Il presidente Donald Trump ha lanciato un grande piano di investimenti per impossessarsi del petrolio del Venezuela. Ma le aziende del settore non sono convinte.
Colpito un autobus che trasportava minatori e studenti nel quartiere sciita di Kabul, in Afghanistan. Almeno 40 i feriti.
L’esplosione di un’autobomba nella mattinata di oggi, lunedì 24 luglio, ha provocato almeno 24 morti e più di 40 feriti nella capitale dell’Afghanistan, Kabul. L’attacco ha colpito la comunità hazara (musulmani sciiti). Secondo quanto riferito da fonti locali e riportato dai media internazionali, il bilancio è destinato probabilmente ad aggravarsi (alcune fonti parlano già di almeno 35 morti). “L’automobile carica di esplosivo si è lanciata contro un autobus che trasportava alcuni impiegati del ministero delle Miniere”, ha dichiarato una portavoce del governo. L’esplosione è avvenuta poco prima delle 7 ora locale (le 4:30 in Italia).
Un fotografo dell’agenzia Afp ha riferito di una colonna di fumo visibile già in lontananza e di numerose ambulanze accorse sul posto. Molti feriti sarebbero stati trasportati anche con auto private e taxi. L’autobus sarebbe completamente distrutto: tra le vittime, ci sarebbero anche degli studenti che si recavano all’università per sostenere degli esami.
Un anno fa, il 23 luglio 2016, la stessa comunità hazara aveva subito un attentato a Kabul, che provocò 84 morti e oltre 300 feriti.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Il presidente Donald Trump ha lanciato un grande piano di investimenti per impossessarsi del petrolio del Venezuela. Ma le aziende del settore non sono convinte.
Da fine dicembre in Iran sono esplose profonde proteste. La miccia è stata la crisi economica ma ora i manifestanti chiedono la fine del regime, che ha risposto con la violenza.
Il Belgio è uno dei paesi più esposti ai cambiamenti climatici. Le dune-diga sono una soluzione per fermare l’innalzamento dei mari.
Un nuovo progetto idroelettrico sul fiume Chhujung rischia di stravolgere la vita degli indigeni Bhote-Lhomi Singsa del Nepal. Che si stanno battendo per fermarlo.
I querelanti vivono nell’isola di Pari, flagellata dalle inondazioni dovute all’innalzamento del livello dei mari. La Holcim è stata denunciata per le sue emissioni di CO2.
Il progetto era fortemente contestato da associazioni ambientaliste e comitati cittadini. Alla fine il Guggenheim di Bilbao ha fatto un passo indietro.
I trattori hanno invaso la capitale europea per protestare contro l’accordo commerciale tra l’Ue e il Mercosur. La ratifica è stata rinviata a gennaio.
La misura è valida per tutta la Spagna e comprende autobus e treni a media percorrenza e suburbani. Sono esclusi per ora i trasporti pubblici locali.
Raggiunto l’accordo sul nuovo regolamento: sarà possibile istituire degli ‘hub di rimpatrio’ anche al di fuori del territorio europeo.