Banksy, in Italia tre nuove mostre dedicate allo street artist che non vuole stare nei musei

Una mostra è già in corso a Palazzo Ducale di Genova, la seconda è prevista a Ferrara in tarda primavera a Palazzo Diamanti. E la terza? In un centro commerciale. Banksy è dappertutto.

Forse facciamo proprio ciò che l’artista detesta o, più probabilmente, esattamente ciò che ha sempre desiderato: parlare di Banksy oggi è molto più che discutere di arte, di street art in particolare. Significa invece, sempre più spesso, affrontare l’attualità e la politica globale, interessarsi del mondo. Non poco dunque. In Italia ci sono tre nuove occasioni per “vedere” i commenti sociopolitici di Banksy: una mostra è già visitabile a Genova, l’altra lo sarà in tarda primavera a Ferrara, mentre in una location del tutto insolita, un outlet, sono esposte fino a marzo una ventina di opere in Franciacorta.

La mostra a Palazzo Ducale di Genova (non autorizzata da Banksy)

Fino al 29 marzo 2020 nel sottoporticato del Palazzo Ducale di Genova è allestita Il secondo principio di un artista chiamato Banksy. Un titolo emblematico che spiegheremo, non prima però di aver detto che, proprio nei materiali di comunicazione di questa mostra, viene avvertito il lettore come segue: “L’artista conosciuto come Banksy non è in alcun modo coinvolto in questa mostra. Il materiale per questa esposizione museale proviene interamente da collezioni private. Per quanto riguarda l’artista, il suo ufficio è stato informato”.

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Insomma: l’ennesima esposizione non autorizzata dell’artista contemporaneo forse più conosciuto al mondo. A questo proposito, uno dei curatori dell’esposizione di Genova, Acoris Andipa dice: “Rifiutando di essere rappresentato da una galleria, Banksy continua a infrangere le regole, e in questo modo smaschera il mercato stesso dell’arte. È un peccato che non importi cosa produca l’artista, quanto siano impegnate le opere o il lavoro pubblico che affronta i temi delle inadeguatezze sociali: ciò che interessa la maggioranza delle persone è il suo valore economico”. Si può dissentire a nostro parere: crediamo infatti che la maggioranza delle persone, forse soprattutto quelle che con l’arte hanno poco a che fare, siano invece molte interessate al messaggio diffuso dall’artista. In una ipotetica scala di interesse, questo sta forse al primo posto, solo dopo viene il linguaggio, la tecnica artistica utilizzata, e infine il valore dell’opera in senso monetario.

Banksy mostra Genova
Banksy, Bomb Middle England 2005 serigrafia su carta. Una delle opere in mostra a Genova

Un messaggio è anche il titolo stesso scelto per questa mostra che nasce da due suoi princìpi, scaturiti dalla traslazione di alcune affermazioni di Banksy (operazione chiaramente a opera dei critici, non dell’artista): la prima di queste summe stabilisce che egli abbia qualcosa da dire, la seconda che quanto ha da dire sia una verità. Bizzarro, ancora una volta.

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Di fatto a Palazzo Ducale si ha la possibilità di vedere oltre 100 opere e oggetti originali dell’artista britannico: i dipinti a mano libera della primissima fase della sua carriera e numerosi stencil, le serigrafie che Banksy considera vitali per diffondere i suoi messaggi oltre a oggetti installativi e altre opere provenienti da Dismaland. Sono esposte inoltre trenta serigrafie che riproducono alcune tra le sue più famose immagini, molte delle quali sono state usate nei suoi interventi all’aperto, diventate poi quasi “affreschi popolari”. Completano la mostra diversi poster da collezione, le banconote Banksy of England, alcune, t-shirt rarissime e i progetti di copertine di vinili. Tutto il percorso di approfondimento progettato prevede inoltre ricche schede testuali, affinché il pubblico possa scoprire l’artista nelle sue molteplici angolazioni.

La mostra è aperta da martedì a domenica dalle 10:00 alle 19:00, il biglietto costa 10 euro.

Banksy mostra Genova
Golf Sale 2003 serigrafia su carta

“Banksy takes Franciacorta”, lo street artist arriva in un centro commerciale

Chi avrebbe mai detto che delle opere di Banksy sarebbero sbarcate in un outlet? Può sembrare paradossale ma è ciò che è accaduto: al Franciacorta outlet village fino all’8 marzo 2020, tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:0, sono esposti 25 lavori dell’artista che ripercorrono la sua storia. La scelta del luogo più votato per eccellenza allo shopping per una mostra simile, è in un certo senso provocatoria, ma forse si tratta semplicemente di un contesto non convenzionale che dà la possibilità a chiunque di ammirare le sue opere e di riflettere in merito, tutto senza pagare il costo di un biglietto. L’arte per tutti, anche mentre si fa la spesa o si va a caccia di saldi. Quest’appuntamento è stato allestito e organizzato grazie alla collaborazione con Galleria Deodato Arte che offre opere dello street artist in edizione limitata, firmate da Banksy e/o certificate da Pest Control, il suo ente ufficiale per la certificazione.

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Banksy mostra Plazzo Ducale Genova
Banksy, Grannies 2006 serigrafia su carta

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Le indiscrezioni sulla prossima mostra a Ferrara

A inizio anno Vittorio Sgarbi, nuovo direttore di Ferrara Arte, la fondazione nata allo scopo di organizzare appuntamenti d’arte a livello internazionale all’interno di Palazzo Diamanti, ha diffuso la notizia di una nuova esposizione dedicata allo street artist britannico: dovrebbe essere allestita a Ferrara, proprio a Palazzo Diamanti, luogo storico della città. La sede però non è del tutto certa, perché il palazzo a breve sarà interessato da ingenti lavori di ristrutturazione. In alternativa si è pensato a un altro edificio nobiliare di Ferrara, Palazzo Massari. La mostra inaugurerebbe a maggio o giugno, e sarebbe visitabile sino ad agosto, dice l’ufficio stampa di Palazzo Diamanti.

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