Il giusto prezzo tiene conto dei costi di produzione ma anche dei servizi sistemici con cui gli agricoltori bio si prendono cura della salute delle persone e del Pianeta.
Allattamento al seno: il modo migliore per tutelare la salute del bambino è allattarlo al seno fino ai sei mesi (o almeno per i primi tre mesi). Per favorire la produzione del latte materno è necessario che l’alimentazione della madre sia a base di alimenti integrali e vitali, già dalla gravidanza. Svezzamento: a partire dal
Allattamento al seno: il modo migliore per tutelare la salute del
bambino è allattarlo al seno fino ai sei mesi (o almeno per
i primi tre mesi). Per favorire la produzione del latte materno
è necessario che l’alimentazione della madre sia a base di
alimenti integrali e vitali, già dalla gravidanza.
Svezzamento: a partire dal sesto mese, privilegiando alimenti
naturali, freschi, ricchi di fattori vitali, evitando il latte a
lunga conservazione e gli omogeneizzati industriali. Cominciare lo
svezzamento con brodi e passati di verdura e farine di cereali,
utilizzando come condimento solo olio extra vergine di oliva e
ponendo particolare attenzione all’introduzione delle proteine
nella dieta del bambino. Al latte fresco pastorizzato e allo yogurt
naturale, potranno seguire i formaggi freschi e il parmigiano, i
legumi dopo il sesto mese, l’uovo dopo l’ottavo, il pesce dopo
l’anno e la carne solo a dentizione ultimata.
Integrità biologica dei cibi: ovvero cibi prodotti con
un’agricoltura rispettosa della fertilità e dei ritmi
naturali della terra, che privilegia le piante rustiche resistenti
ai parassiti e che evita l’uso di sostanze chimiche. Gli alimenti
così ottenuti andranno consumati allo stato integrale,
possibilmente crudi, evitando gli insaccati, gli inscatolati e gli
alimenti sterilizzati, responsabili della diminuzione delle difese
naturali dell’organismo.
Consumo privilegiato di vegetali: cereali, verdura fresca, legumi,
oli vegetali di prima spremitura, rivalutando il pane (integrale e
di qualità) come alimento di importanza all’interno del
pasto.
Piatto unico: secondo la tradizione, privilegiare il monopiatto o
piatto unico, costituito da un primo a base di cereali, legumi e
verdura o da un secondo di carne, pesce, uova o formaggio con
abbondante insalata, verdura cotta e pane integrale a
volontà. Una eventuale integrazione del pasto può
essere compiuta con olive, mandorle o noci. Evitare le bevande
dolcificate durante il pasto e la frutta e i dolci a fine pasto,
perché possono fermentare. Il consumo di vino andrebbe
limitato al pasto a base di prodotti animali.
Limitazione dei prodotti industriali: come cibi precotti, in
scatola, dolcificanti di sintesi, gelati non artigianali, zucchero
raffinato (da sostituire con miele vergine integrale).
Esclusione di eccitanti e integratori alimentari sintetici: come
caffè, tè, alcolici, prodotti “antifame”, droghe e
sigarette.
Prof. Luciano Pecchiai
Primario Patologo,
Emerito dell’Ospedale dei Bambini “Vittore Buzzi” di Milano,
direttore dal 1960 del Centro di Eubiotica Umana di Milano
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