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Le trattative di Angela Merkel per formare un nuovo governo sono fallite. Ora la Germania si trova in una situazione di stallo che “non si era mai verificata prima”. Quali sono i possibili scenari?
Aggiornamento 24 novembre – Il Partito socialdemocratico apre ai colloqui per la formazione del nuovo governo. Dopo l’incontro del leader Martin Schulz con il presidente Steinmeier, i socialdemocratici hanno discusso in una lunga riunione al termine della quale il segretario generale del partito, Hubertus Heil, ha fatto sapere che “l’Spd non si negherà ai colloqui”.
La coalizione Giamaica non si farà. O almeno il leader del Partito liberaldemocratico Christian Lindner con cui la cancelliera Angela Merkel stava negoziando per formare un governo insieme al partito dei Verdi, si è dichiarato contrario a questa opzione. Se non cambia idea, le possibilità sono la formazione di un governo di minoranza, la già sperimentata grande coalizione (Große Koalition) o nuove elezioni.
La coalizione della Merkel, costituita da Unione cristiano-democratica (Cdu) e Unione cristiano-sociale, ha vinto le elezioni del 24 settembre, ma non ha ottenuto la maggioranza assoluta nel Bundestag, il parlamento tedesco. Per formare il governo la cancelliera, rieletta per la quarta volta consecutiva, ha dovuto quindi iniziare dei negoziati con gli altri partiti. Quello socialdemocratico si è subito tirato indietro di fronte alla possibilità di creare una nuova Große Koalition, perciò la scelta della Cdu è ricaduta sul Partito liberaldemocratico (Fdp) e sul partito dei Verdi: nonostante la formazione di questa coalizione – detta Giamaica per i colori dei partiti – fosse la più quotata, la trattativa è fallita. Il leader dell’Fdp, Christian Lindner, ha infatti decretato l’impossibilità di raggiungere un accordo fra le parti data la mancanza di “una visione comune riguardo alla modernizzazione del paese e di una base di fiducia”.
Nonostante questo fallimento Martin Schulz, il principale avversario della Merkel alle elezioni, ha fatto sapere di non essere intenzionato a cambiare idea riguardo alla grande coalizione in cui, a governare con la Merkel, sarebbe il suo Partito socialdemocratico (Spd): non si farà, e l’Spd resterà nell’opposizione. Si tratta di una decisione che era già stata annunciata subito dopo le elezioni, quando la vicepresidente del partito, Manuela Schwesig, aveva dichiarato alla televisione tedesca Zdf che dopo quel giorno “il tempo della Große Koalition era finito”.
Ora la decisione spetta al presidente della Repubblica federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, che ha però chiesto ai partiti di proseguire con i negoziati e “formare un governo in tempi vicini”. “Tutti i partiti sono tenuti a servire il paese, non ci si può tirare indietro di fronte alla propria responsabilità politica”, ha aggiunto Steinmeier, che è quindi del tutto contrario a nuove elezioni. A questo punto, Lindner o Schulz sono costretti a ripensarci. Altrimenti, alla Merkel non resterebbero che due possibilità: condurre un governo di minoranza e trattare con le opposizioni per trovare una maggioranza variabile su ogni singolo provvedimento proposto, oppure dimettersi.
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