto mandato. Il mio stato di salute e la mia età mi impongono come ultimo dovere nei confronti dei cittadini della mia nazione unicamente quello di contribuire alla fondazione di una nuova Repubblica”, ha spiegato Bouteflika nella lettera. L’idea è infatti quella di convocare nuove elezioni soltanto a seguito di una conferenza nazionale che sarà incaricata di riformare il sistema politico e di scrivere una nuova Costituzione. Il cui testo dovrà essere approvato tramite un referendum popolare.
La prima del quotidiano El Watan di domani: bouteflika rinuncia al quinto mandato ma resta al potere – le dernière ruse #algerie pic.twitter.com/7naImZzOyI
— Gabriella Colarusso (@gabriella_roux) 11 marzo 2019
L’intero processo dovrebbe concludersi, secondo le previsioni del governo, entro la fine dell’anno in corso. Il che significa in ogni caso che Bouteflika rimarrà di fatto in carica anche dopo la fine del suo mandato, il cui termine è previsto per il 28 aprile. È proprio questo particolare ad aver fatto storcere il naso a non pochi algerini.
L’ex ministro della Cultura Abdelaziz Rahabi ha ad esempio affermato che “il presidente si prende gioco del popolo. Il suo attaccamento al potere rischia di portare il paese verso una fase di instabilità istituzionale, mettendo in pericolo l’unità della nazione”. Mentre l’attuale primo ministro Ahmed Ouyaha ha presentato le dimissioni ed è stato sostituito poco dopo dal ministro degli Interni Noureddine Bedoui.
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