Omeopatia

Quali sono le terapie non convenzionali e come vengono classificate

Una suddivisione ragionata vede le terapie non convenzionali ripartite in sette grandi Vie. Da conoscere e provare per la cura di numerose patologie

La via della natura

Appartengono a questa sezione tutte le terapie non convenzionali che utilizzano gli elementi dalla natura. Si basa, fondamentalmente, sulla coscienza ippocratica dell’uomo: acqua, aria, terra e calore, sono gli elementi fondamentali costituenti l’organismo umano. Uno squilibrio in eccesso o in carenza di uno di questi elementi modifica lo stato anche degli altri e crea quindi la malattia. Priessnitz, l’abate Kneipp, il medico sudamericano Costacurta, il francese Mességué, sono gli esponenti più famosi di questa metodologia.

Le manipolazioni

Sono terapie che interagiscono a livello fisico (massaggi e/o pressione degli organi attraverso specifiche posture) o a livello sottile (pranoterapie e simili). Si tratta di pratiche legate al massaggio, attuato con tocco fisico (o eterico) o anche attraverso delle posture in grado di interagire con gli organi interni: attraverso il corpo si cura, oltre al fisico, anche la psiche. Ricordiamo l’antiginnastica (Mézieres), la biodanza (Toro), la bioenergia (W. Reich, A. Lowen), la chiropratica, ginnastiche dolci (per es. Feldenkrais, Grinberg), la magnetoterapia, varie tecniche di massaggio, il linfodrenaggio (Vodder), osteopatia, pranoterapia, rebirthing, reiki.

La vibroterapia

Sono le tecniche che utilizzano gli effetti terapeutici delle vibrazioni fisiche: ondulazioni vibratorie provocate nell’organismo, che vanno a sollecitare gli organi interni e a riequilibrare lo stato energetico psico-fisico. Il canto, la musicoterapia, la ritmoterapia, la salmodiazione sono solo alcune delle pratiche in uso.

Le terapie nutrizionali

Queste tecniche utilizzano il cibo o la sua assenza per ripristinare il benessere nel corpo, si rifà alla citazione di Ippocrate: “il cibo sia la tua medicina”. Ricordiamo, per esempio la dieta dissociata, il digiuno, la macrobiotica, la micronutrizione (ortomolecolare), il vegetarismo.

yoga
Lo yoga si rifà ad antichi insegnamenti indiani

Le terapie dall’Oriente

Sono le tecniche che si rifanno ad antichi insegnamenti che ci derivano:

  • dall’India, iniziate con i testi Vedici, che risalgono a ben più di cinque mila anni fa, da cui si sono formati l’Ayurveda e lo Yoga;
  • dalla Cina e dal Giappone con gli insegnamenti del Taoismo, dottrina che, come i testi Vedici, trova la sua origine nella notte dei tempi e di cui il primo libro conservato dalla tradizione risale a 2953 anni prima di Cristo. Da questa dottrina sono derivate tutte la terapie riflesse (per es. l’agopuntura, la digitopressione, la Moxa, riflessologia, lo shiatsu), che influiscono sui punti energetici sottili, corrispondenti alle diverse parti del corpo;
  • dal Tibet, la cui tradizione medica è una sintesi fra tecniche ayurvediche e taoiste.

Le terapie filosofiche

Ripristinano l’armonia psico-fisica applicando i principi delle varie scuole di pensiero. In questo contesto troviamo l’Antroposofia di Rudolf Steiner, l’astrologia (si intende la scienza astrologica evolutiva) e le diverse terapie psicologiche.

La biorisonanza

È una tecnica che influisce attraverso il principio delle risonanza delle frequenze. Si basa sull’idea che è possibile riequilibrare l’organismo attraverso l’emissione di informazioni frequenziali positive, indirizzate sul soggetto (o sull’organo/organi) da curare. Questa idea si è poi sviluppata nella messa a punto della medicina biologica, che si fonda sulla “armonizzazione” delle onde elettromagnetiche del paziente. Tramite particolari strumenti si può diagnosticare e curare gran parte delle patologie contemporanee. Apparecchi bioenergetici (Mora, Voll, Vega…), la cromoterapia, la floriterapia, la litoterapia, omeopatia, la radionica sono parte della tecnica.

Marina Ricci

Articoli correlati
Effetto placebo, l’omeopatia applicata alle piante lo smentisce

Ricerche in laboratorio hanno dimostrato che i vegetali, immuni dall’effetto placebo, se trattati con medicinali omeopatici reagiscono diventando più resistenti e più ricchi di sostanze nutraceutiche. Ce ne parla Lucietta Betti, già ricercatore confermato e docente di patologia vegetale e micologia.