Dalla cultura “ibrida” alle Olimpiadi. Toyota e LifeGate, da dieci anni insieme per una mobilità sostenibile

Dallo storytelling sull’ibrido cominciato nel 2006 fino alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Il viaggio di Toyota e LifeGate verso una mobilità più sostenibile non si ferma. Tutte le tappe da ricordare.

Il primo Ecotagliando, le piantumazioni di alberi a Villa Borghese, il magazine Hybrid World, denso di racconti e itinerari da scoprire. E poi i successi nel raccontare una mobilità diversa, più virtuosa. La storia, unica in Italia, che lega da oltre un decennio Toyota, il primo produttore di automobili al mondo e LifeGate, il punto di riferimento per la sostenibilità in Italia, è ricca di spunti. E alla vigilia delle tappe che ci vedranno di nuovo insieme e in viaggio verso le Olimpiadi di Tokyo 2020 per una nuova “human mobility”, ripercorriamo una storia unica, fatta di affinità elettive e obiettivi condivisi.

2009, Toyota festeggia 1 milione di Prius. Intanto, in Italia…

Giappone, dieci anni fa. Toyota annuncia di aver raggiunto il primo milione di Prius in circolazione nel mondo e di aver contribuito a evitare l’emissione in atmosfera di 4,5 milioni di tonnellate di CO2, rispetto a modelli di auto allora “tradizionali”. Non è che una delle tappe di un viaggio virtuoso che Toyota ha inaugurato nel 1997 con il lancio della prima generazione della Prius, l’ibrida che ha dato il via alla progressiva elettrificazione della mobilità. Una scelta coraggiosa al tempo, proseguita poi con coerenza rara nel mondo dell’automotive. L’ibrido come scelta della tecnologia elettiva. Nel 2003 debutta la seconda generazione di Prius. Nel 2009 la terza, più grande, più efficiente. Stilisticamente sempre più “strana”. Da qui comincia anche la collaborazione con LifeGate, che da allora diventa partner di Toyota Italia per il posizionamento del brand rispetto ai valori della mobilità sostenibile e per comunicare la tecnologia dell’ibrido, in tutte le sue evoluzioni, rivolgendosi ai consumatori più sensibili rispetto ai temi ambientali.

2009: l’ibrido in Italia fermo allo 0,35 per cento del mercato

La crisi economica globale causa pesanti flessioni nelle vendite nei primi mesi del 2009 in Italia, come in molti altri Paesi europei. Rileggendo oggi la Sintesi Statistica redatta allora dall’Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri (Unrae), si ottiene il quadro della mobilità in quegli anni. “Gli incentivi al rinnovo del parco hanno dato un forte impulso alle immatricolazioni di autovetture a basso impatto ambientale. In particolare, il gpl ha registrato una crescita esponenziale del 450 per cento ottenendo una rappresentatività sul mercato del 15,7 per cento, il metano del 160 per cento e una quota di circa il 6 per cento e le ibride del 127 per cento, anche se con quote ancora molto contenute (0,35 per cento)”. La mobilità sostenibile in Italia è agli albori.

New York Times, luglio 2007: “Chi compra una Prius ci tiene a far sapere a tutti che sta guidando un’ibrida”.
New York Times, luglio 2007: “Chi compra una Prius ci tiene a far sapere a tutti che sta guidando un’ibrida”.

Auto ibride e la voglia di distinguersi

Strana. “Goffa”. Per molti “discutibile”. Negli anni Novanta, rispetto ai canoni stilistici dominanti, la Prius è decisamente unica. E per questo molto riconoscibile. Mentre le altre ibride del tempo, soprattutto Honda, sono molto simili ad auto “normali”, la Prius è volutamente diversa. Orgogliosamente diversa. Un aspetto che il quotidiano americano New York Times, analizzando il fenomeno negli Stati Uniti, nel luglio del 2007, commenta così: “Chi compra una Prius ci tiene a far sapere a tutti che sta guidando un’ibrida”. In Italia non è (ancora) così. Ma già da un anno (la prima collaborazione risale al 2006), LifeGate diventa partner di Toyota per supportarne il posizionamento rispetto ai valori della mobilità sostenibile.

