Bit 2017: il governo deve impegnarsi di più per il turismo sostenibile

Italiani e turismo sostenibile, un rapporto green che più di ogni altro mettere in risalto le potenzialità della nostra economica. Il presidente della Fondazione UniVerde ha presentato i dati alla Bit 2017.

Il 77 per cento degli italiani sostiene che per l’economia turistica di un territorio, l’attenzione all’ambiente comporti una crescita. Più del 70 per cento usa internet come mezzo di informazione preferito per organizzare un soggiorno ecoturistico. Sono numeri che nel turismo, ancora più che in altri settori, evidenziano come il connubio tra ambiente e lavoro sia imprescindibile. Non solo. Il 2017 è l’Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo indetto dalle Nazioni Unite e il 45 per cento degli italiani ritiene che il governo debba impegnarsi di più per questa sfida per il futuro dell’ambiente e della nostra economia. Lo rilevano i dati del settimo rapporto Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo presentati alla Bit 2017, la Borsa internazionale del turismo. I numeri evidenziano anche come il turismo sia soprattutto un arricchimento culturale per il 45 per cento degli italiani, una conoscenza o esplorazione per il 43 per cento e relax per il 40 per cento. Ad attrarre principalmente sono arte, storia ed eventi culturali (62 per cento) ma anche natura e paesaggi (59 per cento).

Turismo sostenibile, gli italiani e le scelte green

Cresce al 76 per cento la percentuale sul livello di conoscenza della definizione di turismo sostenibile inteso come quello che rispetta l’ambiente e cerca di ridurre il consumo di energia e di risorse del territorio. Quasi il 40 per cento lo considera eticamente corretto e circa il 30 per cento vicino alla natura. Il vincolo di sostenibilità” per un’area turistica rappresenterebbe una necessità o un’opportunità di crescita per il suo sviluppo economico secondo ben l’88 per cento degli utenti. Nel momento in cui pianifica un soggiorno turistico, il 55 per cento (dato in aumento rispetto alla scorsa ricerca), pensando alla meta, al mezzo di spostamento, alla struttura da prenotare, si pone il problema di fare scelte che non danneggino l’ambiente. Di questi, il 44 per cento dichiara che è un’esigenza avvertita negli ultimi anni.

Il 47 per cento del campione ritiene che esista un’emergenza in Italia che riguarda i danni che il turismo potrebbe portare all’ambiente, soprattutto a causa della cementificazione e speculazione edilizia per ben il 60 per cento degli intervistati. Sulla possibilità di spendere il 10 o il 20 per cento in più per non danneggiare l’ambiente durante le proprie vacanze, il 50 per cento sostiene di essere disponibile (anche in questo caso il dato è in aumento rispetto allo scorso anno). Tra gli alloggi preferiti: bed & breakfast (37 per cento); albergo (in calo al 33 per cento) e agriturismo (in aumento al 32 per cento). Per la seconda volta viene inserita anche l’opzione Airbnb che, però, non raggiunge un dato superiore al 5 per cento. Prima di scegliere una struttura turistica, il 42 per cento degli italiani si informa che sia sostenibile e il 75 per cento utilizza internet per le ricerche. Per i trasporti, quasi il 70 per cento rinuncerebbe all’auto se la meta fosse raggiungibile in treno; il 59 per cento se sul posto ci fosse il car sharing e il 55 per cento se potesse usare il bus per arrivare alla propria destinazione. Aumenta al 48 per cento la percentuale di chi dichiara di aver già preferito il treno per motivi ecologici.

Cosa definisce sostenibile una struttura alberghiera

A dimostrare che la struttura sia attenta all’ambiente per il 54 per cento è la presenza di pannelli fotovoltaici; per il 32 per cento l’uso di sistemi per il risparmio elettrico e per il 28 per cento quelli per il risparmio idrico. Ma i turisti sostenibili sono attenti anche ai servizi offerti e valutano positivamente menù biologici o a chilometro zero (36 per cento) e raccolta differenziata (35 per cento). Sulla scelta del ristorante, il 91 per cento preferisce quelli che offrono prodotti a chilometro zero e il 77 per cento quelli che usano prodotti provenienti da agricoltura biologica, a parità di prezzo o anche spendendo qualcosa in più.

Ecoturismo: preferenza per gli agriturismi e per i percorsi enogastronomici

In merito all’ecoturismo, il 62 per cento degli intervistati conosce la definizione di ecoturismo come forma di turismo che rispetta l’ambiente, le popolazioni locali e valorizza le risorse naturali e storico culturali di un territorio. È di nuovo internet il mezzo di informazione preferito per organizzare un soggiorno ecoturistico (per circa il 70 per cento), soprattutto attraverso i motori di ricerca (per il 60 per cento). Tra le attività considerate più attraenti in un’area protetta o in un parco naturale c’è la conoscenza delle tradizioni locali, seguita dai percorsi enogastronomici e dai percorsi in mare e dalle attività sportive, come trekking, ciclismo, equitazione e canottaggio. In un parco naturale o area protetta, gli italiani preferiscono soggiornare in un agriturismo (50 per cento); bed&breakfast (32 per cento) e dimore storiche (23 per cento). L’ecoturista ama fare escursioni in aree archeologiche e borghi storici; assaggiare prodotti enogastronomici tipici e conoscere le tradizioni del posto affidandosi a guide locali. Il 77 per cento del campione sostiene che per l’economia turistica di un territorio, l’attenzione all’ambiente comporti una crescita ma occorre investire di più.

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