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Innescati dai fulmini e favoriti da caldo record e venti forti, gli incendi in California non accennano a spegnersi. E possono peggiorare la pandemia.
Il governatore della California, Gavin Newsom, ha dichiarato lo stato di emergenza a causa delle centinaia di incendi che stanno devastando lo stato da alcuni giorni e che hanno costretto migliaia di residenti ad abbandonare le proprie case. “Stiamo impiegando tutte le risorse disponibili per mantenere le comunità al sicuro mentre la California combatte gli incendi in tutto lo stato in queste condizioni estreme”, ha affermato Newsom. “La California e i suoi partner federali e locali stanno lavorando insieme per raccogliere la sfida e rimanere vigili di fronte alle continue e pericolose condizioni meteorologiche”.
Una situazione estrema che va ad aggiungersi alla pandemia di coronavirus e al recente blackout che ha interessato la regione. A innescare il fuoco sarebbe stato un numero elevatissimo di fulmini abbattutisi sulla zona, quasi 11mila nelle ultime 72 ore, favorito poi da temperature record, come quelle registrate lo scorso 16 agosto nella Death Valley, e venti fortissimi che hanno favorito il propagarsi delle fiamme.
Al momento, gli incendi noti sarebbero 367, situati perlopiù nel nord della California. Sono divampati soprattutto nelle cinque contee di Santa Clara, Alameda, Contra Costa, San Joaquin e Stanislaus, a nord di San Francisco e hanno devastato un’area di circa 100mila km quadrati.
A causa del fumo e della cenere, inoltre, lo scorso mercoledì proprio la baia di San Francisco ha registrato la peggior qualità dell’aria al mondo, destando la preoccupazione dell’American lung association, che si occupa della salute polmonare degli statunitensi: secondo l’ente, la scarsa qualità dell’aria potrebbe esacerbare i problemi respiratori dei cittadini e aumentare il rischio di contrarre il Covid-19.
A rischio anche il “distretto del vino” californiano: bruciano infatti le contee di Napa, Sonoma e Solano. Secondo Cal Fire, agenzia antincendio dello stato, sarebbero andati in fumo più di 46mila acri. Fra le città più colpite c’è Vacaville, fra San Francisco e Sacramento, dove non solo sono state distrutte circa 50 case, ma la lingua di fuoco avrebbe bloccato anche l’Interstatale 80, causando lunghe file per il traffico.
Nel sud della California, l’incendio del lago a nord-est di Los Angeles che infuria da più di una settimana sta devastando la riserva nazionale del Mojave vicino al confine tra California e Nevada, bruciando antichi alberi del Joshua Tree national park.
Si tratta di una situazione che anche i vigili del fuoco faticano ad affrontare. Gli uomini al lavoro in tutto lo stato, divisi in 13 squadre, sarebbero al momento quasi novemila, ma senza gli equipaggi di rinforzo provenienti dalle carceri: i detenuti, infatti, che prestano servizio nel corpo dei pompieri per ricevere sconti di pena, non hanno il permesso di uscire a causa della pandemia e non possono quindi fornire alcun supporto. La California è stata costretta a chiedere sostegno agli stati vicini: Arizona e Nevada hanno inviato attrezzature, mentre il Texas si è offerto di inviare squadre antincendio.
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