La rivista Forbes nel 2007 pubblica uno studio secondo il quale i possessori di auto ibride sono benestanti, votano democratico, hanno una laurea e amano la tecnologia.
La rivista Forbes nel 2007 pubblica uno studio secondo il quale i possessori di auto ibride sono benestanti, votano democratico, hanno una laurea e amano la tecnologia.

Benestanti, democratici e laureati: chi erano i pionieri dell’ibrido

Torniamo negli Stati Uniti, al 2007, serve per capire l’inizio del “fenomeno” Prius. La rivista Forbes pubblica uno studio secondo il quale i possessori di auto ibride sono benestanti (con un reddito di 100mila dollari all’anno), votano democratico, hanno una laurea, sono fruitori di nuove tecnologie – allora voleva dire l’equivalente degli smartphone di oggi, lettori mp3, digital camera – e hanno più di 50 anni.

Toyota
Dall’attore Leonardo DiCaprio al fondatore di Microsoft Bill Gates, fino al creatore dei Simpson Matt Groening e al musicista Billy Joel. Negli USA possedere una Toyota Prius ibrida diventa un segno distintivo. © GettyImages

Da Leonardo di Caprio a Bill Gates, così la Prius diventa un must

Non era mai successo. Almeno non nella storia recente dell’auto che un modello, una tecnologia, conquistasse così tanti opinion leader in un colpo solo. Da Sergey Brin e Larry Page, fondatori di Google, al principe Carlo d’Inghilterra, dall’attore Leonardo DiCaprio al fondatore di Microsoft Bill Gates, fino al creatore dei Simpson Matt Groening e al musicista Billy Joel. Senza dimenticare Tom Hanks e Elon Musk, allora neo-fondatore di Paypal. Altri seguiranno a breve: Gywneth Paltrow e Brad Pitt, Julia Roberts, Ted Turner, fondatore della Cnn, Sting. Insomma, Prius e l’ibrido diventano, almeno negli Stati Uniti, uno status symbol, quasi la dichiarazione di uno stile di vita più sostenibile e virtuoso.

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Dopo 21 anni, a Los Angeles l’ultima evoluzione

Da allora, le tappe non si contano più. Ma la coerenza rimane, granitica: l’ibrido diventa per Toyota quasi un secondo marchio di fabbrica. Nel 2012, la famiglia Prius cresce e i modelli diventano tre con l’aggiunta di due nuove versioni: Prius+ e Prius Plug-in. Nel 2019, 21 anni dopo il debutto, sul palcoscenico del Salone di Los Angeles, l’ultimo capitolo: Prius diventa il primo modello Toyota a montare il sistema Hybrid AWD-i, la nuova trazione integrale intelligente elettrica.

2018, Salone dell'auto di Los Angeles: modello “icona” del processo di elettrificazione di Toyota introdotto sul mercato 21 anni fa, Prius my 2019 è il primo modello Toyota a montare il nuovo sistema Hybrid AWD-i, la trazione integrale intelligente elettrica.
2018, Salone dell’auto di Los Angeles: modello “icona” del processo di elettrificazione di Toyota introdotto sul mercato 21 anni fa, Prius my 2019 è il primo modello Toyota a montare il nuovo sistema Hybrid AWD-i, la trazione integrale intelligente elettrica.

