Basta cani alla catena, primo sì dal Consiglio Veneto

Una proposta di legge regionale avvia il suo iter, per chiarire meglio che tenere cani alla catena è maltrattamento, quindi è vietato.

Mai più cani a corda o a catena nel Veneto: il primo passo alla proposta regionale che prevede il divieto di detenere cani alla catena è stato compiuto oggi con il via libera al ddl da parte della commissione Sanità del Consiglio regionale Veneto.

 

Il progetto di legge è stato presentato dal consigliere regionale Leonardo Padrin (Fi) secondo il quale la nuova norma contenuta in due soli articoli rappresenta “una legge di civiltà”, destinata a superare vecchie mentalità e a creare una cultura di rispetto del benessere animale.

 

Cani e animali di affezione non potranno più essere sottoposti a strumenti di costrizione, se non per specifiche e accertate esigenze di sicurezza o veterinarie. Dovranno bensì poter usufruire di appositi recinti di adeguate dimensioni.

 

Questo è il testo in .pdf del Progetto di legge regionale 422 Cani alla catena, composto da due chiari, concisi, essenziali e incontrovertibili articoli, inviataci dagli uffici del consigliere Leo Padrin.

Apri in pdf e scarica il progetto di legge presentato da Leonardo Padrin, capogruppo Fi regione Veneto

 

L’unico voto in dissenso in commissione è stato del consigliere Cristiano Corazzari (Lega), che si è astenuto spiegando che secondo lui “il codice penale punisce già il maltrattamento di animali, inutile aggiungere una nuova norma regionale”.  Purtroppo nella pratica l’arbitrarietà nella valutazione del maltrattamento ha lasciato creature in condizioni di sofferenza a languire per anni. La maggiore chiarezza delle disposizioni regionali colmerà definitivamente quest’incertezza. Se siete in Veneto e vedete un cane incatenato, potrete chiamare i vigili, la Polizia o i Carabinieri, non ci sarà alcun dubbio – sarà vietato.

Articoli correlati