Cooperazione internazionale

A Barcellona in 160mila per chiedere di aprire le porte ai rifugiati

Un gigantesco corteo, blu come il colore del mare, ha invaso le strade di Barcellona. Per chiedere di accogliere migliaia di rifugiati.

Una manifestazione oceanica ha attraversato nel pomeriggio di sabato le strade di Barcellona, in Spagna. Circa 160mila persone hanno marciato per chiedere al governo centrale di “accogliere immediatamente” le migliaia di rifugiati che la nazione europea si era impegnata ad ospitare ormai circa due anni fa.

La Spagna non ha mantenuto le promesse

Il corteo è stato organizzato dagli attivisti che animano la campagna “Casa nostra è casa vostra”. L’idea di lanciare l’iniziativa popolare è arrivata al ritorno da un lavoro effettuato nei campi profughi alla frontiera tra Grecia e Macedonia. Ovvero in una delle aree nelle quali migliaia e migliaia di migranti si ritrovano bloccati in attesa di varcare le frontiere dell’Unione europea. Alla marcia pro-rifugiati hanno aderito partiti politici, sindacati e associazioni della Catalogna, a cominciare da Ada Colau, sindaco di sinistra di Barcellona. Il primo cittadino aveva lanciato nei giorni scorsi un appello a “riempire le strade”.

Rifugiati salvataggio
Migranti su una barca dopo un salvataggio. A Barcellona 160mila persone hanno sfilato per i loro diritti ©David Ramos/Getty Images

Secondo gli impegni che erano stati assunti dalla Spagna di fronte agli altri paesi dell’Unione europea, la nazione iberica avrebbe dovuto accogliere circa sedicimila richiedenti asilo tra coloro che, dal 2015 in poi, risultano già ammessi in altri stati membri. Per ora, però, il governo di Madrid ne ha fatti arrivare solamente 1.100. “Quello che chiediamo è un minimo di dignità – ha dichiarato uno dei manifestanti, parlando alla stampa internazionale – ovvero il rispetto delle promesse che erano state annunciate. Qui in Catalogna siamo pronti ad aprire le porte”.

“Si puniscano i paesi che non accolgono i rifugiati”

La maggior parte dei manifestanti si è presentata vestita di blu, con l’obiettivo di far apparire la folla “come una marea”. Al termine del corteo, il segretario alle Migrazioni del governo catalano Oriol Amoros ha spiegato di auspicare che gli altri stati europei “ascoltino questo clamore” e che la Spagna “riconsideri le proprie politiche”, concedendo i permessi di soggiorno: “Quella di oggi – ha sottolineato – è la più grande manifestazione mai organizzata in Europa per la difesa dei diritti dei rifugiati”.

Mercoledì scorso la presidente della provincia di Barcellona, Mercè Conesa, aveva bollato come “vergognoso” il fatto che il governo iberico abbia limitato a poco più di un migliaio il numero di rifugiati accolti. Assieme ai sindaci di numerosi comuni della Catalogna aveva anche chiesto alla Commissione di Bruxelles di “cominciare a punire con sanzioni severe” i paesi che non rispettano i patti in materia di migranti.
Prima di lasciare le strade di Barcellona, i partecipanti al grande corteo si sono riuniti sulle spiagge di fronte al mar Mediterraneo. Lo stesso nel quale più di cinquemila migranti hanno perso la vita solamente nel 2016.

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