Toyota e LifeGate: una storia che dura da vent’anni

Questo accadeva nel mondo, soprattutto negli Stati Uniti. E in Italia? Nella prima decade degli anni Duemila, il mercato dell’auto italiano non aveva un grande interesse per l’ibrido. I temi ambientali avevano una percezione nettamente inferiore, soprattutto chi sceglieva un’auto non lo faceva certo in funzione delle emissioni, spesso nemmeno dei consumi. Ed è qui che Toyota sceglie LifeGate per cominciare un viaggio verso la mobilità sostenibile che – arricchito da molte evoluzioni – dura ancora oggi. Con una premessa significativa. La valorizzazione digital dei contenuti LifeGate per Toyota si fonda da sempre su due modalità di racconto molto efficaci: i contenuti giornalistici e quelli fruibili dalla community nella sezione tematica d’appartenenza dedicata a Toyota, gli stessi contenuti che poi vengono rilanciati, ripresi e diffusi sui social network presidiati da LifeGate: Facebook, a Twitter, LinkedIn e Instagram. La community LifeGate si mostra molto interessata e il progetto prosegue a tappe serrate.

Toyota
Per ogni Ecotagliando, Toyota partecipa al progetto LifeGate per compensare le emissioni di CO2. È l’inizio di una vera rivoluzione nel racconto dell’ibrido in Italia. © https://it.motor1.com

In Italia debutta l’Ecotagliando

Servono soprattutto delle azioni che agiscano su una consapevolezza ancora tutta da formare. Toyota e LifeGate allora trovano il loro comun denominatore, la sostenibilità, e da questo punto – che rimane ancora oggi – partono molte iniziative. Così la condivisa missione a favore dell’ambiente vede la nascita di un nuovo progetto: l’Ecotagliando, che riduce i consumi e l’impatto ambientale. Si tratta della prima evoluzione del tagliando tradizionale in versione green e hi-tech. Utilizzando tecnologie e ricambi più evoluti, Toyota Motor Italia assicura ai suoi clienti minori costi di percorrenza e un minor impatto ambientale. LifeGate ci aggiunge il programma Impatto Zero®, così gli automobilisti possono attivarsi per l’ambiente creando e tutelando foreste in crescita in Italia e nel mondo. Per ogni Ecotagliando, Toyota partecipa al progetto per compensare le emissioni di CO2. È l’inizio di una vera rivoluzione nel racconto dell’ibrido in Italia.

Mobility Revolution, la sostenibilità di un’auto diventa misurabile

Toyota e LifeGate. Le due realtà, nel tempo, raggiungono una condivisione profonda di valori intangibili quando si parla di mobilità. Per Toyota sono gli anni in cui mobilità sostenibile significa garantire libertà di movimento, senza dimenticare il rispetto ambientale. Un concetto evoluto, che incontra in pieno la Mobility Revolution di LifeGate, un progetto che mira a supportare persone e aziende con progetti, servizi e strumenti per informarsi e decidere in materia di mobilità, al fine di diminuire l’impatto ambientale e sociale degli spostamenti. Così LifeGate sviluppa un indice di valutazione della sostenibilità delle automobili – unico ancora oggi – che Toyota adotta in Italia per valorizzare i plus della sua gamma ibrida a livello di marketing e comunicazione. Per la prima volta l’auto viene analizzata per il suo impatto ambientale, il risparmio economico, l’innovazione tecnologica o la serenità di guida, una modalità ancora oggi unica.

Toyota
Mobility Revolution è un progetto LifeGate che mira a supportare persone e aziende con progetti, servizi e strumenti per informarsi e decidere in materia di mobilità, al fine di diminuire l’impatto ambientale e sociale degli spostamenti.

2011, a Villa Borghese in difesa dell’ambiente

Il viaggio LifeGate-Toyota segna un’altra tappa significativa. A Roma, nel maggio 2011 si inaugura  l’intervento di riqualificazione su alcuni tratti del Parco di Villa Borghese, una tra le aree verdi della capitale più ricca di testimonianze artistiche e paesaggistiche. Celebrata attraverso la messa a dimora simbolica di un albero, oltre alle istituzioni e a Marco Roveda, fondatore e presidente di LifeGate, all’evento partecipa l’allora amministratore delegato di Toyota Motor Italia, Motonobu Takemoto. Alla fine, saranno 123 gli ippocastani messi a dimora.

