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È uno dei simboli della sharing economy, dove si condivide lo strumento per realizzare un’idea che creerà un nuovo mercato. L’IoT oggi è più vicino.
Siamo ancora all’inizio. L’IoT (Internet of Things), ovvero una realtà nella quale milioni di dispositivi saranno connessi costantemente scambiandosi migliaia di terabyte, è ancora agli albori. E uno degli strumenti che ci traghetterà verso quest’epoca è certamente Arduino. Si tratta di una scheda fisica programmabile (l’hardware), progettata e stampata in Italia, e di un ambiente di sviluppo, eseguito da un normalissimo pc, usato per scrivere e caricare un codice (il software). Insomma, la base dell’elettronica.
L’assoluta novità è che l’intero progetto si basa sulla licenza “Open Source”, ovvero dalla possibilità di iniziare da ciò che viene dato, in questo caso la piattaforma hardware e software Arduino, e creare così il proprio progetto, posto che si faccia menzione della fonte primaria.
Nato nel 2005, Arduino si basa proprio sull’idea di lanciare sì un prodotto, ma di lasciarlo libero di essere modificato come meglio si crede, così da svilupparne le immense potenzialità. E questo altro non è che la base della sharing economy. Io metto a disposizione un bene (in questo caso l’hardware e il software, ma potrebbe essere un’auto o un appartamento) e tu lo utilizzi per soddisfare un tuo bisogno. Si tratta di un’economia parallela che sta dando vita a nuove imprese e a un nuovo tessuto economico.
Si viene così a creare una community, che condivide gli aggiornamenti, le migliorie e i nuovi risultati che il progetto permette. Le implicazioni sono evidentemente infinite. Moltissimi i progetti sviluppati finora, molti dei quali li si possono osservare alle annuali fiere dei “makers”, che condividono così la propria esperienza.
Ad oggi sono centinaia i progetti realizzati, molti dei quali dall’anima “green”. Pensiamo al sensore dei movimento che, collegato ad una scheda Arduino, permette di spegnere sempre le luci quando si esce da una stanza, o al tagliaerba automatico e ad alimentazione solare, o ancora ai sistemi di irrigazione intelligenti, in grado di valutare l’umidità presente e decidere se e quando è necessario irrigare.
Si tratta di un vero e proprio movimento, che parla un linguaggio comune e che, quasi sicuramente, cambierà l’epoca nella quale viviamo.
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