Cooperazione internazionale

Diritti umani calpestati nel 2014 secondo il rapporto di Amnesty International

Amnesty International ha pubblicato il consueto rapporto che fa il punto sullo stato dei diritti umani nel mondo. Il 2014 è da dimenticare. E alla svelta.

Mai come quest’anno i diritti umani sono stati calpestati da guerre civili, conflitti armati, commercio di armi e persone in fuga dalle loro terre. Una situazione drammatica quella descritta dal rapporto 2014/2015 sullo stato dei diritti umani nel mondo pubblicato dall’organizzazione non governativa Amnesty International.

 

siria

 

“Quello passato è stato un anno devastante per chi difende i diritti umani e per chi soffre nelle zone di guerra”, ha commentato il segretario generale di Amnesty International, Salil Shetty. L’indagine è stata condotta nel 2014 in 160 paesi. In 18 sono stati commessi crimini di guerra o altre violazioni del diritto internazionale umanitario, quello che una volta era il diritto dei conflitti armati. Solo in Siria i civili scappati dalla violenza sono quattro milioni, quasi tutti rifugiati nei paesi confinanti. Il mar Mediterraneo ha inghiottito più di 3.400 migranti mentre cercavano di raggiungere l’Europa.

 

L’Italia è stata criticata per aver sospeso l’operazione di pattugliamento dello stretto di Sicilia (anche nota come operazione Mare Nostrum) che ha consentito di trovare e salvare 150mila persone. La maggior parte ha chiesto di poter godere del diritto di asilo. L’organizzazione umanitaria aveva chiesto al governo italiano di “non sospendere Mare Nostrum fino a quando non fosse stata posta in essere un’operazione analogamente efficace”.

 

Un quadro sconfortante, specie se si considera che le previsioni della ong per il futuro non sono buone. Boko haram, Stato Islamico, Al Shabaab sono le minacce più gravi per la pace internazionale ma soprattutto per la popolazione civile che subisce abusi, persecuzioni, discriminazioni. Tre gruppi armati che sfuggono a qualsiasi regola o controllo di governi o organizzazioni internazionali, come le Nazioni Unite (Onu).

 

Amnesty International, per aumentare il peso dell’Onu quando la situazione sfugge al controllo degli stati sovrani, ha deciso che lancerà una campagna per far sì che i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu (Cina, Russia, Stati Uniti, Regno Unito e Francia) rinuncino al loro potere di veto quando si vota su casi estremamente gravi, come genocidi o massacri. Quest’anno, infatti, i caschi blu non sono potuti intervenire in nessuno dei fronti più sanguinosi: Siria, Iraq, Striscia di Gaza, Ucraina.

 

kobane

 

Un’altra richiesta che Amnesty fa agli stati è la ratifica del trattato sul commercio di armi entrato in vigore lo scorso anno visto che sia eserciti che gruppi armati sono stati in grado di usarle per compiere abusi e causare la morte di decine di migliaia di persone. L’ultima richiesta ai governi è di non usare la scusa della minaccia alla sicurezza nazionale per mobilitare gli eserciti oltreconfine e mettere a rischio i diritti umani fondamentali di interi popoli.

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