Chi ha comprato l’isola di Poveglia

L’isola di Poveglia, vicino Venezia, è stata messa all’asta dal governo. Ad aggiudicarsela il proprietario di un’agenzia di lavoro interinale.

Per cercare di ridurre l’enorme debito pubblico italiano, il governo ha deciso di stilare una lista di proprietà demaniali da mettere all’asta. Tra queste c’è l’isola di Poveglia. Un’isola felice, lontana da negozi di souvenir, gondole e turisti nonostante si trovi a poca distanza da Venezia, una macchina da 20 milioni di visitatori all’anno.

 

Poveglia per tutti

Per evitare di farla finire nelle mani di imprenditori alla caccia di soldi e turisti, un gruppo di cittadini aveva deciso di costituirsi in associazione dal nome Poveglia per tutti per tentare di mantenerla pubblica, aperta e ad uso di tutti. Avevano deciso di provarci.

 

“Avevano” perché è notizia di oggi (martedì 13 maggio) che l’asta è stata vinta da Luigi Brugnaro, 51 anni, titolare dell’agenzia per il lavoro Umana nonché patron della squadra di pallacanestro di Venezia Umana Reyer. Con un’offerta di 513mila euro Brugnaro non è diventato proprietario dell’isola, ma concessionario per 99 anni.

 

Giusto il tempo di trasformarla in una nuova attrazione per turisti e dire addio al campanile di una chiesa che svetta tra altre case abbandonate. La storia ha suscitato persino l’interesse del New York Times che ne ha parlato nell’articolo Island fixer-upper, near the madding crowd.

 

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L’ultima possibilità

L’asta si è tenuta il 6 maggio e l’offerta dell’associazione è stata di 160mila euro. In una settimana, il tempo a disposizione per un eventuale rilancio, i cittadini hanno cercato di coinvolgere un numero sempre maggiore di persone interessate al progetto arrivando a quasi quattromila soci. Ma il rilancio non avrebbe comunque superato i 400mila euro.

 

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Ora l’unica possibilità di far rimanere Poveglia un luogo pubblico è l’intervento del comune o del governo che, come successo per l’isola di Budelli, hanno un mese di tempo per poter esercitare il diritto di prelazione sborsando la stessa cifra di Brugnaro nel caso in cui ritenessero che l’isola valga, come sembrerebbe, molto di più.

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