La chimica dei cibi afrodisiaci

Il legame tra libido e orticaria, i pregi del cacao, le malizie della banana, il maschilismo del tartufo. La chimica dei cibi afrodisiaci è varia e sorprendente.

Il più importante elemento afrodisiaco, immancabile nella serata perfetta, è la spiritualità. Ok. Gli altri, ben più carnali, sono la gestualità, il cerimoniale con cui si serve il cibo, con cui ce lo si scambia. Ci dev’essere un po’ di suggestione, un po’ di magia, ma anche un po’ di chimica. Alcuni cibi contengono elementi dal comprovato effetto fisiologico, come lo zinco (va detto, uno dei massimi stimolatori sessuali), l’istamina, la feniletilammina, l’ossido nitroso. 

L’istamina, il meccanismo del prurito

La prima sostanza che si segnala per la sua seria influenza sull’atto sessuale è l’istamina. È una sostanza ad azione vasoattiva – cioè che modifica tono e calibro delle pareti dei vasi sanguigni – che il nostro organismo produce in risposta a un pur minimo insulto di natura allergenica (rossori, orticaria, lievi infiammazioni). Oltre a quella che entra in circolo autoprodotta da noi, alcuni alimenti contengono istamina preformata, quindi la loro assunzione può avere effetti simili.

Istamina e aumento dell’orgasmicità

L’effetto dei cibi istaminici che ci interessa, qui, con precisione, è questo: aumentano l’orgasmicità. Un aumento di istamina facilita il raggiungimento del piacere sia maschile sia femminile. C’è una controprova. Sotto antistaminici l’orgasmo è molto meno facilitato. Se il partner ha il raffreddore da fieno, in aprile, ed è sotto farmaci, potrebbe richiedere molte più coccole per arrivarci. D’altro canto, è da tenere in considerazione che i cibi istaminici o istamino-liberatori aumentano l’orgasmicità anche nel maschietto. Un po’ di vino rosso, fragole e cioccolato, e poi… la natura può fare il suo corso anche un po’ troppo rapidamente. La caratterizzazione afrodisiaca qui è tecnicamente assimilabile allo stimolo all’orticaria, al rossore, al prurito. Il meccanismo d’altronde è simile.

Gli alimenti istamino-liberatori, ovvero che inducono la liberazione endogena di istamina, sono cioccolato, fragole, ananas e frutti esotici, molluschi e crostacei, albume d’uovo, crauti, alcool, fecola di patate, semi oleosi e frutta secca (noci, mandorle, arachidi, noci di cola), caffè, legumi (lenticchie e fave).

Gli alimenti che contengono istamina in sé sono innanzitutto i formaggi fermentati (i più saporiti: gorgonzola, emmenthal, camembert, fino a 1.300 mcgr/gr); poi il pesce fresco (pesce azzurro, ma anche tonno e salmone), i crostacei e i frutti di mare, crauti, e, tra gli ortaggi, spinaci (37 mcgr/gr) e pomodori (22 mcgr/gr). Noterella a sé per ostriche e mitili: sono bioindicatori delle condizioni delle acque, perché tendono ad accumulare inquinamento. Quindi, se si opta per una cena a base di molluschi, verificare se possibile che provengano da mari puliti e non dal canale di Marghera.

Il cacao

Ma c’è un’ampia gamma di altri cibi che possono attivare differenti azioni stimolanti. È nota la lubrica ricchezza del cacao. Oltre che di istamina, abbonda in fenilalanina, aminoacido essenziale a cui si collegano tonificazioni eccitanti nervine. Contiene feniletilammina, ammina aromatica che il cervello produce naturalmente quando si è innamorati e in circostanze di eccitazione sessuale: attiva i neurotrasmettitori cerebrali centrali collegati al piacere. Contiene teobromina, lo stimolante presente in maggior quantità, alcaloide simile alla caffeina sia dal punto di vista chimico sia per gli effetti che esercita, sebbene in maniera più blanda, sui vari sistemi dell’organismo umano. Svolge una stimolazione sul sistema nervoso centrale, sul sistema respiratorio e sui muscoli scheletrici, leggermente più intensa per quanto riguarda il rilascio dei muscoli lisci, la contrazione cardiaca e la diuresi. Stimola la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore e del benessere. Secondo una ricerca presentata dal Neurosciences Institute di San Diego gli acidi grassi del cioccolato sono in grado di indurre la produzione di composti cannabinoidi endogeni (simili cioè alla cannabis ma prodotti dal nostro organismo).

Erbe, spezie, peperoncino

Moltissime erbe e spezie registrano valori di stimolo importanti: l’estragone, il pepe nero, i chiodi di garofano, l’origano. Lo zafferano contiene crocina, efficacissimo antiossidante capace anche di aumentare la frequenza dei rapporti. L’incanto stregonesco si fa inquietante se si pensa che consumandone 20 grammi il suo effetto può essere mortale. Ma niente paura: la piccola bustina in commercio di grammi ne pesa 0,15, l’equivalente degli stigmi di circa trenta fiori. La capsaicina contenuta nel peperoncino, che gli dà la caratteristica piccantezza, è un potentissimo antiossidante, oltreché un rinvigorente vasodilatatore.