Roma, maggio 2011, LifeGate e Toyota di nuovo insieme per inaugurare  l’intervento di riqualificazione su alcuni tratti del Parco di Villa Borghese.
Roma, maggio 2011, LifeGate e Toyota di nuovo insieme per inaugurare l’intervento di riqualificazione su alcuni tratti del Parco di Villa Borghese.

Parte la sensibilizzazione sulla mobilità sostenibile

Una ricerca condotta da LifeGate, effettuata su un campione di 1.000 consumatori consapevoli, evidenzia che oltre il 50 per cento degli intervistati è disposto a scegliere mezzi di trasporto più sostenibili per contribuire alla riduzione dell’inquinamento e a una migliore vivibilità degli spazi urbani. Mobility Revolution offre una sezione editoriale completamente dedicata alla mobilità sostenibile. Un contenitore che vuole essere il punto di riferimento e di incontro per le persone che sentono l’esigenza di un ambiente più sano, vivibile, di automobili più in linea con le proprie esigenze e aspirazioni, di tecnologie sempre più al servizio di una migliore qualità della vita. Le persone, e sempre meno l’auto, divengono protagoniste di racconti e iniziative.

All’evento di Villa Borghese partecipa anche l’allora amministratore delegato di Toyota Motor Italia, Motonobu Takemoto. Alla fine, saranno 123 gli ippocastani messi a dimora.
All’evento di Villa Borghese partecipa anche l’allora amministratore delegato di Toyota Motor Italia, Motonobu Takemoto. Alla fine, saranno 123 gli ippocastani messi a dimora.

Nasce il manifesto

A questo scopo Mobility Revolution ospita un manifesto in dieci punti, da leggere e condividere, in cui è possibile confrontarsi su temi come la vita in città, la scelta del mezzo giusto, sicurezza e serenità, risparmio economico, innovazione e motori ibridi. Il manifesto diventa una nuova modalità di scelta per gli utenti, sempre meno attenti a prestazioni e accessori superflui e progressivamente più concentrati su aspetti valoriali, di innovazione e tecnologia, legati all’auto. Inoltre, grazie ai continui aggiornamenti redazionali sul suo network, LifeGate consente ai suoi lettori di essere sempre informati sulle ultime novità e sui comportamenti più sostenibili da adottare in tema di mobilità.

Il fleet configurator parla alle imprese

Oltre all’approccio sulle persone, LifeGate e Toyota aprono un dialogo anche con il mondo delle imprese che, attraverso le flotte, cominciano a incidere significativamente sul parco circolante e, quindi, sull’ambiente. Nasce così il fleet configurator che, pensato per le flotte aziendali, grazie all’adozione di uno strumento di comparazione del livello di sostenibilità di una flotta di auto “tradizionali”, rispetto alla scelta di modelli ibridi, permette di evidenziare i vantaggi di tecnologie più evolute.

Hybrid World racconta l’importante passaggio che, attraverso tematiche trasversali allo stile di vita delle persone, seguendo il percorso intrapreso da Toyota cerca di avvicinarsi il più possibile al raggiungimento dell’obiettivo “emissioni zero”
Hybrid World racconta l’importante passaggio che, attraverso tematiche trasversali allo stile di vita delle persone, seguendo il percorso intrapreso da Toyota cerca di avvicinarsi il più possibile al raggiungimento dell’obiettivo “emissioni zero”

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Hybrid World, il magazine dedicato allo stile di vita 

Passano gli anni e il viaggio condiviso fra LifeGate e Toyota trova nuove modalità di racconto. Nasce il primo magazine di Toyota dedicato allo stile di vita ibrido all’interno della cornice di LifeGate. Toyota incomincia a porre sempre più l’uomo e l’ambiente al centro di ogni strategia, con l’obiettivo di generare innovazione per migliorare la vita delle persone nel rispetto dell’ambiente. Hybrid World racconta l’importante passaggio che, attraverso tematiche trasversali allo stile di vita delle persone, seguendo il percorso intrapreso da Toyota cerca di avvicinarsi il più possibile al raggiungimento dell’obiettivo “emissioni zero”, un concetto che oggi, a distanza di anni, Toyota ribadisce con il modello Mirai, “futuro” in giapponese, e la scommessa sull’idrogeno come carburante per una mobilità sempre più virtuosa.

