L’antitrust multa Eni, Enel e Sen per pratiche scorrette

Con una multa da 12,5 milioni di euro, l’antitrust ha sanzionato tre società per aver addebitato ai clienti le mancate letture dei contatori.

L’antitrust, l’autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), ha inflitto una multa milionaria a Enel, Eni e Servizio elettrico nazionale (Sen) per aver addossato ai consumatori le responsabilità per la mancata lettura dei contatori a fronte di diversi tentativi di lettura dichiarati da parte del distributore, tentativi non documentati e anzi spesso smentiti da controprove fornite dall’utente.

Inoltre, le tre società avrebbero incassato crediti assoggettabili alla prescrizione che si applica in caso di letture risalenti a un periodo precedente di due anni e, in particolare, di averlo fatto verso quegli utenti che hanno scelto, come modalità di addebito, la domiciliazione bancaria o su carta di credito, in certi casi ignorando pure l’istanza di prescrizione sollevata dagli stessi consumatori oppure esplicitando soltanto in seguito il relativo addebito.

Una multa dell’antitrust da 12,5 milioni di euro

La sanzione ammonta a 12,5 milioni di euro totali, 4 milioni di euro a Enel Energia, 3,5 milioni di euro al Sen e 5 milioni a Eni gas e luce, a causa del maggior numero di istanze presentate dai consumatori. Come si può leggere nel testo del provvedimento, “a far data dal mese di marzo 2018, sono pervenute all’autorità svariate segnalazioni da parte di consumatori e associazioni di consumatori, nelle quali si lamentava il mancato accoglimento delle istanze di prescrizione” e che le società “avrebbero ingiustificatamente attribuito ai rispettivi utenti la responsabilità della mancata lettura dei contatori e, quindi, della fatturazione tardiva di consumi risalenti ad un periodo superiore al biennio, in ragione dei tentativi di lettura effettuati dal locale distributore e non andati a buon fine”.

Nella loro delibera, le tre società hanno di fatto riconosciuto la scorrettezza di tali pratiche, aggiungendo che “l’utente ha, in ogni caso, diritto ad ottenere entro tre mesi il rimborso dei pagamenti già effettuati a titolo di indebito conguaglio”.

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