Banksy

Il presepe di Banksy a Betlemme è una protesta contro i muri del mondo

Colpisce ancora il misterioso street artist. Questa volta a Betlemme, in Palestina, con un’opera che rappresenta un presepe crivellato di colpi.

Appare come una cicatrice, più che come una stella, il buco lasciato da una granata o da un colpo di mortaio su uno dei muri più tristemente noti della storia recente: quello tra Israele e la Cisgiordania. Sessanta chilometri di barricate – a cui se ne è aggiunta un’altra costruita dopo l’ultima Intifada tra il 2000 e il 2001 – che non solo separano i due Paesi, ma isolano anche Gaza, l’area con maggior densità abitativa al mondo, ormai divenuta la prigione più affollata della Terra. Ai piedi di questo muro – che la Corte internazionale ha dichiarato illegale nel 2004 –, una scena della “Natività rivisitata”: una piccola mangiatoia in cui Maria e Giuseppe vegliano su Gesù riscaldato, come tradizione vuole, da un bue e da un asino. È l’ultima opera di Banksy, l’artista misterioso che, ancora una volta, ha usato l’arte per fare riflettere sui grandi temi di oggi.


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. . Scar of Bethlehem. A modified nativity set for the @walledoffhotel

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L’opera di Banksy a Betlemme

Non era alla presentazione ma, a meno di un mese dalla sua ultima opera a Birmingham, in Gran Bretagna, l’artista di Bristol ha svelato la sua nuova creazione con un post su Instagram. Si intitola La cicatrice di Betlemme ed è un presepe di guerra installato al Walled off hotel, l’albergo aperto nel 2017 voluto da Banksy stesso a Betlemme, in Cisgiordania, con vista sul muro fatto costruire da Israele per separare la città palestinese dai territori di Gerusalemme Est.


Ma più che la piccola mangiatoia, icona della Natività cristiana, a venire subito all’occhio è il foro frastagliato che sorge sul muro e che assume le sembianze di una stella. Il direttore del Walled off hotel, Wissam Salsaa, l’ha definita “una cicatrice della vergogna”, che dovrebbe suscitare “vergogna in tutti quelli che sostengono il muro – ha continuato – e l’occupazione della territori palestinesi da parte di Israele. È un modo formidabile e diverso di parlare di Betlemme, per spingere la gente a riflettere di più sul modo in cui viviamo qui”. Immediatamente sotto il buco, sul muro appaiono diverse scritte in inglese e francese, che ricordano “l’amore”, “la pace” e “la libertà”. L’opera ha già raccolto oltre 828mila like, ma ha suscitato anche non poche polemiche, data la delicatezza del tema.

Leggi anche: La Natività come non l’avete mai vista. Gesù, Giuseppe e Maria chiusi in cella

Le incursioni precedenti dell’artista a Betlemme

Non è la prima volta che Banksy fa incursione a Betlemme, così come a Gaza, raccontando la sua visione del conflitto. Era il 2007 quando ha lasciato sul muro vari disegni, tra cui quello famoso di una ragazzina che perquisisce un soldato israeliano con le braccia in alto e il fucile posato accanto a lui. O ancora, era il 2005 quando ha realizzato nove disegni con la tecnica dello stencil: fra questi una scala appoggiata al muro e una bambina che viene portata in alto da dei palloncini. Ma anche all’interno dello stesso Walled off hotel – “l’hotel con la peggiore vista al mondo”, recita il suo slogan – ci sono diverse opere che pongono l’accento sul conflitto tra Israele e Palestina. Una tra tutte, naturalmente di Banksy: la celebre immagine della lotta con i cuscini che vede protagonisti un soldato israeliano e un manifestante palestinese.


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– Probably another misguided venture into corporate hospitality – the Walled Off hotel

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Una scena ironica e amara che diventa imbarazzante decorazione per il muro che sovrasta la testata di un letto matrimoniale, con tanto di piume dipinte che sembrano atterrare sui cuscini.

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