Popoli indigeni

Brasile, gli indigeni Kawahiva vincono contro la deforestazione

Il Brasile ha deciso di tracciare i confini dei territori dei Kawahiva per proteggere il diritto alla terra delle popolazioni indigene in Amazzonia, grazie all’impegno di Survival International.

Il governo brasiliano ha istituito alcune aree protette per salvare la popolazione Kawahiva, una delle tribù indigene incontattate dello stato brasiliano del Mato Grosso. Una decisione presa il mese scorso dal nuovo ministro della Giustizia brasiliano, Eugênio Aragão.

 

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Legno tagliato illegalmente © Mario Tama/Getty Images

La campagna di Survival International

La decisione è arrivata dopo mesi di campagna dell’ong che si occupa della protezione dei diritti degli indigeni, Survival International. L’obiettivo è sensibilizzare le persone sul problema dello sfruttamento dei territori Kawahiva e le violazioni dei diritti umani perpetrate ai danni della popolazione indigena.

 

Il disboscamento illegale è la minaccia principale

Per disboscamento illegale si intende il taglio, il trasporto, la lavorazione e la compravendita di legname effettuati violando la legge nazionale e internazionale. Questo fenomeno si verifica anche nelle aree protette ed è alimentato dall’incremento della domanda di legname, di carta e dei prodotti derivati.

 

I kawahiva sono minacciati dalle attività di deforestazione e da altri  fattori esterni che stanno mettendo a rischio i loro territori ancestrali, compromettendo il loro diritto alla terra e all’autodeterminazione. Negli anni la tribù è stata obbligata a vivere in fuga dagli attacchi dei criminali mirati all’appropriazione della loro terra e delle loro risorse. Survival International parla addirittura di genocidio. Inoltre, anche le persone esterne hanno effetti sulla salute del popolo indigeno poiché introducono malattie, come l’influenza e il morbillo, contro cui i kawahiva, essendo incontattati, non hanno sviluppato difese immunitarie.

 

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Alla ricerca dei criminali in Amazzonia © Mario Tama/Getty Images

Terre per i kawahiva

La decisione presa dal governo brasiliano comporterà la delimitazione dei territori dei kawahiva e il riconoscimento ufficiale di Territorio indigeno protetto. La Fundação Nacional do Índio (Funai), l’organo del governo brasiliano preposto all’elaborazione e all’implementazione delle politiche riguardanti i popoli indigeni, definirà nel corso dei prossimi mesi i limiti dei territori indigeni e stabilirà quanti fondi e operatori sul campo serviranno a proteggerli.

 

Stop al genocidio in Brasile

Survival International ha svolto un ruolo importantissimo nel mobilitare l’opinione pubblica e fare pressione sul governo brasiliano. La campagna è stata lanciata lo scorso ottobre, capitanata dall’attore e premio Oscar Mark Rylance. Più di 14mila email sono state indirizzate ad Aragão.

 

A pochi mesi dalle Olimpiadi di Rio 2016 l’organizzazione ha anche avviato la campagna Stop Brazil’s genocide, con l’obiettivo di evitare lo sterminio delle tribù indigene del paese e fermare l’emendamento costituzionale che metterebbe a serio rischio i diritti alle terre delle popolazioni indigene. L’emendamento darebbe al Congresso brasiliano il compito di tracciare i confini dei territori indigeni e di proibire l’espansione di aree protette indigene già esistenti.

 

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Un albero abbattuto, per fare spazio a un cantiere © Mario Tama/Getty Images

Il Brasile ha il dovere di proteggere i diritti degli indigeni

Gli stati hanno il compito di proteggere i diritti umani ed evitare le violazioni da parte di multinazionali e interessi privati, come previsto dai Principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e i diritti umani del 2011. I paesi, infatti, devono adottare misure adeguate per prevenire, indagare ma anche punire e rimediare agli abusi attraverso politiche normative efficaci.

 

In Brasile vivono circa 100 tribù indigene incontattate e l’impegno delle autorità brasiliane sarà fondamentale per salvaguardare le comunità e proteggere le loro terre in modo permanente.

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