Cocomero effetto viagra

Il cocomero è costituito dal 95 per cento d’acqua e ha una presenza di zuccheri che va dal 3,7 per cento al 6,4 per cento.

Con il consumo di adeguate quantità di cocomero l’organismo assume citrullina, un amminoacido sintetizzabile dall’organismo umano che per effetto di enzimi si trasforma in arginina, amminoacido che interviene positivamente sul cuore e sul sistema circolatorio e immunitario.

L’arginina, secondo i ricercatori della Texas A&M University guidati da Bhimu Patil, fa aumentare l’ossido di azoto che rilassa i capillari sanguigni che intervengono sulla disfunzione erettile forse anche per prevenirla.

L’azione non è in realtà cosi specifica come per il viagra, ma consente di avere gli stessi effetti senza l’assunzione di medicinali. Inoltre il consumo di cocomero ha un effetto positivo nei confronti dell’angina, dell’ipertensione e di altri problemi cardiocircolatori secondo lo studio che è stato finanziato dall’USDA, il dipartimento di Stato americano per l’agricoltura.

Bastano sei porzioni nutrizionali di anguria – un paio di fettone – per avere risposte positive da parte dell’organismo, senza avere gli effetti collaterali dei farmaci.

A spingere la domanda di cocomeri, oltre alle proprietà dissetanti, è stato in realtà fino ad ora l’effetto dimagrante dovuto ad una basso contenuto in calorie particolarmente apprezzato per tornare in forma durante l’ estate. Ma anche all’alta percentuale di sali minerali e vitamine C e A, nota quest’ultima per le sue capacità abbronzanti, di difesa dell’organismo dai raggi solari e per la produzione nell’epidermide del pigmento melanina che dona la classica tintarella alla pelle.

Il cocomero è costituito dal 95 per cento d’acqua e ha una presenza di zuccheri che va dal 3,7 per cento al 6,4 per cento (nella mela 11-15 per cento, nella pera 9,5-15,5 per cento), ma contiene anche sodio, fosforo, potassio, elemento importante in estate per combattere la disidratazione.

In Italia si producono quasi 4,5 milioni di quintali di anguria su poco più di 11mila ettari di terreno coltivato localizzati per oltre la metà nel meridione anche se il principale produttore per quelli coltivati all’aperto è la regione Emilia Romagna.

Fonte: Coldiretti

 

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