California. Gli incendi di settembre 2021 hanno distrutto almeno 2.200 sequoie

Sono bastate poche settimane di incendi per distruggere dal 3 al 5 per cento delle sequoie secolari della Sierra Nevada, in California.

A settembre 2021, quando gli incendi dilagavano in California avvicinandosi ai parchi nazionali, gli occhi erano tutti puntati sul generale Sherman, l’albero più grande del mondo con i suoi 84 metri di altezza. Le immagini del suo tronco avvolto da coperte ignifughe hanno fatto il giro del mondo. Questa monumentale sequoia è salva, ma non tutte hanno avuto la stessa fortuna. Lo dimostra il bilancio ufficiale della stagione degli incendi, pubblicato dal Servizio dei parchi nazionali a due mesi di distanza.

Quante sequoie sono state uccise dalle fiamme

Nella serata del 9 settembre 2021, una tempesta di fulmini ha dato origine a tre diversi roghi, ribattezzati Colony, Paradise e Windy. I primi due – che si sono uniti tra loro formando il mega-incendio ribattezzato Knp Comples – hanno coinvolto un’area di 361 chilometri quadrati, 28 dei quali all’interno della foresta nazionale di Sequoia; il terzo si è esteso su 394 chilometri quadrati.

Il Servizio dei parchi nazionali ha incrociato i monitoraggi da satellite con le statistiche degli ultimi anni. È quindi arrivato a dire che, a causa dell’azione combinata di questi roghi, da un minimo di 2.261 a un massimo di 3.637 sequoie siano morte o siano destinate a morire nell’arco dei prossimi cinque anni. A conti fatti, andrà perso dal 3 al 5 per cento dell’intera popolazione di sequoie della Sierra Nevada. E questo dato si riferisce solo agli alberi più grandi, il cui diametro supera gli 1,2 metri. Considerato che già il Castle fire del 2020 ne aveva distrutto un altro 10-14 per cento, è chiaro che gli incendi rappresentino “una minaccia significativa”.

Le fiamme stanno divorando le sequoie più antiche del mondo
Le fiamme che divorano le sequoie più antiche del mondo © David McNew/Getty Images

Come sono cambiati gli incendi in California

Per secoli le sequoie sono riuscite a reggere bene alle fiamme, protette dalla corteccia spessa e dalle alte chiome; anzi, il calore le aiutava persino a rilasciare semi. Ma la dinamica degli incendi in California sta cambiando, sottolinea un’analisi del New York Times. La grave siccità e l’aumento della temperatura media intensificano i roghi, lasciando le foreste tappezzate di piante bruciate che li alimentano ulteriormente. I dati storici sono eloquenti. In Sierra Nevada, durante il secolo scorso era bruciata una sequoia gigante su quattro; tra il 2015 e il 2020 si è arrivati a due su tre.

Quest’anno i danni sono stati decisamente più contenuti rispetto al 2020, soprattutto grazie all’intervento dei vigili del fuoco. Pur essendo più contenute, le perdite sono comunque “significative, insostenibili e al di fuori del trend storico”, ha sottolineato in conferenza stampa Christy Brigham, a capo della gestione delle risorse per i parchi nazionali di Sequoia e Kings Canyon. “I cambiamenti climatici sono una forza trainante in ciò che stiamo osservando, e non possiamo risolverli da soli”.

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