Bordeaux, alla scoperta del mondo del vino alla Cité du vin
Photos Anaka / La Cité du Vin / XTU architects
A Bordeaux la Cité du vin è il moderno museo multimediale che racconta la storia del vino dalle origini a oggi. Un viaggio sensoriale tra i vigneti di tutto il mondo.
Photos Anaka / La Cité du Vin / XTU architects
Tra i più bei musei dedicati al mondo del vino, la Cité du vin, è un luogo da visitare assolutamente se si passa per Bordeaux, adatto non solo a chi è appassionato di enologia ma a chiunque abbia della cultura enogastronomica un’idea moderna e coinvolgente. Il racconto immersivo e stupefacente dell’arte di fare vino: dall’antichità a oggi. In una struttura stupenda.
In questa sala del museo è possibile partecipare a degli atelier di degustazione di vini. Un laboratorio polisensoriale dove sentire suoni e profumi e vedere immagini legate al vino e al suo mondo. Photos Anaka / La Cité du Vin / XTU architects
La storia del vino non è mai stata così moderna
Ciò che da subito stupisce della Cité du vin è certamente la sua forma; i profani diranno che sembra un decanter, mentre la struttura del museo è stata così pensata perché ricordi 3 cose: il movimento del vino che ruota nel bicchiere (gesto tipico prima di degustare), la forma del percorso della fiume Garonna (sulle rive della quale si erge il museo) e i nodi della vigna. Un edificio che si installa perfettamente nell’ambiente circostante e che pur essendo così spiccatamente moderno, è all’interno caldo e accogliente.
Al costo di 20 € si può visitare tutto il “percorso permanente” e degustare un vino al belvedere dell’ultimo piano godendosi il panorama di Bordeaux dall’alto. Per girare l’intero museo sono necessarie 2 o 3 ore: tutta la fruizione è multimediale e avviene attraverso un aggeggio – simile a uno smartphone – che viene consegnato all’inizio della visita e permette di “accedere” a tutti gli spazi tematici, più di 20. Risulta semplice come sistema, dopo le prime titubanze, ma occorre dire che è l’unico modo per “vivere” la Cité du vin: scordate quindi il vecchio modello di museo che avete in mente, questo presuppone voglia di novità, modernità e partecipazione.
C’è grande attenzione per tutti i possibili visitatori: le varie aree hanno spesso dei contenuti espressamente dedicati ai bambini e moltissime delle postazioni sono a misura di portatori di handicap. Bravi.
Il viaggio proposto va dalla storia antichissima del vino – fantastiche le sezioni che raccontano la tradizione enologica dell’antica Grecia o Roma grazie a delle “maquette” teatrali – fino al buffet dei 5 sensi dove è possibile mettere alla prova la propria capacità di riconoscere i vari sentori grazie ai propri sensi. Ogni sezione è speciale, unica e coinvolgente e se ne può godere con una fruizione rapida e istintiva o più metodica e attenta per approfondire al meglio tutti i temi trattati. Chiunque qui – l’addetto ai lavori, l’appassionato di vino, o il semplice bevitore della domenica a pranzo – può trovare una propria dimensione e quindi il modo adatto a sé per visitare il museo.
Chi ama i piaceri della vita, bere e mangiare bene, trova sia il famoso ristorante al 7° piano – davvero fantastico concedersi una pausa qui – o il più accessibile spazio al piano terra dove bisogna andare anche solo per vedere la favolosa enoteca e la sua offerta di vini.
Un atelier per degustare i vini del mondo
Ciò che occorre assolutamente fare per rendere l’esperienza alla Cité du vin completa e unica è un atelier:si tratta di brevi corsi e workshop dove vengono fatti degustare da 2 o più vini seguiti passo passo da un esperto che ci indicherà la strada sensoriale per riconoscerne le caratteristiche. Prendre un verre aux marchés du monde è il titolo di uno di questi atelier durante il quale si bevono 4 vini immersi in un’atmosfera unica: nel laboratorio dalle pareti curve in cui si tiene vengono proiettate immagini provenienti da tutto il mondo mentre sono diffusi sentori, profumi e suoni capaci di condurci nella storia del vino che stiamo sorseggiando. Un’esperienza che non fa conoscere solo le etichette degustate, ma permette di creare una sensibilità e una base per entrare nel mondo del vino. Queste proposte vanno dai 15 ai 25 €, non è poco ma ne vale sicuramente la pena.
