Cammini e itinerari

Cosa vedere a Matera, 5 mete da visitare nella capitale europea della cultura 2019

Capitale europea della cultura 2019, Matera, tra i luoghi da visitare nel 2018, è una città che viene riscoperta ogni giorno di più per rivelare la sua straordinaria bellezza. Un itinerario delle cose da vedere a Matera e dintorni, da fare anche in pochi giorni. Per non perdersi neanche una delle sue gemme.

“Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza”, così scrisse Carlo Levi su Matera, la città della Basilicata per anni considerata vergogna d’Italia ma ora eletta a Capitale europea della cultura 2019. Una consacrazione che non fa che confermare ciò che i lucani – e non solo – sanno già: Matera è una città unica, fragile e meravigliosa. I nostri consigli per un itinerario a Matera e dintorni da fare anche in pochi giorni, luoghi da visitare ed esperienze da fare in questo gioiello per scoprirlo e imparare ad amarlo.

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Musma, il Museo delle scultura contemporanea di Matera

Come accade per tutte le meraviglie a Matera, anche il Musma va scovato: si trova nel Sasso Caveoso, in una zona davvero suggestiva della città ma un po’ labirintica. Da subito ci si accorge di essere in un luogo davvero unico, si tratta infatti del più importante museo italiano interamente dedicato alla scultura. Una forma d’arte spesso poco valorizzata nel nostro paese che qui invece ha spazi interamente dedicati e incredibilmente suggestivi. Si sviluppa all’interno di Palazzo Pomarici (risalente al Sedicesimo secolo) ma anche negli ampi ipogei scavati, così la vasta collezione di opere d’arte che illustra la storia della scultura italiana e internazionale dalla fine dell’Ottocento a oggi attraverso sculture, ceramiche, medaglie, gioielli, disegni, opere grafiche e libri d’artista, acquista ancora più forza grazie all’atmosfera creata dagli ambienti rupestri.

È un percorso emozionante e a tratti misterioso: il consiglio è quello di non farsi guidare dalla mappa del museo ma di seguire la luce che entra dall’alto, dal cortile, dalle aperture nei Sassi e farsi stupire da ciò che illumina. Non si apprezzeranno così solo le sculture ma anche la località che è essa stessa arte. Colpisce il silenzio, i suoni che a volte accompagnano delle opere e il gioco di luci e ombre creato dall’essere all’interno dei Sassi. Un’esperienza magnifica, da vivere per imparare ad apprezzare la scultura nelle sue forme più varie e capire l’importanza della simbiosi tra luogo e opere d’arte. Il Musma è al momento l’unico museo “in grotta” al mondo, una delle eccezionalità italiane da scoprire e per cui meravigliarsi. Il museo è chiuso il lunedì, da ottobre a marzo apre dalle 10 alle 14, da aprile a settembre anche dalle 16 alle 20.

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Musma Matera
Il Musma si trova nei Sassi ed è all’interno di un palazzo storico e di ipogei scavati nella roccia. Foto Musma

Visitare la città (non solo i Sassi) all’alba e al tramonto

Matera non è solo i Sassi, ci sono molti scorci caratteristici anche nella città alta – la Civita come la chiamano qui – che consigliamo di visitare soprattutto in alcuni momenti della giornata. Ci si accorge da subito infatti che qui la luce ha molta importanza: anche durante l’inverno è facile che Matera sia assolata e il sole sia sui Sassi sia su alcuni monumenti in città rende tutto più suggestivo. Esplorarla alle prime luci dell’alba è la cosa migliore: i locali non si sono ancora svegliati per cominciare la loro giornata lavorativa e i turisti impavidi e mattinieri sono sempre pochi.

Un itinerario consigliato è quello che vi porterà a scoprire i Sassi, la parte bassa della città, solo dopo aver visto cosa vi offre la parte alta di Matera: la chiesa di San Biagio è un piccolo gioiello, aperto però solo il 3 febbraio per festeggiare il suo santo; continuando verso il centro si incontra la chiesa di San Giovanni Battista, un armonioso misto tra romanico, gotico ed elementi arabi; in piazza Vittorio Veneto invece in un angolo, illuminato dal suo color ocra quando la bacia il sole, c’è la chiesa di San Domenico con il relativo convento, qui al centro del rosone è raffigurato un cane che ha una fiaccola in bocca, simbolo dei domenicani (domini canes, il cane a guardia del Signore: la fiaccola rappresenta la fede).

Anche se l’arte non appassiona, una tappa obbligata è quella a Palazzo Lanfranchi, sede del Museo nazionale d’arte medievale e moderna. Qui è custodito il dipinto di Carlo Levi Lucania 61, basilare per comprendere davvero questa regione colma di contraddizioni. Lucania 61 fu commissionato dal Comitato per le celebrazioni del centenario dell’Unità d’Italia per rappresentare la Basilicata all’omonima mostra, inaugurata a Torino nel maggio del 1961. Carlo Levi era all’epoca l’artista che meglio avrebbe potuto descrivere la regione e per l’occasione decise di realizzare questo enorme dipinto (18,50 per 3,20 metri) dove non manca nulla dell’intero mondo lucano.

Dopo questo breve itinerario ci si può finalmente visitare i Sassi di Matera senza guida, a piedi e anche senza mappe. Se anche si perde la strada, l’importante, per tornare alla Matera “altra”, è risalire. Per un’atmosfera e colori diversi occorre attendere il tramonto. Questa volta però la gente in giro sarà tanta.

