Secondo uno studio effettuato in Germania, i paesaggi agricoli biologici sono associati a una maggiore abbondanza di api solitarie sia in termini assoluti che di specie.
La frutta c’è… solo nella foto e nelle immagini sull’etichetta. Davanti a una bibita “al gusto di arancia”, già siamo indotti a pensare che dentro ce ne sia un po’, di arancia. Se poi è di un bell’arancione, ancor di più. Se poi c’è anche una bella foto di un’arancia… sarà certamente aranciata. Invece no.
La frutta c’è… solo nella foto e nelle immagini
sull’etichetta.
Davanti a una bibita “al gusto di arancia”, già siamo
indotti a pensare che dentro ce ne sia un po’, di arancia. Se poi
è di un bell’arancione, ancor di più. Se poi
c’è anche una bella foto di un’arancia… sarà
certamente aranciata. Invece no. Solo aromi e coloranti.
Il ministero delle Attività Produttive dà il via
libera in questi giorni a una circolare che abroga l’attuale
normativa che prevede(va) che su lattine e bottiglie di aranciate,
nelle bevande, nelle bibite in lattina e in bottiglia non potessero
esservi immagini di frutta poi non presente tra gli ingredienti. La
Circolare abroga questo divieto.
In effetti la Circolare prende atto di una realtà che ognuno
può verificare leggendo l’etichetta di una bibita “esotica”
di una celebre marca d’aranciata o al supermarket di fronte al
bancone delle bevande “sportive” con dentro sali, aromi e coloranti
artificiali, tutte al “gusto” arancia, mora viola, flash lemon,
super strawberry, exotic, che non contengono la benché
minima traccia di vera frutta. Ma ora s’autorizza anche l’uso di
foto e immagini in etichetta.
I dubbi ora non riguardano solo la salute, per il o contenuto
nutritivo di bevande fatte solo di acqua, zucchero, aromi e
coloranti artificiali.
I dubbi riguardano la correttezza e la coerenza delle informazioni
per chi acquista una bevanda col nome, le immagini, le suggestioni
di frutti presenti solo nei colori dell’inchiostro
dell’etichetta.
I dubbi riguardano il rapporto tra i vantaggi commerciali dei
produttori e i danni economici che subiranno i coltivatori e i
frutticoltori, che si vedono tagliar fuori da un importantissimo
canale di vendita.
Ma quando si ha vera sete, non è meglio dissetarsi con una
bibita vera?
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Secondo uno studio effettuato in Germania, i paesaggi agricoli biologici sono associati a una maggiore abbondanza di api solitarie sia in termini assoluti che di specie.
Secondo un nuovo report, i fanghi ittici degli allevamenti di pesce in Norvegia sono paragonabili alle acque reflue non trattate di milioni di persone e riducono l’ossigeno nell’acqua dei fiordi.
Mentre l’agricoltura convenzionale subisce l’aumento del costo e la scarsa reperibilità dei fertilizzanti chimici di sintesi, l’agricoltura biologica si dimostra più resiliente e capace di rispondere alle crisi. Il parere degli esperti.
La frequenza e l’intensità degli eventi di caldo estremo sono in aumento: agricoltura e allevamento sono i settori colpiti più duramente con stress per le colture, gli animali e i lavoratori.
Negli ultimi decenni la pesca della maggior parte delle popolazioni di tonno è passata da una pratica intensiva che ha messo a rischio le popolazioni ittiche a una gestione virtuosa che rispetta l’equilibrio dell’ecosistema. Grazie anche alla certificazione MSC.
Le parole sanno sempre arrivare dritte al cuore. Così quando parliamo di terreno o suolo fertile, parliamo di humus. E “humus” ha la radice di “umano”.
Il Salvagente ha elaborato una classifica della frutta e della verdura italiana considerando il multiresiduo, ovvero la presenza simultanea di residui di pesticidi diversi su un solo campione.
Secondo uno studio di alcune università italiane, l’accessibilità economica di una dieta sana in Italia non è omogenea nel tempo e nello spazio. Il costo può superare anche i 200 euro mensili.
Un rapporto sugli allevamenti in Lombardia svela come il sistema produttivo intensivo superi le capacità del territorio causando problemi alla salute delle persone, dell’ambiente e degli animali.