Parità salariale, le calciatrici della nazionale americana sono pagate come gli uomini

Le calciatrici Usa vincono la loro battaglia. Esulta anche il presidente Biden: “Continuiamo a combattere finché non colmeremo il divario in ogni settore”.

  • I giocatori e le giocatrici delle nazionali a stelle e strisce guadagneranno la stessa paga, e divideranno in parti uguali i bonus della Fifa
  • Si partirà dal Mondiale maschile di quest’anno e da quello femminile del prossimo, e si proseguirà con i tornei in programma nel 2026 e nel 2027
  • Fino a oggi, le giocatrici della nazionale americana hanno guadagnato il 40 per cento in meno dei loro colleghi uomini, pur essendo decisamente più note e titolate

Per aver vinto la Coppa del mondo nel 2019, le calciatrici americane ricevettero dalla US soccer federation un bonus di 110mila dollari. I colleghi della squadra maschile, se avessero vinto l’anno prima in Russia, ne avrebbero ricevuti 407mila. Non a caso, quando Megan Rapinoe e le compagne alzarono per la quarta volta il massimo titolo mondiale a Parigi, dalle tribune dello stadio si alzò subito un coro: “Stipendi uguali!”. A testimonianza di quanto il braccio di ferro sulla partita della parità di genere fosse diventato importante. Almeno quanto i successi conseguiti sul campo.

Nazionale usa calciatrici
Megan Rapinoe esulta con le compagne di squadra © David Berding/Getty Images

Calciatrici e calciatori si sono messi d’accordo sull’equa distribuzione dei premi

Tre anni fa ventotto calciatrici avevano intentato una class action contro la politica discriminatoria della Federcalcio americana; all’inizio del 2022 era stato raggiunto un primo accordo da 24 milioni di dollari per sanare le differenze salariali in vigore fino a quel momento.  Ora, dopo diverse cause in tribunale, la US soccer ha preso una decisione storica: i giocatori e le giocatrici delle nazionali a stelle e strisce guadagneranno la stessa paga, e divideranno in parti uguali i bonus della Federazione internazionale di calcio (Fifa).

“Nessun altro paese ha mai fatto questo – ha dichiarato la presidente della Federcalcio americana, Cindy Parlow Cone – e dobbiamo essere orgogliosi di un passo storico”. In realtà misure sulla parità salariale nel mondo del pallone sono state già prese in Olanda, Norvegia e Australia; ma in effetti gli Stati Uniti sono la prima nazione a stabilire – dopo una lunga contrattazione con la nazionale maschile che alla fine ha accettato – l’equa distribuzione dei premi Fifa: si partirà dal Mondiale maschile di quest’anno e da quello femminile del prossimo, e si proseguirà con i tornei in programma nel 2026 e nel 2027. “Fino a quando la Fifa non stabilirà lo stesso montepremi per uomini e donne, l’unica scelta che avevamo era metterci d’accordo tra di noi”, ha spiegato Cone.

Alex Morgan, stella della squadra e simbolo, insieme a Megan Rapinoe, della battaglia per la parità salariale © Sean M. Haffey/Getty Images

Solo due donne fra i 50 sportivi più pagati nel mondo

Fino a oggi, le giocatrici della nazionale americana hanno guadagnato il 40 per cento in meno dei loro colleghi uomini, pur essendo decisamente più note e titolate. Alex Morgan e Megan Rapinoe, le calciatrici simbolo di questa battaglia, negli ultimi mesi hanno ricevuto anche il sostegno del presidente Joe Biden, che considera la parità di genere una priorità della sua amministrazione. E infatti l’inquilino della Casa Bianca è stato fra i primi a dichiarare su Twitter: “Continuiamo a combattere fino a quando non colmeremo il divario retributivo di genere in ogni settore”.

Il paradosso è che le due giocatrici potrebbero non beneficiare dell’accordo: alla luce dell’età – 32 anni la prima e 36 la seconda – non è detto che saranno selezionate dal commissario tecnico Vlatko Andonovski per il Mondiale del 2023 organizzato in Australia e in Nuova Zelanda. Torneo al quale, peraltro, il team Usa deve ancora qualificarsi.

La tennista giapponese Naomi Osaka è la sportiva più pagata al mondo ©Clive Brunskill/Getty Images

In ogni caso, su questo fronte lo sport statunitense resta una spanna avanti rispetto al resto del mondo. Nel lontano 1973 furono le tenniste americane a ottenere l’equiparazione del premio finale agli Us Open; solo 28 anni dopo in un altro torneo del Grand Slam, gli Australian Open, si seguì la stessa strada. Sempre a proposito di tennis, quest’anno l’americana Serena Williams ha apertamente criticato gli organizzatori degli Internazionali di Roma per l’enorme divario tra il montepremi assegnato al vincitore del torneo maschile, 836.355 euro, e quello femminile, 332.260 euro. Nell’annuale classifica Forbes degli sportivi più pagati, il calciatore argentino Leo Messi domina con 130 milioni di dollari; la prima donna è la tennista Naomi Osaka, 19esima a quota 59 milioni, e a farle compagnia è proprio Serena Williams. Ma si contano solo due donne su cinquanta.

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