Anche il linguaggio muta e si sviluppa

Con l’obiettivo di sostenere il posizionamento sostenibile del brand giapponese, LifeGate trasforma il magazine in un progetto: Hybrid Lifestyle, per informare e far comprendere al grande pubblico i vantaggi della tecnologia ibrida quale elemento fondante della mobilità sostenibile. Il focus si sposta sui vantaggi che gli utenti possono trarre in termini di stile di vita, rispetto dell’ambiente e risparmio economico, appagamento, orgoglio. I test drive della gamma ibrida di Toyota diventano per LifeGate una nuova modalità di racconto, legati a temi e testimonianze.

Smart innovation, full hybrid electric, human mobility

LifeGate propone così di intercettare potenziali acquirenti attraverso la mappatura dei loro interessi. Toyota accetta e il viaggio condiviso, unico in Italia fra un network di comunicazione e un brand automobilistico, riprende con nuovi presupposti. La struttura del progetto prevede lo sviluppo, a cura della redazione LifeGate, di contenuti editoriali sui temi di attualità e di “stile di vita ibrido”, da declinare sia all’interno dei canali di comunicazione online e offline. I nuovi temi diventano Start your impossible, le #Tokyo 2020, l’elettrificazione e la mobilità per le persone. Per la prima volta si aggiunge anche un approfondimento su un tema poco indagato ma importante come l’inquinamento da NOx, i gas nocivi e le emissioni che causano il riscaldamento globale. Insomma, LifeGate e Toyota entrano ancora una volta in una nuova dimensione, mentre il perimetro dello storytelling diventa sempre più lifestyle.

Durante l'evento Toyota di Losanna abbiamo intervistato Andrea Pusateri atleta (paracycling) e  membro del Toyota Team. ©Toyota
Durante l’evento Toyota di Losanna abbiamo intervistato Andrea Pusateri atleta (paracycling) e membro del Toyota Team. ©Toyota

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Insieme, verso le Olimpiadi Tokyo 2020

Losanna, Svizzera, dieci anni dopo. LifeGate questa volta viene scelta da Toyota come unico testimone italiano, insieme a un gruppo di influencer internazionali, di un progetto che punta ai Giochi olimpici in Giappone. Toyota riconosce a LifeGate la modalità unica, la competenza, il linguaggio con cui, in vent’anni, ha saputo raccontare i cambiamenti della mobilità e, al contempo, ribadisce la sua trasformazione epocale da “semplice” costruttore a una mobility company capace di assicurare alle persone nuovi ed innovativi “strumenti” per muoversi, viaggiare, o semplicemente superare gli ostacoli quotidiani. LifeGate condivide ancora una volta l’approccio e col progetto Start your impossible il viaggio si rinnova ancora una volta. Il Toyota Team, il gruppo di atleti italiani che, appartenenti a varie discipline olimpiche e paralimpiche, porterà la bandiera tricolore ai Giochi olimpici e paralimpici di Tokyo 2020, e lo fa raccontando l’impresa proprio su queste pagine. Tecnologia, innovazione, intelligenza artificiale e robotica sono nuovi argomenti da approfondire. Argomenti che dal Salone dell’auto di Tokyo 2019, LifeGate racconta dal vivo, da protagonista. Per poi proseguire verso l’estate olimpica. Ma questo capitolo è ancora tutto da scrivere.

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