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Cripta del peccato originale e chiesa di Santa Lucia alle Malve

La Cripta del peccato originale va vista, sia perché custodisce al suo interno un ciclo di affreschi che sono una testimonianza dell’arte benedettina-beneventana datati tra l’Ottavo e il Nono secolo, opera dell’artista noto come il Pittore dei fiori di Matera, sia perché il percorso per arrivarci dalla città nelle giornate limpide regala scorci suggestivi. Per visitare questo luogo, che alcuni hanno definito la Cappella Sistina del rupestre, occorre qualche informazione basilare: si accede solo dopo avere prenotato, si trova fuori città ed è raggiungibile esclusivamente in macchina (attualmente non sono previste navette da Matera). Tutte le dritte le trovate qui. Appena arrivati si apprezza la bella vista sul torrente Gravina, oltre all’inequivocabile testimonianza dei problemi di mobilità della regione rappresentati dal ponte di ferro che fa parte della linea delle Ferrovie dello Stato Ferrandina-Matera realizzata tra il 1954 e il 1959 e mai terminata.

La cripta è stata “scoperta” solo negli anni Sessanta, prima veniva utilizzata come ricovero per animali e gli affreschi sono venuti alla luce solo dopo un lungo restauro. Nonostante siano stati recuperati solo in parte i dipinti, rimane una testimonianza di grande suggestione soprattutto se si riesce a immaginare questo luogo sacro così come doveva essere in origine. Santa Lucia alle Malve si trova invece nel Sasso Caveoso ed è il primo insediamento monastico femminile dell’Ordine benedettino, risalente all’Ottavo secolo, e il più importante nella storia della città di Matera. In molti per arrivarci si perdono ma quando finalmente ci si trova davanti al piccolo portale scavato nella roccia se ne rimane meravigliati: intanto è magico il luogo dove si trova e poi gli affreschi antichissimi, alcuni addirittura di un millennio, sono stupendamente conservati perché eseguiti con una precisa tecnica conosciuta nel territorio materano dai molti Mastri frescanti attivi nel corso dei secoli.

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Cripta del peccato originale, Matera
Madonna Regina, particolare degli affreschi all’interno della Cripta del peccato originale a Matera

Cosa mangiare a Matera, gustare i piatti tipici

Non si conosce davvero una città e la sua gente se non si mangia ciò che è tipico, per questo capire Matera significa anche immergersi nelle sue tradizioni e spesso queste hanno a che fare con il cibo. Per i materani infatti mangiare è una cosa seria. Ogni ricorrenza ha il suo piatto tipico e girando per la città vedrete varie locande e ristoranti che sulla porta invitano i turisti ad assaggiare le proprie specialità. “Oggi pettole calde” è uno dei cartelli che si leggono più spesso: le pettole sono tipiche del periodo natalizio e si tratta di frittelle di pasta di pane realizzate solo con farina rimacinata di semola, acqua, sale e lievito, il tutto fritto. Ottime, specie se mangiate calde. La versione più goduriosa è il ceccio, una maxi frittella schiacciata sempre fatta con pasta di pane che spesso viene arricchita con cipolle soffritte ma anche solo con zucchero nella sua versione dolce. Ancora più semplice, sano e gustoso è il famoso pane di Matera, orgoglio cittadino che va difeso al cospetto di quello della vicina Altamura (i materani dicono che il “brevetto” è loro e i pugliesi se ne sono appropriati con dolo). Da provare è quello del panificio Pane e pace.

A Matera si fa poi un grande utilizzo di carne e uno dei piatti più tipici è la pignata, una pietanza lucana molto diffusa in cui la carne di pecora viene alternata a strati di patate, sedano, cipolle, pomodori e soppressata, il tutto cotto in una pentola di terracotta a tenuta stagna chiamata pignata. Questa si sistema all’interno di un forno a legna, lontano dalla fiamma e dalla brace, dove deve cuocere lentamente per più di tre ore, il tempo dipende dalla quantità della carne e dalla grandezza del recipiente. Prima di riporre la pignata nel forno è necessario sigillarla con della pasta che, cuocendosi, s’indurisce e fa da coperchio ermetico a questa profumata e antica pietanza. Terminata la cottura, la carne viene servita con pecorino grattugiato. E ancora, per chi ama la carne, è da provare il marro, gustoso involtino di interiora di agnello avvolto nella reticella dell’agnello stesso e legato con le budella. Per finire in bellezza ci sono le famose cartellate, anche queste in disputa sul loro luogo di nascita con la vicina Puglia.

Matera, il panorama dal belvedere
La luce prima del tramonto dal Belvedere a Matera. Foto Simona Denise Deiana

Il Belvedere

Forse la cosa migliore è andare al Belvedere appena arrivati a Matera, è solo da qui infatti che si riesce a percepire dove ci si trova esattamente. Quando si sente parlare dei Sassi nessuno ha bene in mente come sia formata e strutturata la città vecchia, dove siano il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano, quali siano le loro caratteristiche. Percorrendo invece pochi chilometri fuori dalla città – ci si arriva in circa 15 minuti percorrendo la Statale 7 – si arriva al punto panoramico più suggestivo, chiamato Belvedere Murgia Timone. Qui c’è un ampio parcheggio gratuito e poi a qualche metro la vista più incredibile su Matera. Se la giornata è soleggiata, come spesso accade anche in inverno, lo spettacolo è emozionante sia che si volga lo sguardo ai Sassi sia che ci si volti verso il Parco della Murgia materana. La luce del primo mattino regala quiete e pace, quella del tramonto una magica atmosfera. I turisti sono sempre numerosi ma non al mattina presto, quando invece è facile incontrare qualche fotografo che cerca di realizzare lo scatto perfetto. Essere “dentro” i Sassi, percorrerli, è una bella esperienza ma vederli da lontano e dall’alto è ciò che fa realmente capire di essere in un luogo dalla strepitosa unicità.

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