Quindici giovani hanno denunciato il governo del Canada per non aver fatto abbastanza contro i cambiamenti climatici. Ora è iniziato il processo.
Tutta la penisola iberica, dal Portogallo al sud della Francia, è stata colpita da un blackout elettrico di cui non sono ancora note le cause.
Aggiornamento ore 21 – Alle 20:10 il gestore della rete elettrica spagnola Ree ha fatto sapere che l’erogazione di energia è stata ristabilita su circa il 20 per cento della Spagna continentale, grazie a 5.508 megawatt di produzione locale più l’erogazione proveniente dalla Francia. In Portogallo, invece, per ora non sono state date indicazioni ufficiali: “È per ora impossibile prevedere il momento in cui la situazione tornerà alla normalità”, ha affermato in un comunicato il gestore Ren, ma si parla di un possibile ripristino nella notte.
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha tenuto una riunione straordinaria del consiglio di sicurezza nazionale e, da parte sua, ha dichiarato che “non sono ancora disponibili informazioni chiare sulle cause dell’incidente”. Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha dichiarato che non ci sono elementi che lascino intendere che possa trattarsi di un attacco informatico. A prendere piede è piuttosto un’altra ipotesi, avanzata dalla stessa Ree, che parla di un evento “eccezionale e straordinario” che potrebbe essere attribuito a un raro fenomeno atmosferico, collegato alle variazioni di temperatura estreme registrate sul territorio iberico. Esse avrebbero provocato delle fluttuazioni anomale nelle linee ad alta tensione, dilatando e restringendo i metalli della rete, e provocando a sua volta l’interruzione dell’erogazione.
Un blackout elettrico di proporzioni gigantesche ha colpito a partire dalle ore 12:33 di oggi, ora italiana, l’intera penisola iberica, Portogallo e Spagna, nonché il Sud della Francia. La notizia è stata da subito confermata dal gestore della rete elettrica lusitano Ren. L’interruzione dell’erogazione di energia elettrica sta comportando problemi in ogni settore, dalle telecomunicazioni ai trasporti. In particolare il traffico ferroviario è stato interrotto in tutta la Spagna, mentre quello stradale è reso difficoltoso dalla mancanza di segnaletica luminosa. Il governo di Madrid ha invitato i cittadini ad evitare gli spostamenti: anche le linee metropolitane della capitale, così come di città come Barcellona, sono bloccate.
La ragione del mega-incidente è ancora sconosciuta: le autorità di Spagna e Portogallo hanno fatto sapere di aver avviato indagini per comprendere le cause del problema, e non si esclude possa trattarsi di un attacco informatico. Per determinare l’accaduto serviranno in ogni caso alcune ore e il gestore della rete elettrica spagnolo ha invitto ad “evitare speculazioni”. Le autorità di Madrid hanno aggiunto che serviranno dalle sei alle dieci ore per ripristinare l’erogazione in tutto il territorio nazionale.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Quindici giovani hanno denunciato il governo del Canada per non aver fatto abbastanza contro i cambiamenti climatici. Ora è iniziato il processo.
Alle elezioni israeliane né Netanyahu né Eisenkot hanno ottenuto la maggioranza dei seggi. La chiave per formare un nuovo governo potrebbe passare dai partiti arabi.
Nell’isola di Corvo morivano migliaia di esemplari di berta maggiore atlantica a causa delle luci. Ora gli abitanti organizzano blackout volontari per salvaguardarli.
“Abortomat” si inserisce in un’area grigia della legge repressiva della Polonia sull’aborto. E potrebbe essere legale.
Il verdetto dell’Alta Corte dell’Australia mette per la prima volta sotto esame l’intera catena delle emissioni legate all’industria estrattiva.
Dopo decenni di deforestazione, l’Etiopia oggi è in prima fila nella lotta alla crisi climatica. Attraverso la piantumazione di miliardi di alberi.
Uno studio sull’Amazzonia ecuadoriana mostra che le foreste gestite dalle comunità indigene sono più resilienti di quelle protette dal governo.
Le spiagge nordoccidentali dell’Australia sono sempre più invase da reti da pesca abbandonate. Le popolazioni aborigene locali si sono organizzate per fare pulizia.
Il governo della Spagna ha avviato le consultazioni per istituire nuove aree marine protette alle Canarie e nel Mediterraneo.