Lo studio ha associato il consumo abituale di caffè a una composizione corporea più sana e a parametri metabolici più favorevoli. Sono emerse anche associazioni con gli ormoni sessuali, con differenze tra uomini e donne.
“Pensare prima di comprare e pesare prima di cucinare”. Una conversazione sulla cucina popolare con Davide Oldani.
Abbiamo incontrato per una conversazione sulla cucina popolare Davide Oldani, chef creatore della cucina pop, durante il Pasta World Championship organizzato da Barilla: due giorni dedicati al piatto più famoso di Italia che hanno incoronato come vincitrice della sfida la chef statunitense Carolina Diaz.
La cucina popolare è una cucina basata sulla semplicità e su materie prime umili, fatta di persone prima che da ingredienti. Nel descrivere gli elementi cardine della sua filosofia, lo chef fa spesso riferimento all’importanza degli agricoltori e dei fornitori delle materie prime. Figure indispensabili per la ristorazione. “Il rispetto per l’agricoltore è la base per un piatto sostenibile”, spiega Oldani. E lavorare con i produttori artigiani serve a “valorizzare il prodotto, non la cucina regionale”. Oldani confessa che in 15 anni di attività ha cambiato solo un fornitore perché, per usare una metafora calcistica “credo nel dodicesimo uomo, quello che si alza la mattina presto per selezionare il migliore prodotto che io voglio.”
Hai ideato la cucina pop. Quali sono le linee guida di questa filosofia, e quale l’evoluzione che vedi nel presente e nel futuro?
Le linee guida sono una sola parola: rispetto. Rispetto per le stagioni, rispetto per i maestri, rispetto per i collaboratori, rispetto poi per gli ospiti. Le linee guida sono queste. Il futuro è la continuità nel far bene. Seguire assolutamente la stagione. Nella cucina non puoi inventare nulla. Hai una lavorazione da fare con carne, pesce, frutta e verdura. Sono quattro i prodotti che variano, naturalmente, però la cosa più importante e vicina all’uomo, adesso e nel futuro, è riconoscere la stagionalità del prodotto. La stagione vuol dire avere un prodotto che ha qualità, che è buono e che è accessibile. È il massimo della vita.
Che peso ha la sostenibilità ambientale nella tua cucina e nel tuo stile di vita personale?
Pur essendo milanese in casa non ho mai mangiato il riso al salto (piatto tipico della tradizione meneghina, ndr), perché in famiglia mia mamma pesava sempre tutto e non c’era nessuno scarto. Bisogna cambiare la mentalità che abbiamo oggi di spreco: pensare prima di comprare e pesare prima di cucinare, per non avere scarti.
Nelle tue ricette cerchi un equilibrio anche dal punto di vista nutrizionale e antiossidante degli ingredienti e a come non perderlo durante la preparazione?
Cerco sicuramente l’armonia. L’armonia è una grande parola, vuol dire in un menu non ripetere gli ingredienti. E se non ripeti gli ingredienti, le cotture, i colori, le consistenze, hai un menu armonico e mangi in maniera differenziata: il miglior modo per nutrirsi.
Qual è la giornata alimentare tipo di Davide Oldani?
Ve lo dico, ma è la mia giornata tipica, non è quella che consiglio a chi legge. Ogni giorno mangio prodotti diversi, con proteine e carboidrati. Ho 28/30 ore di digiuno settimanale. Perché voglio stare bene e il mio corpo funziona così. Se devo assaggiare qualcosa la assaggio, non sono drastico. Possibilmente mi organizzo nella programmazione del ristorante, dei piatti, degli incontri e del lavoro per avere 28/30/32 ore di digiuno. Con un caffè, due bottiglie di acqua e se ho fame prendo una verdura cruda, molto crunchy, e poi faccio un lavoro sulla testa.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Lo studio ha associato il consumo abituale di caffè a una composizione corporea più sana e a parametri metabolici più favorevoli. Sono emerse anche associazioni con gli ormoni sessuali, con differenze tra uomini e donne.
Alla Tenuta di Paganico, azienda biologica in Toscana, il pascolo di bovini e suini coesiste con una gestione sostenibile del bosco che preserva il territorio.
Terra Madre 2026 raccoglie l’eredità di Carlo Petrini, festeggia i 40 anni di Slow Food e celebra la biodiversità in tutte le sue declinazioni: appuntamento a Torino, dal 24 al 27 settembre
La stima è di una revisione di Pesticide Action Network che contro l’avvelenamento da pesticidi chiede lo stop alle sostanze tossiche e alternative più sicure.
Alcuni agricoltori del Kansas, supportati dal Land Institute, stanno sperimentando la coltivazione del Kernza, cereale perenne che resiste meglio agli eventi estremi e sequestra più carbonio.
È un progetto di ricercatori di Città del Capo che ripulisce le acque di un fiume con pietre, legno e sassi e consente di irrigare gli orti di una comunità in espansione.
Alcuni scienziati italiani sostengono che un microbiota alterato anticipa il manifestarsi di malattie croniche. Sottolineando il potenziale di prevenzione, chiedono nuove norme per i cibi ultra-processati.
Si chiama “climateflation” l’inflazione dovuta agli eventi climatici estremi: numerosi beni alimentari vedranno i prezzi salire fortemente.
Secondo un rapporto di Greenpeace, c’è il rischio che il cibo riscaldato in contenitori di plastica venga contaminato da microplastiche.