Il miele

In Egitto si serviva miele durante i banchetti nuziali. Oggi possiamo confermare che una relazione con la prosperità della vita sessuale c’è. A partire dalla prima colazione, di cereali col miele: diversi studi sostengono che sia l’avena sia il miele riescono a stimolare la secrezione di testosterone e quindi aumentano il desiderio sessuale maschile. Da notare che il miele è ricco di boro e di sali minerali con un ruolo nell’atto sessuale e zuccheri facilmente assorbibili e necessari per la produzione del liquido seminale.

Il tartufo

È un afrodisiaco maschilista, il tartufo. In particolare quello bianco, che contiene androstenediolo, precursore di un ormone maschile: il corpo maschile lo converte in testosterone efficientemente, ma non viene convertito in estrogeno. Tra l’altro il tartufo è considerato una vera e propria sentinella ambientale, non tollera inquinamento, diserbanti e concimi chimici, quindi proviene da zone incontaminate, e ha il merito di presidiarle, di contribuire a difenderle.

L’aglio

Una trasmissione andata in onda durante la trasmissione “The Truth About Food” (la verità sugli alimenti) sulla Bbc nel 2009 si basava su una ricerca secondo cui ingerire quattro spicchi d’aglio al giorno, per tre mesi consecutivi, avrebbe effetti terapeutici sull’impotenza maschile, soprattutto su soggetti anziani, con problemi di colesterolo alto. Ovviamente, dopo la trasmissione, la vendita di aglio in Gran Bretagna è aumentata di oltre il 30%. La Coldiretti qui in Italia commentò la notizia esaltando i pregi delle molteplici varietà di aglio prodotte in Italia ed esportate in tutto il mondo, approfittandone per evidenziare che è la cipolla rossa di Tropea ad avere il maggior contenuto di ossido nitroso, ovvero… il principio attivo del viagra! Inoltre già che ci sono, poi, i componenti organosolfurici presenti nelle alliacee (oltre all’aglio, cipolle, porro, erba cipollina) attivano enzimi disintossicanti epatici, regolano la pressione, rilassano il sistema nervoso e aumentano il flusso sanguigno nei genitali; e hanno effetti protettivi anche contro il cancro.

Sedano, asparagi, verdure a foglia verde

Alcune verdure – da consumare fresche, se possibile non in busta – nascondono virtù inaspettate. Si segnala innanzitutto il sedano, poco calorico, fresco, vitale, che ha specifiche virtù fluidificanti, aiuta il flusso di sangue a scorrere nelle arterie. È anche ricco di indispensabili oligoelementi mirati. Una ricchezza vantata anche dagli asparagi i quali in più contengono l’aminoacido asparagina – o acido aspartico – che conferisce all’urina il tipico odore, trasformati attraverso il metabolismo in prodotti di degradazione solforati quali i tioli e i tioesteri, che nel contempo pare esplichino la loro maliziosa efficacia. La carenza di acido folico può causare mancanza di orgasmo sia nelle donne sia negli uomini. Rimedi? Lattuga a tutto spiano, insalate, spinaci e tutte le verdure a foglia verde.

La banana

Le malizie della banana non si limitano alla forma fallica, o all’ammiccante turgore della polpa, ma si basano sulla bufoterina, alcaloide contenuto anche nella buccia.

L’olio extravergine di oliva

Per la sferzata di generale vitalità che possono dare, sono da tenere a portata di mano a tavola gli alimenti fonte di vitamina E (olio extravergine d’oliva a crudo; da provare anche sulla pelle) e quelli con buon contenuto di zinco, minerale associato ai cibi che comunicano all’organismo un messaggio di ricchezza e di condizioni favorevoli per l’attivazione dei sistemi riproduttivi.

I cibi no: attenzione ai vasodilatatori

Va fatto qualche distinguo invece a proposito dei vasodilatatori. Dipende. Possono far sentire caldo senza funzionare sulla struttura viscerale, cioè… sulla parte interessata. Per esempio l’assunzione di niacina, vasodilatatore periferico, può far sudare, gocciare, ma quando poi si viene al dunque è inefficace. Attenzione anche al vino. Secondo diverse ricerche il vino rosso ha tutto un elenco di benefici sessuali e addirittura, secondo una pubblicazione dell’ospedale S.M. Annunziata di Firenze le donne che se ne concedono un consumo moderato e costante hanno una risposta sessuale complessiva migliore rispetto a quelle astemie. In più un calice di vino rosso è zeppo di resveratrolo, potentissimo antiossidante. E i vini bio ne hanno anche di più. Ma, come si sa, un bicchiere di troppo può essere traditore, sia per la sonnolenza che induce, sia per l’effetto vasodilatatore che, come detto, può essere  controproducente.

No alla pasta bianca

Niente carboidrati raffinati: pasta bianca, riso bianco. Specialmente se si è a cena, cioè nelle ore serali, un primo piatto di questo tipo può spegnere la verve. L’impennata glicemica, la relativa povertà nutrizionale, il torpore e l’appesantimento successivi all’ingestione portano a sconsigliare anche – un po’ a malincuore – la classica abbinata “pizza e birra”.

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