Si chiama Climate Sense ed è un’esperienza immersiva per comprendere cosa vorrà dire convivere con il clima del futuro.
Il cambiamento può iniziare dalla visione di un film. L’associazione Films For Action ha compilato un elenco di 500 film in grado di cambiare il mondo.
Il mondo può essere cambiato da decisioni politiche, da grandi masse che decidono di insorgere, da leader carismatici, e poi c’è l’arte. L’arte ha un potere sottile e illimitato, può insinuarsi nei cuori e nelle menti delle persone e instillarvi dubbi, accendere passioni, ribaltare prospettive, l’arte può forgiare le menti con più efficacia della spada.
https://www.youtube.com/watch?v=uG2eHQ9Q078
Una delle forme artistiche più influenti del nostro tempo è il cinema, la Settima arte. Non è un caso se il fascismo ne aveva intuito le potenzialità sfruttandole per la propria propaganda esercitando un controllo diretto sulla cronaca cinegiornalistica e lanciando lo slogan “la cinematografia è l’arma più forte”. Il cinema può anche essere veicolo di tematiche importanti, come i diritti sociali e le problematiche ambientali.
La creazione di un mondo migliore inizia con una cittadinanza informata e non c’è forma di comunicazione più universale dell’immagine. L’associazione Films For Action considera i film un potente strumento per aumentare la consapevolezza dei problemi importanti non trattati correttamente dai mezzi di informazione mainstream. L’obiettivo è quello di fornire ai cittadini le informazioni e le prospettive indispensabili per la creazione di una società più giusta, sostenibile e democratica.
L’associazione ha catalogato oltre 3000 dei migliori film e documentari, visibili gratis online, relativi a importanti tematiche sociali. Films For Action ha compilato un elenco dei 500 film che potrebbero cambiare il mondo. Ambiente, politica, società, animali, agricoltura sostenibile, numerosi e attuali i temi trattati dai film riuniti in questo elenco, tra questi titoli famosi come Sicko di Michael Moore (2007) o The corporation di Mark Achbar e Jennifer Abbott (2003) e altri meno noti ma di disarmante bellezza. Non ci resta che augurarvi buona visione, a volte la rivoluzione parte dallo schermo.
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