Al belvedere del museo è possibile degustare vini magari godendosi il meraviglioso panorama sulla città. Qui sono disponibili etichette locali e di tutto il mondo.Photos Anaka/ La Cité du Vin/ XTU Architects
Cité du vin, un museo ecosostenibile
Un museo che racconti un prodotto della terra – la storia del vino nei secoli – deve tener conto anche del proprio impatto ambientale nel territorio in cui si installa. Per questo, l’edificio si inserisce perfettamente nella dinamica dell’eco-distretto del bacino in cui si trova. Fin dall’inizio, lo studio di architettura che ha ideato il progetto, XTU architechts, ha pensato di produrre il più basso impatto ambientale possibile: così ben il 70% delle necessità energetiche di La Cité du Vin è coperto da energie verdi e locali. Il suo design, definito compatto, bioclimatico e ad alte prestazioni, consente una ventilazione ottimale dell’edificio. Le bocche d’aria sistemate a un livello basso permettono di sfruttare i venti, mentre dai cortili e da altri punti viene espulso il calore, generando un continuo flusso d’aria che consente in estate – da solo – di ottenere 5 gradi in meno e quindi una sensazione di freschezza limitando l’uso dell’aria condizionata e il conseguente dispendio energetico. Il tetto poi è protetto dal sole grazie a una particolare copertura, chiamata “ombrière ventilée” che consente in parte il controllo della temperatura e favorisce l’utilizzo dell’energia geotermica.
In questa sezione del museo il visitatore può mettere alla prova le sue capacità di degustatore e cercare di capire a cosa appartengano molti sentori presenti nei vini. Photos Anaka/ La Cité du Vin/ Casson Mann
Bordeaux, elegante scrigno di cultura
La Cité du vin è solo uno dei tanti musei che è possibile visitare a Bordeaux, città che si presenta ai sempre più numerosi turisti elegante, ordinata e moderna. Un mix ben riuscito di raffinatezza, retaggio del glorioso passato, e servizi efficienti e moderni, utili a chi viaggia. Se si soggiorna in città almeno 3 giorni si riescono a vedere molte delle “attrazioni” della città: farlo spostandosi in parte con i mezzi pubblici, è la cosa migliore, soprattutto con i 3 tram – A, B e C – molto simili a una metropolitana di superficie con passaggi frequenti. Per questo è disponibile un City Passda 24, 48 e 72 ore che oltre ai mezzi pubblici garantisce entrate gratuite ai musei, visite guidate e molto altro: la soluzione ideale per vivere a pieno la città. Tra i musei è a nostro parere imperdibile il Musee d’Aquitanie dove sono conservati più di 70.000 reperti che ripercorrono la storia di Bordeaux e dell’Aquitania: dai reperti preistorici alle antiche statue di epoca romana, in ogni sala si rimane meravigliati. Molto suggestivo anche il CAPC, il Museo d’arte contemporanea: si trova all’interno di un vecchio magazzino di materie prime e l’illuminazione poco accentuata e la struttura imponente dall’architettura simile a quella di una vecchia abbazia, rende l’atmosfera unica. Se anche non si è interessati all’arte contemporanea, vale una visita.
Un altro breve tour che vi suggeriamo è quello che tocca 3 chiese meravigliose: la basilica di Saint Michelsi trova in una piazza graziosissima dove la mattina si svolge un particolare mercatino delle pulci; la basilica di Saint Seurin che sotto la sua cripta custodisce una necropoli cristiana e la basilica di Sainte Croxmeno nota ma davvero suggestiva.
In generale Bordeaux è una città che si fa scoprire piacevolmente: le bellezze che la contraddistinguono sembrano venire incontro ai visitatori, sorprendendoli ogni volta. Le sue stupende piccole piazze, sono un continuo invito a curiosare tra le botteghe di artigiani, i caffè e le boulangerie da cui escono profumi deliziosi.
Un’altra tappa da non perdere è il Grand Théâtre de Bordeaux. Apre ai visitatori alle 12:00 ed è un esempio dell’eleganza che contraddistingue tutta la città. Foto Simona Denise Deiana
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