La concentrazione di biossido di carbonio (CO2) nell’atmosfera terrestre ha raggiunto un nuovo record. Nel 2025 si è arrivati a 426,8 parti per milione: un livello mai raggiunto in precedenza. Il 153 per cento in più rispetto ai livelli pre-industriali, ovvero prima che l’umanità cominciasse a bruciare carbone, petrolio e gas per alimentare le proprie produzioni. A spiegarlo è l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), nell’ultima edizione del suo Bollettino sui gas ad effetto serra.
A preoccupare, però, non è soltanto la CO2: record analoghi sono stati registrati anche per quanto riguarda le concentrazioni di metano e di protossido d’azoto. Ovvero il secondo e il terzo gas ad effetto serra presenti attorno alla Terra e dipesi dalle attività antropiche.
“Gli effetti della CO2 permarranno per decenni, se non per secoli”
“Un nuovo anno porta un nuovo record. I gas ad effetto serra stanno trattenendo una quantità di calore senza precedenti, che alimenta l’intensificazione degli eventi meteorologici estremi e i rischi che ne conseguono per le nostre economie e le nostre società”, ha commentato Jo Barrett, vice-segretaria generale dell’Omm. Che ha quindi ricordato: “Questi ultimi undici anni sono stati i più caldi mai osservati e la tendenza è destinata a proseguire. La CO2 ha una durata di vita molto lunga e dunque comporta un impatto sul clima mondiale per decenni, se non per secoli”.
I dati giungono a poche settimane dall’avvio della trentunesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, la Cop31 che si terrà dal 9 al 20 novembre ad Antalya, in Turchia. Nel corso della quale la speranza è che i governi possano fornire un concreto impulso al processo di mitigazione dei cambiamenti climatici, a partire dalla transizione dalle fonti fossili a quelle rinnovabili.
Nel 2004 eravamo a “solo” 377,5 parti per milione di CO2
Il Bollettino dell’Omm ricorda che il dato di 426,8 parti per milione è relativo alla quota di emissioni accumulata nel corso del tempo nell’atmosfera, non a quelle annuali. Di queste ultime, circa la metà è assorbita dagli ecosistemi terrestri e dagli oceani. Sappiamo che il primo rapporto pubblicato, nel 2004, indicò “solo” 377,5 parti per milione. Il che conferma una netta accelerazione della concentrazione negli ultimi decenni. Complessivamente, rispetto ai livelli pre-industriali il dato risulta aumentato del 53 per cento.
In 2025, global CO₂ concentration rose to a record 426.8 parts per million. That's 153% of pre-industrial levels.
Every additional ppm traps more heat and supercharges the ocean and the atmosphere.
D’altra parte, secondo la Noaa (l’Amministrazione statunitense per gli oceani e l’atmosfera) tra il 1990 e il 2025 il forzante radiativo, ovvero l’effetto di riscaldamento climatico indotto dalla presenza dei gas ad effetto serra, è cresciuto del 56 per cento. E la CO2 è responsabile dell’81 per cento di tale aumento.
Anche le concentrazioni di metano e protossido d’azoto a livelli record
Inoltre, a partire dagli anni Sessanta, si è passati da un accumulo annuale di 0,8 parti per milione alle 2,4 parti per milione nel decennio 2011-2020. Mentre nel 2024 e nel 2025 si sono raggiunte le 2,8 parti per milione. “Possiamo attenderci un ulteriore aumento nel 2026, a causa del continuo utilizzo di combustibili fossili e della presenza di un El Niño di forte intensità, che potrà incidere sulla capacità di assorbimento della CO2 da parte degli oceani”, ha precisato Oksana Tarasova, scienziata dell’Omm.
We're headed for an El Niño that is — quite literally — off the charts.
WMO's Global Seasonal Climate Update shows that El Niño is forecast to exceed the scale of global monitoring charts. Its impacts will be felt well into 2027.
Come accennato, oltre a quelle di biossido di carbonio sono cresciute anche le concentrazioni di metano, gas che permane meno a lungo nell’atmosfera ma che ha un potere climalterante decine di volte superiore rispetto all’anidride carbonica. Il dato nel 2025 ha raggiunto le 1.948 parti per miliardo, il che rappresenta il 267 per cento in più rispetto ai livelli pre-industriali. Similmente, la quantità di protossido d’azoto è cresciuta nello stesso periodo del 126 per cento, raggiungendo le 339,1 parti per miliardo.
Il governatore della California Jerry Brown ha annunciato l’approvazione di una legge che pone lo stato in prima fila nella lotta ai cambiamenti climatici.
Fonti rinnovabili, risparmio energetico e crisi economica hanno consentito di tagliare le emissioni di CO2 di quasi un quarto rispetto ai valori del 1990.
Secondo uno studio svedese, solo se mangeremo meno carne bovina e latticini potremo centrare i target di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra.
Cop 21, la Francia ha ammesso che gli impegni dei governi per ridurre le emissioni inquinanti non saranno sufficienti a centrare gli obiettivi prefissati.
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