Come si finanziano i nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile

Nella capitale dell’Etiopia è in corso un vertice importantissimo per capire come finanziare i nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Con l’obiettivo di raggiungere uno sviluppo pienamente sostenibile che rispetti l’ambiente, promuova l’inclusione sociale e la crescita economica si è aperta ad Addis Abeba, in Etiopia, la terza conferenza internazionale sul finanziamento allo sviluppo (Third international conference on financing for development), per investire sul futuro delle persone e del pianeta. I rappresentanti che partecipano al vertice hanno come traguardo quello di definire come finanziare, per l’appunto, i nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable development goals, Sdgs) che andranno a sostituire gli Mdgs (Millennium development goals) adottati nel 2000 e in scadenza quest’anno, perlopiù incentrati sulla lotta alla povertà estrema e alla fame.

 


 

Circa settemila tra ministri delle Finanze e degli Esteri, rappresentanti del settore pubblico e privato, esponenti della società civile da oltre 130 paesi stanno discutendo su come trovare e distribuire gli oltre 11mila miliardi all’anno necessari, secondo quanto stimato dalle Nazioni Unite, per raggiungere ogni singolo target. Più di 172mila miliardi nei prossimi 15 anni. I nuovi obiettivi verranno discussi e adottati a settembre nel corso dell’Assemblea generale che si terrà presso il palazzo di vetro a New York.

 

Il nostro obiettivo è porre fine alla povertà e alla fame, e di raggiungere lo sviluppo sostenibile nelle sue tre declinazioni: attraverso la promozione di una crescita economica inclusiva, la protezione dell’ambiente e la promozione dell’inclusione sociale. Ci impegniamo a rispettare tutti i diritti umani, incluso il diritto allo sviluppo. Assicureremo la parità di genere e l’empowerment delle donne e delle ragazze. Promuoveremo società pacifiche, inclusive e pienamente avanzate verso un sistema economico globale equo dove nessun paese e nessuna persona vengano lasciati indietro, consentendo un lavoro dignitoso e mezzi di sostentamento produttivi per tutti, preservando allo stesso tempo il pianeta per i nostri figli e le generazioni future.

addis-abeba

 

Dall’empowerment femminile alla parità di genere, l’agenda post-2015 vuole dar vita a una società pacifica e senza disuguaglianze guidata da una sistema economico equo, che non lasci indietro nessuno, in nessuna parte del mondo. Il cambiamento dagli Mdgs agli Sdgs è notevole. Se finora ci si è limitati, attraverso forme di sostegno, a lottare contro la miseria, ora si vuole tentare una dinamica più attiva e condivisa, che promuova un sistema economico responsabile dal punto di vista sociale e sostenibile dal punto di vista ambientale. Un cambio di strategia notevole per le Nazioni Unite, da sempre neutrali e più propense a fornire linee guida. Ma questa fase sembra finita. Ora è il tempo dell’azione.

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