Desiderio, tensione, piacere

Oggi, il desiderio è al centro di ogni teoria della sessualità.

Oggi, il desiderio è al centro di ogni teoria della
sessualità. Non a caso ad ogni desiderio sessuale può
accompagnarsi un desiderio orale, un desiderio sociale ma anche un
maggior desiderio per il cibo. Ogni desiderio non sessuale,
infatti, ci parla della vita sessuale della persona.

Il soddisfacimento di un desiderio creerebbe sempre tensione e il
piacere dipenderebbe proprio dallo sfogo della tensione. Tale
teoria è che il grado di piacere è in rapporto
all’intensità della tensione scaricata e all’intervallo di
tempo in cui avveniva lo sfogo. L’eccitamento sessuale sarebbe
quindi percepito come uno stato di tensione e il grado del piacere
dipenderebbe dalla sua intensità.

Senza voler entrare nel merito di tale concezione del piacere, va
ricordato che per il medico psicanalista Alexander Lowen, nel suo
famoso libro “Amore e orgasmo”, la ricerca del piacere è
un’espressione della forza vitale presente in un ogni uomo. Per
tale motivo sarebbe lo stesso principio del piacere a negare la
validità di una concezione nirvanica della vita, senza
tensioni e senza conflitti.

Contrariamente a quanto credeva lo stesso Sigmund Freud, Lowen
sostiene che spesso l’uomo cerca coscientemente situazioni di
tensione, in previsione del piacere che darà il suo…
scarico!

Ad esempio, la prospettiva di un buon pranzo produce, in chi
è in uno stato di tensione creato dalla fame, una sensazione
di piacere. Lo stesso principio, applicato all’esperienza sessuale,
determina che il piacere è percepito come uno stato continuo
di tensione, avvertito durante l’eccitazione e durante lo…
sfogo!

Il piacere, quindi non è una condizione statica ma dinamica
e per tale motivo non può essere separato dal movimento,
fisico o psicologico.

La stimolazione sessuale è vissuta come una piacevole
esperienza, nonostante la sensazione di tensione che l’accompagna,
perché è presente la prospettiva dello sfogo. Ecco
perché,tutte le pratiche sessuali preliminari hanno proprio
lo scopo di accrescere l’eccitazione.

Gabriele Bettoschi

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